Gli aspetti critici del fotovoltaico

  • 8 Novembre 2006

La crescita del mercato fotovoltaico è molto rapida, ma  ci sono dei problemi per ciò che riguarda la sostenibilità industriale

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La crescita del mercato fotovoltaico e’ molto rapida, e negli ultimi 5 anni ha raggiunto tassi medi superiori al 40% p.a. Si tratta di uno sviluppo impressionante che fuga ogni dubbio sulle capacita’ del settore di formare massa critica sufficiente a determinare le dinamiche del mercato energetico dei prossimi anni. Cosi’ come sta succedendo anche per l’energia eolica, i limiti di crescita sono determinati dalla possibilita’ di incrementare la produzione piuttosto che dalla domanda, che rimane elevata. Una crescita cosi’ veloce, pero’, pone dei seri problemi di sostenibilita’ industriale, che vanno affrontati per tempo.

Il mercato FV oggi e’ un mercato sovvenzionato. Le tariffe in conto energia sono alla base del successo delle rinnovabili ma sono -e devono- essere studiate in modo da diminuire col crescere del mercato, in modo da mantenere il ciclo virtuoso della curva di apprendimento (il fenomeno per cui col crescere del volume di produzione di un prodotto i suoi costi diminuiscono). L’obiettivo finale e’ quello di indurre un progressivo abbassamento dei prezzi per raggiungere il limite di competitivita’ commerciale. Il problema che sta emergendo, legato alla limitata capacita’ di produzione di feedstock di silicio di grado solare e/o elettronico, e’ paradossale: la domanda e’ talmente sostenuta che i prezzi, negli ultimi due anni, sono saliti. Di per se’, questa situazione non sarebbe preoccupante. Si innesca un ciclo per cui la domanda finisce col diminuire -o la si puo’ fare diminuire manovrando sugli incentivi- e i prezzi a quel punto devono tornare a scendere. Questo e’ quello che, ad esempio, sta succedendo a partire da giugno in Germania. Il problema e’ che con tassi di crescita elevati come quelli di oggi domanda ed offerta finscono con l’andare fuori fase e si passa da un eccesso di domanda ad un eccesso di offerta, generando cicli economici piuttosto instabili. Ad oggi, nei magazzini tedeschi ci sono circa 400Mwp di moduli invenduti, ben di piu’ di quelli che potrebbero essere assorbiti da mercati emergenti come Stati Uniti, Spagna ed Italia messi insieme. I consumatori -giustamente- attendono un ulteriore ribasso dei prezzi, mettendo pero’ in scoperto i produttori, che sono esposti per grosse cifre legate a piani di espansione molto ambiziosi.

Come intervenire in una situazione come questa? L’obiettivo primario, per tutti, dovrebbe essere quello di una crescita rapida, ma sostenibile. Probabilmente piu’ vicina al 20-30% annuo che al 50% come di recente. Per lo meno fino a quando non siano entrate in campo un numero sufficiente di iniziative industriali per la produzione di feedstock, o di tecnologie alternative ai moduli in wafer di silicio, come i film sottili o le celle a concentrazione. Un altro fattore fondamentale per il riequilibrio del mercato e’ l’integrazione verticale della produzione. Insieme allo scardinamento del monopolio dei produttori di feedstock, e’ l’unico fattore di tipo concorrenziale che permetterebbe di distribuire i margini di guadagno in maniera piu’ sostenibile su tutta la filiera, e nel contempo garantirebbe una maggiore competitivita’ del prodotto finale, ovvero il modulo, a tutto vantaggio dell’utenza. Ma e’ soprattutto auspicabile l’introduzione/il perfezionamento di un sistema di revisione dinamica dei meccanismi di incentivazione che permetta di governare la crescita ed evitare i fenomeni speculativi e di cash-in a cui abbiamo assistito negli ultimi due anni. Questi ed altri aspetti critici della crescita del mercato fotovoltaico sono affrontati nella presentazione tenuta al PVTECH expo di quest’anno, che puoi scaricare dal sito.

Guido Agostinelli

8 novembre 2006

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