Il contributo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto in Europa degli elettrodomestici è stato di 17 milioni di tonnellate di CO2 in 10 anni grazie all’introduzione di modelli sempre più efficienti. Lo afferma l’associazione europea dei produttori di elettrodomestici, Ceced, che aggiunge altri dati interessanti in un rapporto del novembre 2005. E’ impressionante constatare come, mentre il consumo elettrico è costantemente cresciuto dal dopoguerra, in questo comparto si sia invece registrata una inversione di tendenza. Infatti, se nel 1995 si consumavano 264 TWh, nel 2005 i consumi si erano ridotti a 230 TWh, con un calo del 12%.
Il risparmio di energia elettrica rispetto a 20 anni fa ha raggiunto il 35% per le nuove lavabiancherie vendute e il 40% per i frigoriferi. Considerando che sono ancora in funzione 188 milioni di elettrodomestici con più di 10 anni (un terzo del totale), con la loro sostituzione con modelli di classe A o superiori si otterrebbe un risparmio di almeno altri 8 TWh/a.
Negli scenari elaborati dal Ceced al 2010 si ipotizza un’ulteriore riduzione dei consumi – dal 3% al 37% – in relazione alle politiche che verranno applicate.
L’aspetto interessante è che il miglioramento dei rendimenti non ha comportato un aumento del costo medio dei prodotti. Secondo Ceced, anzi, i prezzi in termini reali si sono ridotti (visualizza grafico).

Ma qual è la situazione in Italia?
La diffusione di frigoriferi a basso consumo rappresenta una storia emblematica di un successo ambientale e industriale. Solo 6-7 anni fa la percentuale dei frigoriferi di classe A (i migliori, secondo la etichettatura della UE, che seleziona i prodotti in relazione alla loro efficienza energetica) era assolutamente marginale in Italia.
La presenza di un’informazione chiara sui vantaggi di questi elettrodomestici è riuscita però a orientare i consumatori verso i prodotti più efficienti. Nel 2005 le vendite totali di frigoriferi di Classe A o A+ hanno così raggiunto il 63% del totale (visualizza grafico).

Qual è stato l’impatto sui consumi energetici di questa trasformazione del mercato?
L’innalzamento della qualità energetica dei frigoriferi a partire del 2000 ha portato a una riduzione 2,5 miliardi di kWh/a, corrispondenti alla produzione di una centrale da 400 MW.
L’evoluzione tecnologica nel frattempo ha reso disponibili prodotti sempre più efficienti. Si sono così affacciati sul mercato frigoriferi con prestazioni da record, come il modello Blomberg CT 1300° che consuma il 64% di elettricità in meno rispetto ai prodotti di classe A.
Ci troviamo insomma di fronte a brillanti risultati tecnologici che dimostrano quanto ampli siano i margini di risparmio e che consentiranno nei prossimi anni di ridurre ulteriormente i consumi elettrici di questo comparto.

Gianni Silvestrini

Direttore Master Ridef – Energia per Kyoto

23 maggio 2006