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Newsletter n. 184 del 22 dicembre 2014

Approccio punitivo e incertezza sono stati nel 2014 il leitmotive dell'azione governativa nei confronti dei settori delle rinnovabili e dell'efficienza energetica. Anche la nuova Commissione europea sembra remare contro politiche ambientali più avanzate. Il 2015, nonostante tutto, potrebbe però diventare l'anno del rilancio di questi settori. L'editoriale di Gianni Silvestrini.

Fotovoltaico

Dal primo al secondo semestre 2014, il prezzo delle batterie da abbinare al FV si è ridotto di un quarto. Lo mostra un report appena pubblicato da BSW, associazione tedesca del solare. Finora circa 15mila famiglie tedesche hanno abbinato lo storage ai loro impianti fotovoltaici. A spingere le installazioni incentivi e prestiti agevolati. E in Italia?

In certe situazioni il fotovoltaico può convenire ancora di più se abbinato a un sistema di accumulo, che permette di massimizzare l’autoconsumo. Abbiamo cercato di rispondere in maniera semplice e veloce alle domande di chi vuole saperne di più su questa possibilità, parlando di tipologie di batterie, costi, incentivi e risparmi possibili.

Normativa e Incentivi

Per gli impianti in bassa tensione un fisso di 30-40 euro l'anno come oneri su autoconsumo, per quelli in media maggiorazone in base a potenza e fonte: un SEU con 200 kW di fotovoltaico pagherà tra i 250 e i 300 euro l'anno. Scambio sul posto esteso a impianti fino a 500 kW in esercizio dal 2015 e applicato anche a tariffa D1 per pompe di calore.

Quali costi per la bolletta elettrica

Quanto pesano gli incentivi all'energia sulle bollette di cittadini e imprese? Favoriscono davvero più le rinnovabili che le fossili? E ancora: è tutto vero quel che ci dicono sul problema del caro-energia in Italia? Al di là dei luoghi comuni ci sono i dati che smentiscono la versione di un'Italia zavorrata dal peso degli aiuti alle fonti pulite.

La nuova fotografia Istat dei consumi energetici delle famiglie: nel 2013 hanno speso oltre 42 miliardi di euro. Incide molto soprattutto il riscaldamento nel quale il metano resta la fonte più diffusa. Lampadine ad alta efficienza sono già tre quarti di quelle in uso. Il rapporto "I consumi energetici delle famiglie" realizzato da Istat con Enea e MiSE.

Da qui al 2030 la bolletta elettrica italiana crescerà ancora: colpa del gas e della CO2, più cari ma anche dei costi necessari per adeguare il sistema alle rinnovabili non programmabili. Caleranno invece gli oneri di sistema e il capacity market ci costerà 1,7 miliardi l'anno. La previsione nell'ultima monografica di RSE sul sistema elettrico italiano.

Gli Speciali di Qualenergia.it

Relazioni e presentazioni del workshop “Investire nel parco fotovoltaico italiano esistente” (Roma, 28/11/2014). Problematiche e business degli impianti FV di taglia medio-grande: mercato secondario, revamping, O&M, monitoraggio. Come valorizzare gli investimenti realizzati anche alla luce dei recenti provvedimenti normativi. I video delle relazioni.

Il mercato elettrico che cambia

Secondo i dati Terna anche a novembre la domanda elettrica italiana è in calo. Nei primi 11 mesi del 2014 il fabbisogno è in diminuzione del 2,9% e la produzione interna di quasi il 4%. La generazione di tutte le fonti rinnovabili cresce del 6%, 106 TWh puliti a fine novembre, e contribuisce per il 43,2% alla produzione domestica e copre il 37,4% del consumo.

I progetti di centrali nucleari sforano i preventivi 9 volte su 10, con un budget overrun medio del 117,3%. Ad altissimo rischio extracosti e ritardi anche il grande idroelettrico. I progetti che danno maggiore certezza tra budget preventivato e quello a consuntivo sono quelli nelle nuove rinnovabili, mostra una ricerca.

