Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Riduzione delle emissioni e virtualizzazione delle carte carburante, così Q8 diventa più sostenibile

L’ultima iniziativa introdotta da Kuwait Petroleum Italia per ridurre l'impatto sull'ambiente è dedicata ai clienti business in possesso di CartissimaQ8, che possono scegliere di non utilizzare più la carta carburante in plastica e di effettuare tutte le operazioni tramite smartphone.

Q8 ha lanciato, a ottobre 2017, un nuovo servizio dedicato alle aziende e ai liberi professionisti che prevede il rifornimento di carburante in modo più “sostenibile”.

Coloro che hanno CartissimaQ8, ovvero la carta carburante Q8 che prevede un sistema interattivo di gestione della flotta di veicoli, possono decidere di non utilizzare più la tessera plastificata.

E' infatti possibile usare per il rifornimento di carburante l’omonima applicazione per smartphone, CartissimaQ8, per generare codici di pagamento, utilizzabili su tutte le stazioni di servizio a marchio Q8, e per monitorare e gestire tutte le spese della propria carta carburante.

“Questo, spiega Fabio Curtacci – Manager Cards Sales & Operations Kuwait Petroleum Italia - è il primo passo per una futura totale eliminazione della carta fisica, con tutto ciò che ne consegue in termini di riduzione dell'inquinamento e del risparmio energetico ed economico legato alla produzione delle tessere.”

Questa iniziativa rientra in un ambito più ampio di idee e scelte aziendali che l'azienda petrolifera ha intrapreso negli ultimi anni per ridurre il proprio impatto sull'ambiente.

Esempi di questo percorso sono il progetto “Q8 Z.E.R.O.” (Zero Emission Retail Outlet), avviato in collaborazione con AzzeroCO2, per ridurre le emissioni dei punti vendita self-service completamente automatizzati o il progetto “Pianta un albero”, con il quale il colosso del petrolio ha contribuito alla riqualificazione di due aree del nostro Paese ad elevato rischio idrogeologico: Amalfi e il Parco del Po vercellese-alessandrino.

Vediamo questi progetti nel dettaglio.

Q8 Z.E.R.O.

Il progetto “Q8 Z.E.R.O.” nasceva nel 2012 in collaborazione con la ESCo AzzeroCO2 con l’obiettivo di qualificare in ottica di sostenibilità ambientale le stazioni di servizio contraddistinte dal marchio “Q8easy”, una linea di punti vendita self-service completamente automatizzati.

Un primo step ha previsto il calcolo delle emissioni delle stazioni di servizio Q8, effettuato con i dati raccolti da audit energetici effettuate direttamente sui punti vendita oggetto della certificazione a zero emissioni.

In particolare sono stati analizzati i consumi elettrici (riscaldamento/condizionamento, illuminazione, funzionamento delle attrezzature), i trasporti associati ai rifornimenti di carburante periodicamente previsti per ogni stazione di servizio, l’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici sulle pensiline delle stazioni di servizio, che permette una riduzione delle emissioni.

Una volta ottenuti i dati necessari, l’azzeramento delle emissioni di queste stazioni è stato possibile con l’utilizzo di tecnologie costruttive e materiali innovativi volti ad aumentare l’efficienza energetica, con l’installazione di altri moduli fotovoltaici sulle pensiline dei punti vendita e, a completamento del processo, con l’acquisto di crediti di CO2 aderendo a progetti di forestazione realizzati il più vicino possibile ai luoghi dove si trovano i punti vendita Q8easy.

Su ogni punto vendita coinvolto nel progetto Q8 Z.E.R.O. è stato poi installato un display che comunica alla clientela l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico e la quantità di anidride carbonica risparmiata.

Pianta un albero

Nel 2016, sempre in collaborazione con la ESCo AzzeroCO2, Q8 ha intrapreso un altro progetto che prevedeva la riforestazione per la compensazione di emissioni residue.

Il progetto ha visto due fasi. Nella prima è stata riqualificata una zona ad elevato rischio idrogeologico grazie alla piantumazione di 1.500 alberi in un’area di 1,5 ettari nel Parco del Po vercellese-alessandrino.

Pioppi, olmi, frassini, noccioli e tante altre specie hanno trasformato in bosco questo terreno pieno di piante esotiche invasive. L'intervento ha inoltre ridotto il rischio di erosione da parte del Po consolidando la struttura del terreno e garantendo un alto livello di sicurezza contro i fenomeni di dissesto idraulico e idrogeologico.

La seconda fase, avviata a novembre 2017, ha portato alla piantumazione di 1000 alberi in circa 2 ettari di terre vicino a Pogerola e sul lungomare di Amalfi.

In entrambi i casi, sono stati realizzati impianti con specie autoctone arboree ed arbustive, coerenti con la vegetazione potenziale del luogo e nel rispetto di un paesaggio dichiarato dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”.