I conti del Sole

  • 20 Aprile 2006

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Conto energia: cresce il numero delle domande. Superato il limite del 2006

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di Leonardo Berlen*

L’interesse per il fotovoltaico suscitato in Italia dal recente, e molto atteso, meccanismo del “conto energia” è stato superiore alle aspettative, nonostante diversi operatori chiedano modifiche sostanziali al decreto. Diciamo questo dopo aver preso atto della quantità di domande presentate nel corso del primo trimestre 2006 (oltre 15.000) e della potenza totale richiesta che sicuramente andrà oltre il limite annuale di 85 MW indicato dal recente decreto 6 febbraio. Ad oggi quindi si presume che la presentazione di ulteriori domande di incentivazione per la prossima scadenza trimestrale (giugno) e, probabilmente, per tutto l’anno in corso, debba intendersi sospesa. Difficilmente prima dell’autunno (visti anche i tempi tecnici della politica) avremo un aggiornamento dell’attuale normativa e pertanto possiamo ritenere, in assenza di sorprese, che se ne riparlerà per l’inizio del prossimo anno.

Restano da fare gli impianti e non sono certamente pochi. Se nella prima scadenza del 30 settembre 2005 le domande approvate risultavano essere in totale pari a circa 87 MW di potenza, quelle relative alla seconda scadenza del 31/12 sono state pari ad una potenza di 180 MW (fonti GRTN). Nel 2° trimestre, su un totale di 8.250 richieste di incentivazione (per circa 225 MW), quelle approvate sono 6.200, appunto per 180 MW. Il GRTN, alla data di chiusura della newsletter, non ha ancora comunicato l’esatta distribuzione per taglia e collocazione geografica degli impianti approvati, ma ci ha comunque confermato che sono già state inviate ai richiedenti le lettere con gli esiti positivi.
Secondo una stima ragionevole possiamo quindi stimare in circa 352 MW la potenza totale che verosimilmente verrà approvata su tutte le richieste inviate da settembre 2005 alla scadenza del 31 marzo 2006.

La notevole pressione della domanda mondiale sull’offerta di moduli fa ritenere che non sarà facile soddisfare questa massiccia richiesta in tempi brevi e con prezzi ragionevoli. Il quesito che molti si pongono è allora: quale sarà la quota di questa potenza che verrà effettivamente realizzata? A complicare il quadro si aggiungono alcune incertezze burocratiche e procedurali per l’installazione e messa in rete dei sistemi FV, non ultima la modalità di schema elettrico da adottare.
L’Italia registra attualmente una potenza installata di 5-6 MW all’anno e saremo molti soddisfatti se si aumentasse almeno di un fattore 10 questa cifra per i prossimi due o tre anni. Di certo gli obiettivi di lungo periodo devono essere molto più ambiziosi e andare ben oltre i 1.000 MW al 2015 indicati dal Ministero delle Attività Produttive, ma sappiamo anche che ogni avvio di un nuovo meccanismo comporta lentezze e attriti procedurali che vanno messi in conto. Se pensiamo alla Germania, con circa 870 MW installati nel solo 2005, i numeri italiani sono piuttosto mediocri, ma dobbiamo anche osservare come in Spagna, nonostante un conto energia operativo dal 2002, le realizzazioni vadano ancora un po’ a rilento. Infatti a fine 2005 erano stati connessi alla rete elettrica in tutto 4.474 impianti per una potenza di 34 MW (di cui 23 negli ultimi due anni). Anche l’obiettivo spagnolo di 375 MW al 2010 appare piuttosto modesto.

Tuttavia affinché possa nascere anche nel nostro paese un mercato significativo e soprattutto una forte industria del settore capace di conquistare importanti fette di mercato delle celle e dei moduli, dobbiamo chiedere al prossimo governo un impegno ancora deciso per lo sviluppo del FV e di tutta la sua filiera, stabilendo regole chiare e di lungo periodo.
Sono arrivati intanto alcuni chiarimenti. L’Agenzia delle Entrate ha confermato la non tassabilità degli introiti da tariffa incentivante provenienti dai sistemi di potenza inferiore a 20 kWp e l’Autority ha fornito precisazioni sulle modalità di transizione dalla delibera n. 224/00 alla n. 28/06 in merito alle condizioni di disciplina dello scambio sul posto dell’elettricità per impianti fino a 20 kWp. Tra le novità c’è anche la previsione che in caso di una produzione maggiore della domanda, il saldo positivo relativo ad un dato anno possa essere utilizzato a compensazione di eventuali saldi negativi per un massimo di 3 anni successivi all’anno in cui è stato maturato.

articolo a cura di Leonardo Berlen
da Ilsolea360gradi, n.4/2006

20 aprile 2006

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