Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Bollette, consumatori in rivolta contro la socializzazione delle morosità

Sono diverse le critiche sulla delibera 50/2018 dell’Autorità per l’energia che prevede di distribuire tra tutti gli utenti una prima parte degli oneri parafiscali non riscossi dalle aziende elettriche. Riportiamo i principali commenti delle associazioni e la risposta dell’Autorità.

La soluzione di far pagare agli altri utenti le bollette evase sta raccogliendo diverse critiche, soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori.

L’Autorità per l’energia, che di recente ha cambiato nome in ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) con la delibera 50/2018 ha disposto di distribuire tra tutte le utenze elettriche il “buco” negli oneri parafiscali delle aziende di distribuzione, causato dai mancati pagamenti dei clienti morosi.

Dovrebbe trattarsi, per il momento, di circa 200 milioni di euro, anche se mancano dati ufficiali, perché si dovrà tenere conto dell’attività di riscossione portata avanti dalle imprese.

In sostanza, quindi, saranno i consumatori onesti a dover restituire una parte dei soldi che le compagnie elettriche non hanno incassato. La cifra esatta complessiva dell’evasione delle bollette, secondo le stime più recenti, dovrebbe aggirarsi intorno al miliardo di euro.

Duro il commento di Federconsumatori: “Troviamo a dir poco improponibile la misura dell’Autorità dell’energia che vorrebbe scaricare sugli oneri generali delle bollette dei consumatori i circa 200 milioni di euro di bollette elettriche non pagati dagli utenti morosi”, perché in questo modo “si scarica sui cittadini, in maniera del tutto ingiustificata, l’onere di far rientrare le aziende dei crediti che non riescono a riscuotere”.

“Questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori e andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti, in passato, hanno portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero”, dichiara poi Luigi Gabriele, responsabile dei rapporti istituzionali di Codici (Centro per i diritti del cittadino).

Federconsumatori chiede all’Autorità di adottare provvedimenti “più equi e sensati” contro la morosità, ad esempio “una seria azione di recupero contro le morosità colpevoli, quelle non motivate da condizioni di povertà e di disagio”, una “revisione dei bonus energia e gas, che, nonostante la recente riforma, sono ancora scarsamente sfruttati a causa della mancata informazione ai cittadini e delle complicazioni burocratiche che ne ostacolano l’accesso”, infine “una revisione generale degli oneri di sistema, da cui andrebbero eliminate voci obsolete (dismissione centrali nucleari) o inique (un sostegno spropositato alle imprese energivore)”.

Anche il direttore di Agsm Energia, Floriano Ceschi, sostiene che “socializzare in bolletta gli oneri di sistema non versati non è la strada giusta”, perché “si tende a proteggere troppo i distributori mentre si dovrebbe colpire direttamente i soggetti responsabili degli ammanchi”.

L’Autorità, con una nota stampa, si difende spiegando che la delibera 50/2018 “riguarda solo una particolare casistica, limitata numericamente, e solo una parte degli oneri generali di sistema previsti per legge”.

Quindi l’Autorità ha strutturato il meccanismo, prosegue la nota, “per adempiere a una serie di sentenze della giustizia amministrativa che hanno annullato le precedenti disposizioni dell’Autorità in tema. La regolazione precedente imponeva ai venditori la prestazione di garanzie finanziarie in favore delle imprese distributrici anche a copertura degli oneri generali di sistema. Le pronunce della giustizia amministrativa sostengono che la legge pone in capo esclusivamente ai clienti finali, e non alle imprese di vendita, né ai percettori degli incentivi, gli oneri generali di sistema, con la conseguenza che l’Autorità non avrebbe il potere di imporre il citato sistema di garanzie alle imprese di vendita, negando che il rischio di mancato incasso degli oneri generali di sistema da parte dei clienti finali sia dei venditori”.