L’emissione ha credito

  • 2 Gennaio 2007

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Una Carta di credito  personale per le emissioni. Questa la novità che viene dal Regno Unito in fatto di lotta ai cambiamenti climatici

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Il governo Inglese stà esaminando la possibilità di creare dei “permessi personali di carbonio”. Le “carbon credit card”, così sono definite in un articolo della Bbc, potrebbero essere distribuite come parte dello piano nazionale di allocazione della CO2.
Si tratta di quote individuali che sarebbero assegnate su base annuale e riguarderebbero diversi temi della vita quotidiana come il trasporto, l’energia e l’alimentazione.
Il Ministro dell’ Ambiente dell’Alimentazione e degli Affari Rurali del Regno Unito pensa che se le persone emettono una quantità inferiore di anidride carbonica, rispetto a quella prestabilita,  possano cedere la quota avanzata a coloro che hanno emesso di più, realizzando così una vera e propria Emisson Trading tra individui.
In uno studio di fattibilità che è stato effettuato dal Centro per l’energia sostenibile del Ministero dell’Ambiente, si afferma che un permesso di emissione personale dell’anidride carbonica è potenzialmente in grado di ridurre le emissioni di gas climalteranti meglio di quanto potrebbero fare le tasse sulle emissioni. Il Governo britannico ora sta sviluppando un programma di fattibilità per arrivare a una decisione concreta sul “permesso personale del carbonio” che è comunque considerato un’opzione realistica e politicamente realizzabile entro cinque anni.
Queste “quote personali di CO2” potranno essere cedute nell’acquisto di energia, di combustibile, di trasporti e successivamente le emissioni potrebbero essere ridotte in conformità con gli accordi internazionali o nazionali. Alcune perplessità sono state sollevate sul fatto che la tracciabilità dei crediti di CO2 in base ai consumi e alle abitudini d’acquisto potrebbe ledere la privacy dei cittadini. Una via d’uscita da questa empasse potrebbe essere rappresentata dall’adesione volontaria da parte dei cittadini al progetto. Si tratta di un’ opzione che viene giudicata fattibile anche in virtù del fatto che diversi settori politici britannici sono convinti che di fronte ai cambianti climatici l’opinione pubblica sia meglio disposta ad effettuare sacrifici di questo tipo.


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DDR/SF

2 gennaio 2007

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