Nucleare obsoleto

  • 26 Febbraio 2007

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Da Greenpeace Italia la denuncia dell'investimento di 1,6 miliardi di euro da parte dell'Enel per due reattori nucleari di vecchia generazione in Slovacchia e nessuna valutazione d'impatto ambientale.

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Lo scorso 23 febbraio il primo ministro slovacco Robert Fico ha incontrato l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, per chiudere l’accordo che prevede l’investimento di 1,6 miliardi di euro per completare due reattori nucleari sovietici di seconda generazione a Mochovce, in Slovacchia, per circa 800 megawatt. Intanto, lo studio di fattibilità del progetto di completamento, previsto per aprile, non è stato ancora presentato.
Nel complesso è un investimento maggiore di quello che secondo il piano industriale di Enel è stato effettuato in Italia per realizzare 5.000 MW di impianti a gas a ciclo combinato. «Se la “vera rivoluzione è non cambiare il Mondo”, come recita la monumentale campagna pubblicitaria di Enel, questa operazione è sicuramente un bell’esempio di coerenza» ha commenta Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace.

La decisione di completare la costruzione dei reattori 3 e 4 di Mochovce è illegittima. Nessuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è stata avviata da 20 anni a questa parte dalle autorità locali per la realizzazione di tali reattori ed Enel si guarda bene da richiedere l’avvio di un processo di consultazione pubblica. Costruire reattori di tecnologia sovietica risalenti a più di 30 anni fa senza alcuna VIA rappresenta una violazione inaccettabile delle normative europee.
Il progetto rappresenta, inoltre, un enorme pericolo. I due fatiscenti reattori slovacchi di tipo VVER-440/213 risalgono ai primi anni ’70 e, non potendo essere migliorati i livelli di sicurezza, non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza richiesti dall’Europa. Nel 2012, una volta ultimati i lavori, i reattori saranno datati di oltre 40 anni!
La ERBD, la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo, si rifiutò di finanziarne il completamento, mentre un reattore dello stesso tipo venne chiuso nel 1990 a Greisfwald, in Germania, appena entrò in funzione. Anche la costruzione di altre tre unità di terza generazione VVER, più nuove di quelle che Enel dovrà completare a Mochovce, furono bloccate dalle autorità tedesche dopo la riunificazione della Germania.
«Per entrare nel mercato elettrico slovacco, Enel accetta di finanziare una operazione molto discutibile sia sul piano della sicurezza che su quello dei costi. Dalle informazioni finora in possesso di Greenpeace, il governo slovacco farà degli sconti sui costi di smantellamento e di gestione delle scorie, sconti che si configurano come aiuti di stato» aggiunge Onufrio.

Fonte: Comunicato Greenpeace Italia del 23 febbraio 2007 (“L’Enel in Slovacchia investe nel nucleare sovietico”)

26  febbraio 2007

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