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Energia e ambiente nel "contratto per il Governo del Cambiamento" M5S-Lega

Il testo dell'accordo programmatico, in cui restano passaggi da concordare tra i due leader, e la sintesi dei punti che riguardano fonti rinnovabili, efficienza energetica, green economy, rifiuti e mobilità sostenibile.

(Aggiornamento 18 maggio: pubblicata la versione definitiva dell'accordo. Sulla Tav sparisce dal testo la sospensione dei lavori. Per il resto, per gli aspetti che riguardano energia e ambiente, l'accordo è sostanzialmente invariato rispetto alla versione che abbiamo pubblicato e commentato qui. Qui il documento finale.)

Qualche riga per parlare della necessità di promuovere le rinnovabili, senza proposte concrete, un'impronta grillina sulla questione rifiuti, accenni alla promozione della mobilità elettrica, nodo Tav ancora da sciogliere e non molto altro.

Nonostante la dichiarata intenzione di “portare la questione ecologica al centro della politica”, i punti che riguardano energia e ambiente nella versione finale del contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega sono pochi e vaghi.

Non che ci si potesse aspettare molto di più da un documento snello, che si limita a tracciare un ipotetico percorso per un esecutivo in cui dovrebbero convivere una forza da sempre molto impegnata sulle questioni ambientali come il M5S con una che non ha certo in questi temi le sue priorità come il Carroccio.

Stiamo parlando del testo (allegato in basso) del contratto "per il Governo del Cambiamento" approvato al termine delle trattative di ieri, 16 maggio, in cui le parti suscettibili di modifica si limitano a pochi (ma non secondari) passaggi evidenziati in rosso, sui quali Luigi Di Maio e Matteo Salvini dovranno trovare un accordo.

Vediamo dunque i contenuti:

Clima e rinnovabili

Partiamo da questo tema, centrale per QualEnergia.it, che però nel documento significativamente è quasi alla fine delle due paginette dedicate a “Ambiente, green economy e rifiuti zero”.

Sul contrasto al cambiamento climatico ci si limita a dire che “sono necessari interventi per accelerare la transizione alla produzione energetica rinnovabile e spingere sul risparmio e l’efficienza energetica in tutti i settori.

È quindi “fondamentale potenziare le azioni attualmente considerate a livello nazionale per il contrasto al cambiamento climatico e per la transizione ”, si legge.

Il testo ci lascia dunque con il dubbio su quello che un eventuale governo M5S-Lega vorrà fare sul decreto rinnovabili, attualmente in attesa del parere dell'Arera e che dopo il passaggio in Europa potrebbe finire sulla scrivania di un nuovo ministro. Entrambi i partiti hanno espresso forti critiche al provvedimento (come anche alla SEN), ma sia tra i pentastellati che tra i leghisti c'è anche chi ritiene che la priorità resti dare in tempi rapidi un quadro al settore e dunque non fermare il decreto.

Efficienza energetica

Bisogna prevedere, continua il documento, “azioni mirate per aumentare l’efficienza energetica in tutti i settori e tornare a far salire la produzione da fonti rinnovabili prevedendo una pianificazione nazionale.

Non si parla esplicitamente di quanto previsto dagli economisti della Lega, cioè di cancellare dal 2019 le detrazioni fiscali per edilizia ed efficienza energetica, ma, nel lungo paragrafo sulla flat-tax si legge che serve “la revisione del sistema impositivo (...) con particolare riferimento alle aliquote vigenti, al sistema delle deduzioni e detrazioni e ai criteri di tassazione dei nuclei familiari”.

Sul tema ristrutturazioni in sé, ci si limita a dire, parlando di frenare il consumo di suolo, che vanno promosse azioni per “rilanciare il patrimonio edilizio esistente, favorendo la rigenerazione urbana e il retrofit (riqualificazione energetica) degli edifici.

