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Newsletter n. 154 del 2 maggio 2014

Il cambio di paradigma nel sistema è una leva per uscire dalla crisi che altrimenti si avviterà su se stessa. Anche per questo è sempre più indispensabile accrescere l'atavica carenza di informazione tecnico-scientifica che caratterizza il nostro paese. Un articolo di Gianni Mattioli e Massimo Scalia, pubblicato sulla rivista Qualenergia.

Rinnovabili sotto attacco

Per tagliare la bolletta ci sono alternative che permettono di evitare interventi retroattivi e potenzialmente disastrosi come lo 'spalma-incentivi' forzato ventilato dal Governo. Una tassa sulla CO2, ad esempio, oltre ad alleviare il caro-energia renderebbe più pulito ed efficiente il sistema energetico.

La risposta del viceministro a un'interrogazione parlamentare sulla circolare dell'Agenzia delle Entrate su FV e per la rideterminazione catastale: “verificare se tenga in adeguato conto la diversa rendita ottenibile da impianti incentivati e non incentivati" e compiere “un approfondimento in merito al trattamento fiscale degli impianti al servizio degli edifici”.

Dal decreto legge sulla 'Spending Review', che prevede la modifica dell’attuale regime fiscale applicato al reddito derivante da produzione di energia da parte di imprenditori agricoli, arriveranno gravi ripercussione economiche per il settore primario ma anche per quello delle rinnovabili. Una nota di Marino Berton, presidente di Aiel, spiega perché.

Il MiSE ventila per le rinnovabili uno spalma-incentivi obbligatorio: avrebbe effetti devastanti su occupazione, entrate fiscali, sistema bancario e credibilità internazionale, oltre che esporre il Governo a cause miliardarie. Eppure per mantenere la promessa di ridurre del 10% la bolletta delle PMI altre soluzioni non mancherebbero.

Per tenere fede all'impegno di ridurre del 10% la bolletta elettrica delle PMI, il Governo Renzi, tramite i tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico sta pensando di tagliare retroattivamente del 20% la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili esistenti a fronte di un’estensione di 5-7 anni del periodo di incentivazione. L'ennesima bastonata al settore? Una nota di Giuseppe Artizzu.

Per coprire i famosi 80 euro in busta paga ai dipendenti con reddito lordo tra 8.000 e 24.000 euro ci sarò anche un prelievo dalle fonti rinnovabili: si inasprisce la tassazione del reddito che le aziende agricole ricavano producendo energia pulita. Per gli agricoltori il provvedimento produrrà “effetti dirompenti per gli investimenti in rinnovabili”.

Energie fossili

I big di petrolio, gas e carbone sono molto aggressivi nell'influenzare a loro favore le decisioni politiche. La situazione è evidente negli Stati Uniti, dove l'azione di lobbying è più trasparente. Come spiega un report, ogni dollaro investito in finanziamenti al Congresso Usa ne rende all'industria delle fonti fossili circa 59: “Stanno inquinando anche la democrazia”.

I mercati delle rinnovabili

Il Perù è un paese interessante per le rinnovabili. Ad esempio vuole garantire l'accesso all'elettricità a 2 milioni di cittadini grazie a 500mila impianti fotovoltaici, di cui la metà dotati di storage. Ne abbiamo parlato con Henry Garcia, consulente del Governo peruviano per la redazione del Piano per la Gestione Sostenibile delle Risorse Energetiche.

Efficienza energetica

AiCARR, l'Associazione Italiana Condizionamento dell'Aria, Riscaldamento, Refrigerazione espone il suo punto di vista sullo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva 2012/27/Ue sull'efficienza energetica che, dopo il via libera preliminare del Consiglio dei ministri, è attualmente al vaglio delle Commissioni parlamentari.