Il mercato del solare termico in Italia è ancora molto lontano dagli obiettivi indicati dal Libro Bianco sulle rinnovabili che parlava di tre milioni di metri quadrati installati 2010.

Tuttavia alcuni indicatori fanno ritenere che il settore stia vivendo una fase di crescita, se non tumultuosa, sicuramente importante, forse anche favorita dagli aumenti del prezzo del gas (principale competitore del solare termico), che sono dell’ordine del 2-3% all’anno.

Un altro segnale che fa parlare di trend di crescita proviene dall’ambito della produzione nazionale di collettori solari. Da una rapida ricognizione delle aziende produttrici italiane si può stimare che, per l’anno in corso, la quantità di collettori solari termici fabbricati si potrà aggirare intorno ai 65-70.000 metri quadrati, escludendo i collettori non vetrati (circa 2.500 m2).

La storica carenza di dati statistici per questo settore, sul giro d’affari, sui prezzi all’utente finale e sulla produzione, non permette sempre di avere il monitoraggio e il polso del mercato e, pertanto, anche di intraprendere corrette politiche per un suo ampliamento.

Gli ultimi dati a nostra disposizione, forniti da Assolterm e riferiti al 2004, indicavano in soli 18-20.000 metri quadrati la produzione nazionale di collettori, pari cioè a circa il 30% delle vendite annuali in Italia. Un dato che, alla luce di quanto si è potuto rilevare, potrebbe essere stato sottostimato. Infatti, sulla base delle dichiarazioni fornite da una dozzina di principali produttori presenti sul territorio nazionale, dovremmo ritenere che in soli due-tre anni la produzione nazionale di collettori sia cresciuta di oltre il 230%.

I segnali di interesse per questa tecnologia, con l’aumento delle vendite di impianti che gli stessi operatori, distributori e installatori dichiarano in questo periodo, potrebbe condurre anche ad un ulteriore sviluppo dell’industria nazionale, ancora caratterizzata da un approccio spiccatamente artigianale, con effetti modesti sull’abbattimento dei costi dei pannelli, così come sulla creazione di occupazione: i 3 produttori più importanti oggi non superano singolarmente una produzione annuale di 15-17.000 m2.

La creazione di un terreno più favorevole per lo sviluppo di prodotti nostrani significherebbe anche contenere l’invasione di quelli esteri, in particolare austriaci, greci, tedeschi, australiani, israeliani, che comunque si sono ormai affermati nel nostro paese dimostrando sul campo un’elevata qualità; stiamo però assistendo in quest’ultimo periodo anche all’apparizione di prodotti a costi ridotti e con scarse prestazioni come quelli cinesi, privi di certificazione, che potrebbero mortificare un rilancio definitivo della tecnologia in Italia, ancora bisognosa di una completa accettazione da parte dei potenziali utenti.

Cerchiamo di fare un’istantanea dell’industria nazionale dei collettori solari termici, che va detto è caratterizzata da piccole o piccolissime aziende, e del mercato nel suo complesso.

Se consideriamo che il tasso di esportazione della produzione nazionale è piuttosto limitato, e in media non superiore al 5%, potremmo valutare, stimando una percentuale di collettori di fabbricazione italiana sull’installato totale annuale in netta crescita, diciamo del 50%, che la superficie installata in Italia a fine 2006 sarà di circa 110-130.000 m2 (dato 2004: 55-60.000 m2). Tuttavia altre stime, anche interne al settore, continuano ad essere molto conservative e indicano in circa 70-80 mila i metri quadrati che saranno installati a fine 2006.

Dall’inchiesta effettuata sembra tuttavia piuttosto difficile immaginare che le vendite annuali per quest’anno siano inferiori a 100 mila metri quadrati.

