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Newsletter n. 142 del 7 febbraio 2014

Fissare traguardi ambiziosi al 2030 anche per rinnovabili ed efficienza consentirà un'ulteriore riduzione dei costi delle tecnologie verdi e la loro maggiore competitività sul mercato dell'energia. Questa fase dovrà essere però gestita con il minimo di incentivi e grande attenzione a ricerca, innovazione e alla creazione di un nuovo tessuto industriale. L'editoriale di Gianni Silvestrini.

Politica energetica

Il Ministero dello Sviluppo Economico, all'epoca del governo Berlusconi, stipulò un accordo con la Serbia per l’importazione di energia rinnovabile (fonte idroelettrica) da quel paese. Secondo le informazioni risalenti al 2011 quell'energia ci costerebbe 155 €/MWh, più del doppio dell'attuale prezzo di mercato. Per il progetto l'Italia sborserebbe circa 12 miliardi di euro in 15 anni. Sull'accordo il silenzio delle istituzioni.

Firmato da Zanonato il decreto per alleggerire il peso in bolletta degli incentivi Cip 6, il controverso incentivo che va anche a produzioni energetiche di scarsa sostenibilità come le “assimilate”. Una riforma proposta dall'Aeeg da tempo, recepita con il primo 'decreto Fare' e ora finalmente attuata. Senza però dimenticare il solito aiutino agli inceneritori.

Fossili vs Rinnovabili

La nuova potenza elettrica installata nell’UE da fonti rinnovabili nel 2013 è stata pari al 72%, in particolare eolico e fotovoltaico. In 14 anni la nuova potenza elettrica da rinnovabili è stata il 55%. Saldi negativi per gas, carbone e olio combustibile. Oggi le energie pulite sono al 39,6% del mix elettrico europeo. I dati EWEA.

Petrolio, gas e carbone ricevono una cifra da 5 a 19 volte più alta degli aiuti che vanno alle rinnovabili. Un supporto enorme di cui le fossili godono da decenni, ancora in crescita e che si somma al vantaggio di essere esonerate dal rispondere delle esternalità negative provocate. Che senso ha auspicare una 'competizione alla pari' con le rinnovabili?

A gennaio il 51,7% dell'elettricità spagnola è generata da rinnovabili, contribuendo a dimezzare il prezzo all'ingrosso e aggravando il crollo del termoelettrico. Gli operatori iberici di energia pulita però hanno poco da festeggiare: in arrivo l'ennesimo taglio retroattivo agli incentivi.

Oltre 170 Comuni tedeschi sono ritornati in possesso delle reti per l'energia, che nei primi anni '90 erano state vendute a società private e a multinazionali. Recente è il caso di Amburgo dove un referendum ha rivoluto la rete in mano comunale. Far tornare di proprietà pubblica l'infrastruttura rete quali vantaggi potrebbe portare alla comunità e alla transizione energetica?

Efficienza energetica

La direttiva Ecodisegn nata per migliorare l'efficienza energetica dei prodotti che hanno a che fare con l'energia ha portato a risparmi consistenti a costo zero per governi e cittadini. Tuttavia un report spiega come gli strumenti della Commissione Europea in questo campo siano impostati piuttosto male e come questo strumento potrebbe fare molto di più.

Normativa e Incentivi

Grazie agli emendamenti al decreto Destinazione Italia accolti in fase di conversione, gli impianti fotovoltaici e idroelettrici più piccoli si salvano dall'eliminazione dei Prezzi Minimi Garantiti, peraltro ridotti decisamente dall'Autorità. Un novità che tutela alcuni impianti anche sul cosiddetto 'Spalma Incentivi'.

Assotermica plaude allo slittamento di un anno degli obblighi per le rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e per quelli esistenti con ristrutturazione rilevante. L'associazione ritiene che esista un problema con l’attuale formulazione del DM 28/2011 e chiede di aprire una discussione sul tema.

Energie fossili

Se le regole sulla qualità dei carburanti non venissero applicate subito o non venissero estese oltre il 2020, l'Europa potrebbe essere inondata di petrolio da sabbie bituminose, il peggiore per emissioni. Si potrebbe passare da 4000 a 725.000 barili al giorno, stima uno studio: sarebbe come se si riversassero sulle strade europee 6,5 milioni di auto in più.