Nel numero del 7 settembre della prestigiosa rivista “The Economist” si ribadisce l’importanza di un rapido intervento per ridurre i rischi di un cambiamento del clima e si punta l’indice contro l’Ammninistrazione Usa che con il suo mancato impegno su questo fronte impedisce una convergenza più ampia che includa i Paesi in via di sviluppo.

Occorre un’azione a due livelli, sottolinea l’articolo: adottare una carbon tax o uno schema come l’Emissions Trading europeo per dare un valore al carbonio emesso e destinare le risorse così raccolte a interventi di riduzione (l’articolo cita come esempio il sequestro della CO2, ma la strategia principale di intervento dovrebbe essere l’innalzamento dell’efficienza energetica).
Il pezzo è interessante perchè indica gli umori del mondo finanziario rispetto alla sfida del clima.

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GS

12 settembre 2006