Una comunità scientifica sempre più preoccupata ha approvato a Parigi il quarto rapporto sullo stato del clima. Sono passati solo sei anni dal precedente studio dell’IPCC, ma i riscontri ottenuti in questo periodo hanno messo in un angolo la frangia degli scettici (a volte lautamente pagati da multinazionali come la Exxon). In particolare si sono chiarite le divergenze tra i trend delle temperature misurate al suolo e quelle in atmosfera, si sono acquisiti dati sulle temperature nelle profondità degli oceani, si è quantificato l’effetto di raffreddamento dell’inquinamento.

Nel secolo scorso i mari si sono innalzati di 1,7 mm l’anno, ritmo che recentemente si è raddoppiato. Proprio sulla crescita del livello dei mari si registra un dissenso da parte di scienziati che ritengono che questo aumenterà molto più di quanto non indichi il rapporto.
Un messaggio forte ha riguardato l’irreversibilità, almeno in questo millennio, dei cambiamenti indotti anche in presenza di riduzioni delle emissioni. Dunque, occorre intervenire subito per evitare conseguenze catastrofiche, ma è ormai acquisito il fatto che abbiamo alterato la macchina termica del Pianeta.

Il Kyoto Club, che il 14 febbraio organizza a Roma un convegno nazionale dal titolo “Come vincere la sfida del clima” con la presenza dei ministri Bersani e Pecoraro Scanio ritiene che il governo debba accelerare la politica di intervento con un’azione che coinvolga tutti i dicasteri interessati e con una forte responsabilizzazione delle Regioni.

Gianni Silvestrini

2 febbraio 2007