“Ricerca e innovazione sono l’unica via affinché un paese come l’Italia possa essere competitivo soprattutto sul terreno dell’energia”. E’ questa in sintesi la posizione di Pasquale Pistorio, vice presidente di Confindustria, che ha espresso nel corso della presentazione del “Rapporto Energia e Ambiente 2006” dell’ENEA (Roma, 12 aprile).

Per Pistorio, attualmente incaricato da Bersani di coordinare il programma “Industria 2015” per il settore dell’energia, è molto positivo quello che si sta facendo a livello governativo con le nuove misure e normative a favore del settore energetico, “ma queste non potranno essere sufficienti per spingere più in avanti gli obiettivi che ci siamo dati a livello europeo al 2020”.
Un esempio da seguire, secondo Pistorio, è quello della Gran Bretagna che punta ad una riduzione delle emissioni di gas serra del 60% al 2050. “Questo target – spiega il vice presidente della Confindustria – dovrà essere necessariamente comune a tutti i paesi, Italia compresa, perché è l’unico che consentirà al pianeta di assorbire gradualmente le emissioni attuali e future”.
“Il problema è che per raggiungerlo non bastano le tecnologie esistenti né gli strumenti che oggi abbiamo elaborato: questi dobbiamo sfruttarli al meglio per ottenere gli obiettivi di breve periodo (fino al 2012, ad esempio), ma occorre andare oltre, cercando nuovi strumenti e nuove tecnologie per il lungo periodo”. E’ qui che entra in gioco la ricerca e l’innovazione, tema che sta a molto a cuore a Pistorio.

Pasquale Pistorio ha annunciato che, come responsabile del progetto “Industria 2015”, si impegnerà a mettere in atto misure per la ricerca e l’innovazione in grado di generare nuovi processi e prodotti che potranno, da un lato, contribuire a risolvere la sfida energetica del paese e, dall’altro, a creare nuove realtà industriali, imprese e nuovi posti di lavori.
Ha ricordato che il governo ha messo a disposizione per i prossimi 3 anni 350 milioni di euro per questo filone di ricerca, ma sono sfruttabili anche i fondi strutturali per le regioni a “Obiettivo 1” che ammontano a 2,3 miliardi, con possibili interessanti ricadute nei progetti di ricerca e innovazione.
Il lavoro, ha detto Pistorio, si sta svolgendo in stretta collaborazione con l’IPI e l’ENEA. Quest’ultima si è fatta carico di fare uno studio delle tecnologie innovative che sono presenti in Italia e in Europa e che possono avere le maggiori ricadute industriali, in modo da identificare i settori strategici da perseguire prioritariamente. Al tempo stesso, ENEA ed IPI stanno facendo una mappatura delle competenze esistenti sia in campo scientifico-universitario che in quello industriale.

Il Ministero sta preparando il meccanismo per lanciare entro aprile una “domanda di manifestazione di interesse”: tutte le imprese potranno richiedere di partecipare a questi programmi di ricerca e innovazione.
Verranno definite le modalità di finanziamento del progetto, le caratteristiche che dovrà avere il progetto (si preferiranno consorzi anche tra grandi e piccole imprese, centri di ricerca, università), dovrà essere descritto lo scopo industriale del progetto e le risorse necessarie.
Saranno anche indicate le risorse minime necessarie al progetto per evitare dispersioni di denaro in mille rivoli: i progetti dovranno essere altamente innovativi e avere concrete ricadute industriali in termini di fatturato e di occupazione.

Pistorio è fiducioso che verranno raccolte molte manifestazioni di interesse, che saranno coordinate al meglio, magari anche accorpandole. Si potrà avere così una massa critica importante di proposte su cui impostare una politica adeguata.
Entro la fine di giungo, ha concluso Pistorio, “vorremmo presentare al Ministro dello Sviluppo Economico un documento che illustri il panorama dei progetti raccolti. E quindi avere le condizioni per lanciare un vero e proprio bando entro la fine luglio; l’obiettivo è di ricevere i progetti definitivi da sottoporre poi all’esame di organi indipendenti per verificarne la validità tecnologica e stabilire una sorta di graduatoria per dare priorità ai finanziamenti”.

LB

12 aprile 2007