Rinnovabili ed efficienza: atto primo

  • 17 Luglio 2006

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Ddl Bersani: tracciate alcune linee di azione per solare, biocarburanti, certificati bianchi e per il coordinamento tra Stato e Regioni. di G.B. Zorzoli

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Contrariamente a quanto sussurrato da più parti, lo schema di disegno di legge del ministro Bersani per molti aspetti è tutt’altro che generico. In particolare ha il merito di fissare alcuni punti fermi per quanto concerne la promozione delle fonti rinnovabili e dell’uso efficiente dell’energia. Innanzi tutto per la prima volta viene posta grande attenzione al solare termico, che finora, rispetto alle altre tecnologie, era stata trattata un po’ come la Cenerentola della compagnia, malgrado si tratti di un’opzione importante, dato che il calore a bassa-media temperatura rappresenta il 37% dei consumi finali di energia; insomma, sviluppando appieno le potenzialità del solare termico si potrebbero agevolmente risparmiare significative quantità di combustibili fossili. In secondo luogo il ddl fissa l’obiettivo della massima semplificazione amministrativa per biocarburanti, solare termico e fotovoltaico: per quest’ultimo, secondo alcune autorevoli interpretazioni, i decreti attuativi dovrebbero contemplare la riduzione, se non l’eliminazione, dei vincoli posti al suo sviluppo dai due decreti sul costo energia. Il riassetto degli incentivi dovrebbe infine portare a una rimodulazione dei Certificati Verdi in modo da garantire maggiori opportunità di sviluppo anche alla generazione elettrica da fonti diverse da quella eolica; soluzione che consentirebbe di evitare i rischi di paralisi sempre incombenti quando nel nostro paese si muta radicalmente il quadro normativo, come testimoniano diverse esperienze pregresse.

Molto articolato è il ddl per quanto concerne l’efficienza energetica. Si va dall’incremento degli obiettivi fissati dai decreti legislativi del 20 luglio 2004 all’introduzione di standard minimi per il rendimento energetico di elettrodomestici, caldaie, pompe di calore, condizionatori e al lancio di una campagna di informazione nei confronti dei consumatori (a cui suggeriamo di affiancarne una per i venditori e gli installatori di tutti gli strumenti di uso domestico, sulla scorta dell’esperienza positiva della provincia di Bolzano per l’installazione di collettori solari termici); e, last but not least, il ddl indica l’esigenza di una ridefinizione del sistema fiscale sugli autoveicoli, volta a orientare il consumatore verso tipologie energeticamente e ambientalmente più efficienti.

Significative, infine, l’indicazione a favore di un riordino dei soggetti pubblici che operano in tema di efficienza energetica e sviluppo di fonti rinnovabili, dato che l’accavallarsi nel tempo di leggi e decreti ha creato una sorta di albero di Natale, dove non sempre è chiaro chi fa che cosa., e la proposta di forme di coordinamento permanente tra Governo e Regioni, che in particolare prevedono accordi per il riparto della responsabilità del conseguimento degli obiettivi tra le diverse regioni; condizione, questa, essenziale per la piena responsabilizzazione delle amministrazioni regionali.

Naturalmente come tutti i disegni di legge di delega al governo per l’adozione di specifici decreti legislativi anche quello proposto dal ministro Bersani si limita a precisare obiettivi e priorità, ma rinvia ai provvedimenti successivi la puntuale definizione delle norme specifiche per i diversi ambiti di intervento. Insomma, il cammino è ancora lungo e non privo di ostacoli.
Nel caso specifico, oltre ai problemi posti dai diversi e talvolta contrastanti punti di vista dei non pochi stakeholders chiamati in causa dai cambiamenti che il disegno di legge intende introdurre; oltre alle complessità insite nei concerti con i ministri dell’ambiente, dell’economia e per gli affari regionali, e, in alcuni casi, anche con i ministri delle infrastrutture e dell’interno, oppure con quelli delle politiche agricole o dei beni culturali, con quello dei trasporti o della ricerca; oltre alla non semplice armonizzazione delle responsabilità centrali con le competenze regionali in materia, a giudicare da un comunicato stampa del gruppo Energia e Ambiente dell’Unione si profila qualche difficoltà anche all’interno della stessa maggioranza che sostiene l’attuale governo. Niente di particolarmente grave, ma indubbiamente qualche sasso in più sul cammino di un provvedimento che non è e non ambisce ad essere una “legislazione quadro orientata all’attuazione degli impegni del Protocollo di Kyoto”, come richiesto dal documento del gruppo Energia e Ambiente dell’Unione, ma tuttavia si propone di realizzare diversi fra gli obiettivi prioritari per uno sviluppo accelerato delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica; ed è quindi anche in grado di contribuire a realizzare gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del protocollo di Kyoto.

Forse sarebbe opportuno ricordare che il meglio è sovente nemico del bene. Soprattutto quando in un ramo del parlamento si dispone di una maggioranza molto risicata.

G.B. Zorzoli, Consigliere ISES Italia 

 17 luglio 2006

Questo articolo è apparso sulla newsletter di giugno 2006 di “Ilsolea360gradi”.

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