Il Direttore scientifico di Solarexpo-The Innovation Cloud (8-10 aprile 2015 a Milano), in un'intervista al portale Ingegneri.cc, analizza lo stato attuale della mobilità elettrica in Italia con uno sguardo ai modelli europei, senza dimenticare le opportunità del mercato nazionale del fotovoltaico, cuore della manifestazione fieristica.

Cambiamenti climatici

Tagliare la CO2 con rinnovabili ed efficienza energetica costa sempre meno, i danni dei cambiamenti climatici sono ormai evidenti, ma i negoziati procedono troppo lenti per la sfida. “Lima lascia grossi nodi irrisolti e difficilmente a Parigi 2015 si riuscirà ad avere un patto robusto come quello di Kyoto”, prevede l'esperto Leonardo Massai.

Alcuni segnali positivi di ascolto tra Paesi industrializzati e in via di sviluppo. Ma restano da definire numerosi e importanti punti, come la natura legale vincolante o meno del nuovo accordo. La strada per Parigi sarà faticosa e in salita, ma percorribile. L'analisi di Italian Climate Network e il testo uscito dal Cop 20 di Lima sui cambiamenti climatici.

Alla vigilia della COP20 di Lima è uscito il rapporto Germanwatch 2015. Il Climate Change Performance Index presentato nel rapporto per 58 paesi, che rappresentano oltre il 90% delle emissioni mondiali, non è confortante. Scarsa la performance dell'Italia (17° posto), soprattutto riguardo al parametro "poliche nazionali sul clima".

Energie fossili

Da due mesi comitati, associazioni di categoria e studenti, e la metà dei Comuni lucani, chiedono al presidente della Giunta di rivolgersi alla Corte Costituzionale contro l'articolo 38 della legge 'Sblocca Italia' che, di fatto, consente allo Stato di sostituirsi agli Enti locali nelle decisioni per progetti di prospezione, ricerca e coltivazione di gas e greggio, gasdotti, rigassificatori e stoccaggi.

Politica energetica

Nelle isole non connesse alla terraferma l'elettricità costa ben 465 euro/MWh, con un costo di 60 milioni di euro annui spalmato sulle bollette di tutti. Il d.l. Competitività propone di mettere fine a questo spreco, anche promuovendo fonti alternative agli inefficienti generatori diesel. Ma l'attuazione della riforma proposta dall'Autorità è piuttosto deludente.

Il presidente della Commissione Europea si è mostrato sordo agli appelli e ha deciso di cancellare le proposte legislative pendenti in campo ambientale. Legambiente: “Una decisione assurda che premia le lobby industriali e danneggia l’ambiente”.

Mobilità sostenibile

Ogni litro di benzina usato nelle auto convenzionali comporta oltre 11 centesimi di euro di costi sanitari e quasi 10 di danni legati al cambiamento climatico. Ma, con il mix elettrico sbagliato, i veicoli elettrici possono essere anche più dannosi. Anche certi biocarburanti come l'etanolo da mais hanno impatti peggiori di gasolio e benzina. Uno studio della University of Minnesota.

Mentre le auto tradizionali hanno conosciuto un drastico calo delle immatricolazioni, le auto a gas hanno continuato a crescere. Secondo un report di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Assogasliquidi Federchimica e Consorzio Ecogas, questa tecnologia “ponte” potrebbe dare notevoli vantaggi economici e ambientali.

News dalle Aziende: prodotti e servizi

La politica della multinazionale del film sottile ha una missione: rendere l'energia solare meno costosa e più fruibile in un ventaglio sempre più ampio di applicazioni, dall'automotive ai portable device, senza dimenticare l'edilizia. Dalla seconda metà del 2015 disponibili in Italia gli innovativi moduli delle controllate Global Solar e MiaSolé.