Il meccanismo del Protocollo di Kyoto denominato: Clean Development Mechanism, ha raggiunto la quota di un miliardo di tonnellate di emissioni di anidride carbonica evitate.

I meccanismi del protocollo di Kyoto, denominati meccanismi flessibili, permettono di ridurre le emissioni di gas serra in modo che siano anche economicamente convenienti. Uno dei tre meccanismi flessibili previsti: il CDM (Clean Development Mechanism) permette di ridurre le emissioni dei Paesi industrializzati che hanno ratificato il protocollo di Kyoto attraverso forme di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo (che devono aver anch’essi ratificato il Protocollo di Kyoto) finalizzate ad agevolare uno sviluppo socio-economico non inquinante. Ma il CDN permette ai Paesi in via di sviluppo di acquisire tecnologie pulite, nuove tecnologie ed il know how tecnologico per procedere verso uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. I progetti di cooperazione, prima di diventare esecutivi, devono essere approvati e registrati da un apposito organo della UNFCC che sovraintende la gestione e la corretta applicazione di questo meccanismo.

Ebbene, oggi il Segretariato della UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) ha annunciato che in base ai progetti finora approvati e registrati si otterranno entro il 2012 riduzioni delle emissioni di ben un miliardo di tonnellate di anidride carbonica, cioè della stessa quantità di emissioni di Gran Bretagna e Stagna messi insieme

L’aver raggiunto questo traguardo è motivo di profonda soddisfazione per il Segretariato della UNFCCC perchè dimostra che il protocollo di Kyoto funziona non solo per la riduzione delle emissioni, ma anche come strumento per favorire lo sviluppo sostenibile dei pesi più poveri.

L’unica commento poco entusisatico del Segretariato INFCC riguarda lo squilibrio geografico dei progetti CDM. Degli 800 progetti complessivamente presenti nell’archivio, solo 27 riguardano l’Africa. Quest’anno sono stati registrati 210 progetti ed altri 58 sono in istruttoria prima della registrazione. Lo scorso anno, invece, solo 140 progetti furono registrati.

12 gigno 2006

Qui di seguito il comunicato originale

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UNITED NATIONS
FRAMEWORK CONVENTION ON CLIMATE CHANGE
Secretariat

Emission reductions from Kyoto Protocol’s Clean Development Mechanism pass the one billion tonnes mark
(Bonn, 9 June 2006) – According to the United Nations Climate Change Secretariat, the Kyoto Protocol’s clean development mechanism (CDM) is as of today estimated to generate more than one billion tonnes of emission reductions by the end of 2012.
In addition to the implementation of climate-friendly policies at home, the 1997 landmark treaty allows industrialized countries to meet their emission targets through the treaty’s flexible mechanisms. “We have crossed an important threshold with these emission reductions”, said Richard Kinley, acting head of the United Nations Climate Change Secretariat. “It is now evident that the Kyoto Protocol is making a significant contribution towards sustainable development in developing countries”.
The CDM allows industrialized countries to generate emission credits through investment in emission reductions projects in developing countries. The one billion tonne mark in emission reductions corresponds to the present annual emissions of Spain and the United Kingdom combined.
The United Nations Climate Change Secretariat on Friday pointed towards a slightly more equitable geographic distribution of the projects. In Africa, there are currently 27 activities in the CDM pipeline of which 5 have been registered. This constitutes a five-fold growth within a year.
More than 800 projects are presently in the pipeline, of which 210 are registered and another 58 are requesting registration. Last year, only around 140 activities were registered or being considered for registration.

“Whilst the mechanism is seeing very strong growth, the growth is still too unevenly distributed amongst regions”, said Janos Pasztor, acting coordinator for Project Based Mechanisms with the UN Climate Change Secretariat. “Governments are expected to address this issue with inputs from the CDM Executive Board at the upcoming United Nations Climate Change Conference in Nairobi in November”, he said.

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