Un tema molto a cuore ai 5 stelle, quello dei prosumer, trova spazio in una sola riga in cui si legge che “gli immobili capaci di autoprodurre energia rappresentano la sfida del futuro” e “in questo senso deve essere orientata anche l’edilizia residenziale pubblica”.

Una Banca per gli investimenti

Importante per lo sviluppo anche della green economy potrebbe essere la “Banca per gli investimenti, lo sviluppo dell’economia e delle imprese italiane” disegnata nel contratto, che, si precisa “utilizzerà le strutture e le risorse già esistenti”.

Sarà regolata da un'apposita legge, dovrà usufruire di un'esplicita e diretta garanzia dello Stato e agire sotto la supervisione di un organismo di controllo pubblico nel quale siano presenti il Ministero dell’Economia e il Ministero dello sviluppo economico.

Tra le varie attività che svolgerà, secondo il programma, “finanziamento di iniziative di interesse pubblico e strategico nazionale”, gestione del Fondo di Garanzia per le PMI e “innovazione con il fine di perseguire le politiche di indirizzo del MEF.”

Mobilità

È necessario, si legge tra le varie cose nel capitolo “Trasporti, infrastrutture e telecomunicazioni”, avviare “un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina”, mentre sulla parte dedicata al fisco si propone di “eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina”, ma non si parla di fiscalità ambientale, tema caro ai grillini.

Per promuovere la mobilità sostenibile si prevedono “strumenti finanziari per favorire l’acquisto di un nuovo veicolo ibrido ed elettrico a fronte della rottamazione - vendita di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna” oltre a “meccanismi premiali” per l’incentivazione dei mezzi a bassissime emissioni.

Si cita poi il Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici che “deve divenire uno strumento dinamico in grado di intercettare e risolvere in tempi rapidi” le “eventuali” carenze infrastrutturali. Tra gli altri punti sulla mobilità: spazi pubblici per il car sharing, sviluppo delle ciclabili e “un sistema di bike-sharing capace di integrare differenti sistemi di mobilità su ferro e su gomma”.

Nodo Tav

Se il documento parla di promuovere il trasporto su ferro e ha vari punti sul potenziamento di porti e ferrovie locali, tra le parti segnate in rosso, quelle cioè su cui Lega e 5 Stelle non hanno trovato un accordo, c'è quella sulla Tav e sul terzo valico.

Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione – si legge nel passaggio ancora da concordare - nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto. Con riferimento invece alla realizzazione del “terzo valico” ci impegniamo al completamento dell’opera.

Amianto

Tra i temi di interesse, anche per i lettori di QualEnergia.it, c'è la bonifica da amianto. “È necessaria una mappatura capillare” di tutte le eventuali strutture a rischio “partendo dalle scuole”, si legge ed è “necessario altresì snellire i procedimenti di bonifica”.

Rifiuti

Il documento parla di “inasprimento delle leggi attuali riguardanti i reati ambientali”.

Sui rifiuti poi, cavallo di battaglia storico dei pentastellati, si propone “una forte riduzione del rifiuto prodotto, una crescente percentuale di prodotto riciclato e contestualmente una drastica riduzione della quota di rifiuti smaltiti in discarica ed incenerimento, fino ad arrivare al graduale superamento di questi impianti, adottando metodi tecnologicamente avanzati ed alternativi.”

Il modello proposto è quello del servizio pubblico della provincia di Treviso: “progettazione di beni e fiscalità premianti per chi produce beni riciclabili e riutilizzabili, ricorso alla raccolta domiciliare con tariffazione puntuale per cittadini e imprese, azioni contro lo spreco alimentare, la realizzazione di centri di riparazione e riuso dei beni utilizzati.”

Ilva

Il passaggio sull'Ilva non chiarisce in dettaglio come si vuole affrontare la crisi: “ci impegniamo, dopo più di trent’anni, a concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale, secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, proteggendo i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla chiusura delle fonti inquinanti, per le quali è necessario provvedere alla bonifica, sullo sviluppo della Green Economy e delle energie rinnovabili e sull’economia circolare”, si legge.