Elettricità contro gas

  • 8 Maggio 2006

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Titoli d'efficienza energetica. Ecco i primi risultati

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I primi risultati del mercato dei titoli dell’efficienza energetica vedono un grande interesse sul versante elettrico rispetto al gas. Sostanzialmente ciò è dovuto al successo di una  serie di campagne come quelle legate all’efficienza negli utilizzi finali domestici, come ad esempio il caso delle lampadine. Dopo le prime nove sedute del mercato dei titoli di efficienza energetica possono essere sinteticamente raccolte le seguenti impressioni:

1)     Sono stati scambiati in borsa titoli di efficienza complessivamente pari a 13.898 titoli di cui 11.583 di tipo I (83,41%), 2.229 di tipo II (16,04 %), 76 di tipo III (0,55%);

2)     Se si raffronta il valore complessivo dei titoli scambiati con il valore complessivo dell’obbligo si ottiene che è stato scambiato sul mercato l’8,86% dell’obbligo complessivo; tale percentuale sale al 17,72% nel caso in cui tutti i distributori usufruissero della possibilità offerta dai decreti di realizzare solo il 50% dell’obiettivo e rimandare il resto dell’obbligo ai due anni successivi;

3)     Nell’ipotesi in cui tutti i distributori decidano di usufruire della flessibilità al 50% e in cui i distributori di energia elettrica coprano tutto l’obbligo con titoli di tipo I e nel caso in cui anche i distributori di gas naturale decidano di rispettare metà del loro obbligo con titoli di tipo I e il resto con titoli di tipo II si otterrebbe un fabbisogno complessivo di titoli di tipo I per il 2005 pari a 63.441 e un fabbisogno complessivo di titoli di tipo II pari a 14.414.

4)     In questo caso gli 11.583 titoli di tipo I attualmente scambiati sul mercato rappresenterebbero oltre il 18% del fabbisogno e i 2.229 titoli di tipo II rappresenterebbero il 15% del fabbisogno.

Questi elementi fanno considerare che sicuramente il mercato dei titoli di tipo I si è dimostrato maggiormente alimentato da titoli collocati probabilmente da campagne lampadine nate un po’ dovunque in Italia. Che comunque grazie alla flessibilità e alla possibilità di realizzare almeno il 50% del risparmio nel proprio vettore distribuito la quantità dei titoli scambiati è più o meno in grado di soddisfare le esigenze di titoli di ciascun settore almeno per il 2005.

Per quanto riguarda il prezzo di scambio chiaramente i distributori hanno dimostrato di non voler perdere risorse economiche dal meccanismo e non voler salire al di sopra dei 100 €/TEE in nessun caso.
Per i titoli di tipo I il prezzo dopo qualche seduta a 80 €/TEE e dopo aver toccato il valore minimo di 76€/TEP si è assestato sui 78€/TEE; dimostrando buona disponibilità di titoli.

Mario Gamberale, Daniele Novelli

8 maggio 2006

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