Se nel calcio giocato ai massimi livelli il BelPaese batte la Germania, altrettanto non si può dire per l’efficienza e le rinnovabili. L’ennesimo esempio del fatto che sul piano energetico la Germania gioca in attacco e noi in difesa arriva proprio dai campi di calcio protagonisti dei mondiali. Sono molti, infatti, gli impianti calcistici utilizzati per i mondiali 2006 nei quali hanno trovato posto una serie di buone pratiche sia energetiche, sia in direzione della sostenibilità.

Lo stadio Fritz Walter Stadion di Kaiserslautern, che ha ospitato i quarti di finale Italia – Stati Uniti il 17 giugno, possiede, per esempio, un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica di 1 MW di potenza di picco. L’installazione dei pannelli rappresenta un intervento retrofit (effettuato non in contemporanea alla costruzione dello stadio, bensì in un secondo momento). Per l’ancoraggio dei pannelli è stata utilizzata una struttura leggera in alluminio tale da non alterare la stabilità del tetto, non specificatamente dimensionato per ospitare i 5000 pannelli fotovoltaici.
L’elettricità prodotta alimenterà la rete municipale e, una volta completata l’installazione, il sistema fotovoltaico in una giornata estiva produrrà una quantità pari a 720 mila kWh, sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico giornaliero di circa 200 famiglie. L’installazione dei sistemi fotovoltaici sullo stadio di Kaiserslautern ha rafforzato la vocazione della città all’energia solare. L’investimento in tecnologia solare è stato pari a 10 milioni di euro, e, inoltre, l’impianto fotovoltaico eviterà l’emissione di 500 tonnellate annue di anidride carbonica.
Il progetto è stato promosso dalla FIFA e rientra nel programma “Green Goal”. Il ‘2006 FIFA World Cup’ che con questo programma ha voluto tracciare un nuovo percorso per il calcio mondiale, ponendo al centro dell’attenzione la riduzione degli impatti ambientali con particolare riguardo alle emissioni climalteranti. Scopo di questo progetto è infatti quello di bilanciare l’emissione di CO2 prodotta in occasione del campionato mondiale in Germania – in particolare quella proveniente dai trasporti – riducendo al minimo l’impatto ambientale. Il programma guarda con interesse la protezione del clima avvalendosi di energia rinnovabile – fotovoltaico – e interventi di efficienza energetica. Gli stadi, dal loro canto, continueranno a mantenere vivo il programma “Green Goal” contribuendo costantemente e nel tempo al miglioramento della situazione ambientale; il progetto prevede, inoltre, che vengano piantati alberi e realizzati sistemi di irrigazione dei campi con acqua piovana.

Sullo stadio di Norimberga, il Franken-Stadion, sui lati sud ed est della copertura, sono stati installati ben 758 pannelli fotovoltaici per un totale di 1000 m2 di superficie occupata. Lo stadio di Kaiserslautern e lo stadio di Norimberga sono certificati secondo lo schema EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) certificato che testimonia il miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali.

L’Olympiastadion di Berlino che ospiterà la finale dei mondiali fra Italia e Francia, è stato rinnovato strutturalmente ed è stato dotato delle migliori tecnologie presenti sul mercato. In particolare, lo stadio può vantare il proprio sistema di irrigazione del campo che usa l’acqua piovana. La pioggia che cade sul tetto dello stadio viene raccolta in un serbatoio destinato alla raccolta d’acqua di 21 metri di diametro che può contenere 1700 m3 di acqua piovana, sufficienti per irrigare l’intero stadio. L’acqua non captata viene allontanata da un sistema di drenaggio costruito intorno allo stadio. Il serbatoio e il sistema di drenaggio sono comunicanti, così nel caso che il serbatoio pieno possa allontanare l’acqua in eccesso verso il sistema di drenaggio.

Per maggiori informazioni visita il sito del Green Goal

Donatella Roelé Riahi

7 luglio 2006