La bolletta dell’atomo

  • 19 Aprile 2006

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Gli alti costi delle centrali costituiscono un limite invalicabile alla ripresa di questa tecnologia

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Un’analisi molto rigorosa dei costi delle centrali nucleari, con una particolare attenzione agli Usa, ma con attenzione anche ad altre situazioni, come quella della Finlandia, unico paese occidentale ad aver deciso di realizzare una nuova centrale.
Emerge con chiarezza il fatto che le regole di un mercato aperto hanno fatto trasparire i costi elevatissimi legati alla costruzione degli impianti atomici, scoraggiando gli eventuali investitori.
Viene fatto anche un excursus storico del nucleare negli Usa evidenziando il fallimento di una tecnologia per la quale nel 1972 erano state previste 1.000 centrali operative entro il 2000 e la soluzione entro il 1985 dello smaltimento delle scorie. In realtà ci sono attualmente solo 103 centrali in funzione e si è ancora lontani dall’avere un cimitero di scorie.
Malgrado un miglioramento del funzionamento degli attuali reattori e uno snellimento delle procedure autorizzative, secondo l’autore non ci sono le condizioni economiche per la ripresa del nucleare.

Peter A. Bradford, “Nuclear Power’s Prospects in the Power Markets of the 21st Century “, testo in inglese,
Non Proliferation Policy Education Center (http://www.npec-web.org) , Gennaio 2005

18 aprile 2006

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