Un indizio a sostegno di questa tesi è che quasi tutti i produttori dichiarano un incremento rispetto al 2005 del 20-30%. Un esempio di dinamicità del settore: la società Kloben di Verona ha portato gli addetti dedicati alla produzione dei suoi collettori sottovuoto (presso lo stabilimento di Ogliastro Cilento, in provincia di Salerno) da 5 del 2004, allorché venne avviata la produzione, agli attuali 28. Quest’anno i collettori prodotti potrebbero essere pari a 15.000 m2, accreditando così la società veneta come uno dei primi tre produttori nazionali. Di pari passo, l’azienda sta investendo in automatizzazione (5-6 milioni di euro recentemente spesi in nuovi macchinari e per un nuovo stabilimento). Una crescita del mercato che consente all’azienda anche di impegnarsi in nuovi sbocchi applicativi, come il solar cooling.

Tra i leader nazionale della produzione del solare termico c’è Solar System, società friulana, che con 8 milioni di fatturato può considerarsi anche tra i principali attori del mercato italiano, insieme alle società Accomandita e Sonnenkraft Italia, queste importatrici di collettori. I suoi collettori piani “Super Solar” sono progettati dall’azienda e costruiti presso uno stabilimento austriaco (la Solar System ne detiene un terzo della quota societaria). Per il 2006 si stima che verranno prodotti, soprattutto per la vendita nell’area del Triveneto, circa 17.000 m2 di collettori. Nel 2005 la società ha venduto 3.300 impianti per un totale di 13.000 m2 di collettori.

Altra interessante realtà è la Sunerg Solar di Città di Castello (PG) che dichiara per il 2006 una produzione di 12.000 m2 (con una crescita di quasi il 40% rispetto al 2005). I suoi obiettivi sono molto ambiziosi soprattutto nell’arco dei prossimi 3-4 anni, ma già nel 2007, se il mercato continuerà questa sua fase di ascesa, la produzione potrebbe raggiungere i 20mila metri quadrati. Oltre il 90% della produzione è rivolta al mercato nazionale, mentre la restante parte è esportata in Spagna e Germania. La società umbra, che ha da poco ricevuto la certificazione ISO14001 per aver attivato una produzione a basso impatto ambientale, sta sviluppando, insieme alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Perugia, una ricerca per migliorare la meccanizzazione dell’assemblaggio del collettore e per la costruzione di tipologie di collettori in grado di consentire una più rapida installazione; un’altra linea di ricerca è indirizzata al raffrescamento solare. La società partecipa per il 50% al contratto di ricerca con l’Università.

Piccole ma interessanti realtà imprenditoriali del settore solare termico del meridione, ormai affermatesi sul mercato, sono Costruzioni Solari, Idaltermo ed Ecosol, tutte aziende produttrici.

La prima, con sede a Cavallino (LE), potrebbe arrivare a produrre quest’anno anche fino a 8-9.000 m2 (una piccola parte sarà esportata verso Cuba, Spagna, Irlanda e Messico). Costruzioni Solari, che ha progettato la piastra captante del suo pannello solare e alcune macchine per l’automazione della produzione, sta sviluppando insieme all’Università di Lecce un prototipo di piccolo paraboloide per la produzione di calore fino a 300 °C da utilizzare soprattutto nella produzione di calore per processi industriali. La ricerca è stata finanziata dal MIUR al 50%, mentre l’altra metà dovrà essere restituita dall’azienda a tasso zero. I ritardi nello sviluppo del prototipo, come ci ha segnalato il titolare dell’azienda, sono causati anche dalla eccessiva macchinosità di questo tipo di incentivi per la ricerca, che nel futuro andrebbero meglio orientati e gestiti.

Idaltermo di Acquarica del Capo (LE) registrerà nel 2006 una crescita della produzione di almeno il 30%. I suoi collettori hanno ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui la certificazione ENEA e SPF (ente Svizzero).

Ecosol, società di Catania, è uno dei pochissimi produttori siciliani (3.000 m2 nel 2006), che deve fra l’altro confrontarsi soprattutto con i prodotti a basso prezzo provenienti dalla Grecia.

