Sono stati pubblicati per il quarto trimestre del 2006 i “Renewable Energy Country Attractiveness Indices” elaborati della società Ernst&Young. Questi indici forniscono speciali punteggi e classifiche in merito all’idoneità e alla convenienza degli investimenti nelle fonti rinnovabili nei vari mercati nazionali.

Gli Stati Uniti si confermano in testa sia nella classifica che riguarda tutte le fonti rinnovabili sia nelle singole tecnologie, soprattutto alla luce delle recenti politiche nel settore che prevedono la Production Tax Credit (per impianti su grande scala) e la Investment Tax Credit (per le persone fisiche) previste fino e oltre il 2008. A queste agevolazioni fiscali vanno aggiunti nuovi programmi di sostegno e la possibilità di ottenere prestiti a interessi zero sia a livello federale che statale. Importante l’attrazione in investimenti nei settori dell’eolico, dei biocarburanti e del solare.
In seconda posizione l’India, in continua crescita nell’eolico onshore e offshore e nello sviluppo delle infrastrutture, che raggiunge la Spagna, che cede una posizione soprattutto a causa di una riduzione della tariffa incentivante per l’eolico che passa da 97 €/MWh agli attuali 67-84 €/MWh.

Al quarto posto Gran Bretagna e Germania; quest’ultima sale di una posizione per la decisione del governo di far pagare agli operatori dei sistemi di trasmissione i costi di allacciamento per gli impianti eolici offshore. Al sesto posto c’è la Cina che si mette in evidenza per gli innumerevoli progetti nel campo, per la grandezza del mercato e le sue potenzialità future, ma al tempo stesso si evidenziano alcune barriere come la complessità del mercato e le difficoltà di attivare spesso il partnenariato locale per alcuni investitori.
Per quanto riguarda l’Italia, che nel ranking mondiale si affianca alla Cina al sesto posto, l’indice più elevato riguarda il solare (al quarto posto nella tecnologia) per le prospettive di crescita del settore fotovoltaico.

LB

13 febbraio 2007