L’elettricità dal solare a concentrazione dei deserti del Nord-Africa potrebbe arrivare in Europa già nel 2015. L’annuncio è arrivato venerdì 30 ottobre quando
Desertec - il progetto multimiliardario che mira a raccogliere l’energia del sole dal Sahara per poi trasportarla nel vecchio continente - ha fatto un passo avanti con la formazione ufficiale della società
Desertec Industrial Initiative. Il consorzio di 12 compagnie per la maggior parte tedesche - tra le quali il gigante mondiale delle assicurazioni Munich Re, Deutsche Bank e altri grandi dell’energia, come E.ON e Siemens - ha dunque confermato la determinazione nel rendere il progetto realtà. Si punta a far arrivare
la prima elettricità solare già dal 2015.
Scopo finale della Desertec Industrial Initiative – che raccoglierà un investimento attorno ai 400 miliardi di dollari - è soddisfare
entro il 2050 il 15% del fabbisogno elettrico europeo, raccogliendo con grandi centrali solari a concentrazione l’energia del Sahara e facendola giungere in Europa tramite dei condotti che dovrebbero attraversare il mediterraneo. Alla base del progetto il solare a concentrazione, tecnologia molto promettente tra le rinnovabili e che non è certo una sconosciuta ai nostri lettori ( vedi
"Solare a concentrazione, video e documenti"): in estrema sintesi la tecnologia consiste nel concentrare con un sistema di specchi la radiazione solare diretta in un tubo o in una caldaia dove scorre un fluido (acqua, olio o sali fusi) che ad elevate temperature fa girare delle turbine che producono l’elettricità.
Il piano attuale di Desertec è di costruire un sistema di centrali con
una potenza complessiva di picco
pari a
100 GW, cioè simili a circa un centinaio di centrali a carbone. L'elettricità raggiungerebbe l’Europa tramite
20 elettrodotti ad alta capacità con perdite inferiori al 10%: linee che collegherebbero il Marocco alla Spagna, l’Algeria alla Francia attraverso le Baleari, la Tunisia alla Sicilia, la Libia alla Grecia e l’Egitto alla Turchia via Cipro e che sarebbero parte di una grande rete continentale che dovrebbe trasportare anche l'elettricità da eolico prodotta nel nord Europa (anche quella offshore) o da geotermico prodotta in Islanda.
Le centrali del progetto Desertec, che dovrebbero essere costruite nei prossimi 5 anni, arriveranno ciascuna a potenze da 1 GW, ma ancora non si è deciso
sulla tipologia tecnologica che verrà adottata per il solare a concentrazione: una galleria fotografica pubblicata su New Scientist mostra i
4 modelli di centrale
possibili spiegando i pro e i contro di ciascuno.
L'impianto americano del National Solar Thermal Test Facility di Albuquerque, in New Mexico, costituito da specchi a parabola che riflettono i raggi solari verso un braccio che sporge al centro del disco ha il vantaggio di richiedere poca acqua per il raffreddamento, ma non consente di accumulare calore e quindi di fornire energia in assenza del sole (
immagine). La centrale di Sanlucar la Mayor vicino Siviglia, in Spagna (
immagine) è costituita invece da una gigantesca
torre che raccoglie i raggi riflessi da 624 specchi ruotanti: può operare ad alte temperature e accumulare energia, ma richiede un’enorme quantità di acqua e raggiunge buone prestazioni economiche solo per impianti molto grandi.
La centrale di Bakersfield, in California (
immagine) realizzata da Ausra utilizza invece
concentratori piani (detti riflettori Fresnel) che scaldano tubi ricevitori in cui scorre l'acqua che, con il vapore, muove turbine per una potenza fino a 5 MW. Relativamente economico, questo impianto può essere adattato per accumulare l'energia. Tra gli svantaggi una minore efficienza dell'impianto, la mancanza di sviluppo commerciale e l'alta richiesta di acqua. Il Nevada Solar One, infine (
immagine), centrale da 64 MW costruita dalla spagnola Acciona, utilizza
specchi parabolici per portare a 361°C l'olio diatermico che a sua volta fa bollire l’acqua che muove le turbine; può immagazzinare il calore e, dunque, funzionare anche di notte, (anche con la possibilità di integrarla con un generatore a gas), ma richiede molta acqua.
Seguiremo nei prossimi mesi le opzioni che la società Desertec Industrial Initiative sceglierà per il più grande e costoso, e per alcuni aspetti, controverso, progetto di energia solare e di fonti rinnovabili, mai concepito finora al mondo.
GM
3 novembre 2009