Per quanto riguarda la culla della diffusione del solare termico in Italia, cioè l’Alto Adige, dobbiamo annoverare due produttori, Wallnöfer ed Ebner Energie Technic che fabbricano rispettivamente circa 3.500/4.000 e 2.000 metri quadrati; la prima, che vende per il mercato del nordest ed esporta 1/5 della produzione in Spagna, Portogallo e Germania, dichiara di utilizzare i propri macchinari solo al 20% della capacità.

Parlando di Alto Adige, e anche al fine di contribuire alle prossime eventuali stime e analisi sull’installato nel nostro paese, cogliamo l’occasione per segnalare almeno un dato ufficiale: nella Provincia Autonoma di Bolzano, a fine 2005, erano stati installati in totale 158.000 m2 di collettori solari termici (335 m2 ogni 1000 abitanti, quindi sui livelli dell’Austria). Più difficile è stimare l’installato globale in tutto il nostro paese per la fine di quest’anno: forse intorno ai 700 mila metri quadrati? Lasciamo ad altre ricerche l’individuazione di questo dato.

Unico produttore di pannelli solari non vetrati, in polipropilene estruso (utilizzati soprattutto per il riscaldamento di piscine e per applicazioni stagionali), è una piccola società di Fabriano (AN), la Janus Energy. Nel 2006 la produzione sarà di circa 2.500 m2.

Mentre tutti i produttori legano strettamente alla crescita costante e duratura della domanda il possibile potenziamento e l’ottimizzazione della loro produzione, con un conseguente abbattimento dei costi, altri osservatori, diversi dai produttori, ritengono che un vero decollo del settore, con più grandi numeri in gioco, potrà verificarsi solo con l’entrata nel mercato di nuovi attori di grandi dimensioni capaci di ingenti investimenti e di una più forte azione di marketing; al contrario, un coacervo di piccole realtà, anche nuove, non produrrebbe sostanziali cambiamenti: i costi di produzione dei collettori resterebbero mediamente elevati e la domanda manterrebbe quel suo livello di nicchia che oggi la contraddistingue.

Ad incidere oggi sul prezzo dei collettori va comunque messo in evidenza l’incremento dei costi di alcune materie prime come il rame e l’acciaio inox che sono raddoppiati nel giro di poco più di due anni. Va anche messo in rilievo che parte dei componenti dei collettori prodotti in Italia sono importati, in particolare gli assorbitori (es. da Austria e Grecia) e lo stesso vetro, i cui costi dipendono quindi da produttori esterni.

Le stesse fonti, tuttavia fanno notare come il prezzo del collettore, sebbene ancora piuttosto elevato a causa della limitata produzione e, come detto, per gli elevati costi dei materiali, non incide poi così pesantemente sul costo finale dell’impianto installato, sul quale invece influisce ancora molto il ricarico praticato da parte degli installatori.

Gli operatori del settore produttivo italiano tuttavia sono certi che, in una fase di crescita della domanda, l’adeguamento delle loro linee produttive potrebbe essere agevolato con specifici aiuti nell’acquisto dei macchinari, terreni e capannoni, anche con parziali contributi a fondo perduto o prestiti a tassi di interesse ridottissimi, in linea con quanto accaduto già anni fa in Austria, Germania e Grecia.

Inoltre, il sostegno alla ricerca per prodotti e processi dovrebbe essere di più semplice accesso se si vogliono raggiungere alti livelli di competitività con le produzioni di altri paesi.

Dal lato della domanda, intanto, le azioni previste per il settore nella Finanziaria 2007 (detrazione del 55% in 3 anni), la diffusione di nuovi regolamenti edilizi comunali che prevedono l’obbligatorietà del solare termico sui nuovi edifici o su quelli soggetti a ristrutturazione straordinaria e, speriamo,  un più ampio sfruttamento del meccanismo dei titoli di efficienza energetica, sono già elementi che fanno pensare ad una domanda in forte crescita nei prossimi anni, anche se ancora molti eccessi burocratici (vedi ostacoli da parte delle commissioni edilizie comunali) nella fase realizzativa degli impianti andrebbero eliminati.

4 ottobre 2006