Una norma introdotta nella revisione del decreto legislativo 192 sull’efficienza energetica degli edifici, approvata dal Consiglio dei Ministri il 6 ottobre scorso su proposta del ministro Bersani, potrebbe avere un effetto molto importante sul mondo solare italiano. Il dlgs prevede infatti l’obbligo dell’installazione del solare termico nei nuovi edifici. L’Italia segue quindi la Spagna su questa strada, che era stata aperta con successo dal Comune di Barcellona qualche anno fa.

Lo stesso dlgs prevede poi anche un obbligo sul versante fotovoltaico per la nuova edilizia. Un apposito decreto attuativo definirà le tipologie delle costruzioni assoggettate all’obbligo e l’entità dello stesso.
Se il provvedimento passerà l’esame delle Commissioni parlamentari e della Conferenza Unificata, entro la fine dell’anno potremmo avere una norma forte destinata a influire in maniera determinante sul futuro delle tecnologie solari.
Il mercato infatti si estenderà notevolmente. Nel campo dei collettori si stima che le installazioni passeranno dai 72.000 m2 installati nel 2005 ai 500.000 m2/anno entro il 2009.

Il fotovoltaico vedrà un mercato certo di qualche decina di MW/anno garantito nel lungo periodo solo in relazione a questo obbligo.
Due riflessioni su questo articolo del dlgs. La prima riguarda la necessità di porre una particolare attenzione all’inserimento architettonico delle tecnologie solari. Poichè si riferisce alla nuova edilizia, andranno incoraggiate soluzioni anche originali per raggiungere risultati di elevata qualità estetica.
La seconda riflessione riguarda la possibilità di creare una solida industria solare sia nel campo termico che in quello fotovoltaico nel nostro Paese. Un quadro normativo certo e ambizioso rappresenta un elemento fondamentale per orientare gli investimenti nel settore.

Nel frattempo è in via di definizione un secondo decreto del Ministero dello Sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente che determinerà, dall’inizio del prossimo anno, le modalità di incentivazione del fotovoltaico.
Il decreto si è reso necessario per consentire di dare certezza nel mercato del solare fotovoltaico. Come è noto, l’attuale normativa ha alimentato una bolla speculativa con un numero elevatissimo di domande, per la maggior parte fittizie, che ha messo in difficoltà il mondo degli operatori.

Nella nuova bozza di decreto – che dopo la consultazione con le categorie interessate verrà discussa alla Conferenza unificata Stato Regioni – vengono introdotte diverse novità.
Si semplificano innanzitutto notevolmente le procedure per l’acquisizione dell’incentivo.
E’ stato inoltre tolto il tetto annuale di potenza incentivabile fissando invece un obiettivo sul lungo periodo e definendo un valore di potenza, superato il quale la misura di incentivazione verrà rivista alla luce dell’evoluzione dei prezzi di mercato.
Gli incentivi si innalzano in funzione del livello di integrazione del componente solare.
Viene previsto un ulteriore riconoscimento per gli utenti che si dimostrano virtuosi dal punto di vista dei consumi energetici.
Per le richieste che verranno presentate negli anni successivi il riconoscimento economico diminuirà gradualmente, in relazione alla prevedibile riduzione dei costi dei moduli fotovoltaici sul mercato internazionale.
In sostanza questo nuovo decreto crea le condizioni per far decollare una domanda solida, legata a obiettivi ambiziosi sostenibili nel tempo, dando quelle certezze sul lungo periodo che possono favorire le scelte industriali volte a localizzare nel nostro Paese la produzione di celle e moduli solari.

Segnali interessanti vengono dagli Usa. La mossa di Schwarzenegger di porre limiti alle emissioni di CO2 in California mette sempre più in difficoltà Bush, tanto che si comincia a parlare di un cauto cambiamento della posizione sul clima della Amministrazione Usa.
Sempre in California evolve il comparto solare a seguito del lancio del programma di 1 milione di tetti solari. La Silicon Valley dei microchip potrebbe infatti progressivamente divenire uno dei punti di riferimenti del fotovoltaico mondiale. Diverse società si espandono dalla microelettronica al solare. Ultimo in ordine di tempo è l’annuncio di Nanosolar (finanziata tra l’altro dai fondatori di Google) di realizzare nell’area di San Francisco l’impianto di produzione di celle più grande del mondo, con una capacità produttiva annua di 430 MW.
Insomma, la situazione è in rapidissima evoluzione e l’Italia deve giocare le sue carte per ritornare nella pattuglia di testa nello sviluppo di questa tecnologia.