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Energia sostenibile e innovazione al centro della politica industriale europea. Una risoluzione del Parlamento Ue

Il Parlamento europeo ha pubblicato una risoluzione con indicazioni e richieste alla Commissione per un nuovo slancio all'innovazione nel settore dell'energia pulita. Fotovoltaico, efficienza, liberalizzazione del mercato ed energia circolare al centro del documento.

Un quadro normativo e finanziario per l’innovazione, più slancio all’efficienza energetica, ai finanziamenti per l’energia sostenibile, al fotovoltaico e alla generazione distributa. Questi i punti cardine su cui fare leva per supportare un nuovo slancio nell’innovazione sostenibile in campo energetico individuati dalla risoluzione del 6 febbraio 2018 del Parlamento europeo.

Obiettivo del documento è esortare la Commissione “a prodigare sforzi maggiori a sostegno dell’innovazione nell’approvvigionamento sostenibile delle materie prime, di una migliore progettazione dei prodotti, del riciclaggio, del riutilizzo e dell’utilizzo a cascata dei metalli e dei materiali esistenti nel contesto dell’economia circolare e del risparmio energetico“.

Nella risoluzione inoltre, il Parlamento Ue chiede alla Commissione di “proporre, nel quadro della politica industriale dell’Unione, una dimensione mirata, a lungo termine e neutra dal punto di vista tecnologico per l’energia, basata su un’elevata efficienza energetica, un’ulteriore liberalizzazione del mercato e una maggiore trasparenza per contribuire a evitare gli investimenti negli attivi non recuperabili”.

Il Parlamento esorta infine la Commissione a istituire un apposito gruppo interservizi che consenta una nuova pianificazione comune della politica in materia di ricerca e innovazione per garantire coesione e coerenza ed evitare frequenti cambiamenti di priorità.

Alcuni dettagli del documento

Nello specifico la risoluzione:

  • ritiene che una transizione energetica efficiente sotto il profilo dei costi verso sistemi rispettosi dell’ambiente, orientati ai consumatori e maggiormente digitalizzati e decentralizzati, con prosumatori attivi e comunità di prosumatori, richieda la ricerca e la diffusione dell’innovazione in tutti i settori del sistema energetico, anche con soluzioni sistemiche non incentrate su tecnologie specifiche, tra cui quelle mirate all’efficienza e al decentramento della generazione energetica; riconosce che tale transizione sta promuovendo nuovi modelli organizzativi, in particolare nella generazione, trasmissione, distribuzione e nello stoccaggio di energia, nella mobilità elettrica, nella gestione delle imprese e delle esigenze nonché nella prestazione dei servizi; riconosce la necessità di norme comuni al fine di promuovere un sistema energetico connesso e digitalizzato; sottolinea il ruolo che progetti pilota sostenibili su vasta scala, tra cui quelli basati sulle comunità, possono svolgere nella diffusione dell’innovazione energetica sistemica;
  • ricorda che l’efficienza energetica dovrebbe rappresentare una priorità orizzontale trasversale nella politica dell’UE in materia di ricerca e innovazione, che si applica a tutti i settori senza limitarsi ai progetti correlati all’energia e che promuove in modo sistematico e incentiva la realizzazione di processi, servizi e beni più efficienti dal punto di vista energetico, applicando il principio che pone l’efficienza energetica al primo posto lungo l’intera catena dell’energia, compresi la generazione, la trasmissione, la distribuzione e l’uso finale di energia;
  • riconosce l’importanza di un’ulteriore liberalizzazione dei mercati europei dell’energia, in particolare mediante la rimozione degli ostacoli alla libera formazione dei prezzi e la graduale eliminazione delle sovvenzioni all’energia, al fine di agevolare l’innovazione e la diffusione di nuove tecnologie in grado di portare a un uso dell’energia più sostenibile e di incentivare l’offerta emergente di energie rinnovabili, e al fine di garantire la parità di condizioni e un mercato competitivo in grado di offrire condizioni migliori ai consumatori, ai prosumatori, alle comunità e alle imprese.

Il documento inoltre:

  • osserva che la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione nel settore dell’energia pulita dipendono in modo cruciale da un mercato stabile e dalla prevedibilità e certezza del quadro normativo, che richiedono un’ambiziosa e realizzabile visione politica a lungo termine, che comprenda obiettivi e impegni in materia di energia e di clima, incentivi mirati e duraturi e capitale proprio stabile al fine di creare condizioni di parità tra le tecnologie, facilitando in tal modo l’innovazione, agevolando l’approvvigionamento energetico, riducendo gli ostacoli all’ingresso sul mercato e rendendo più facile per l’innovazione nel campo delle energie pulite raggiungere la massa critica necessaria per lo sviluppo del mercato;
  • accoglie con favore e incentiva l’attenzione rivolta alle tecnologie fondamentali, come confermato nel piano strategico per le tecnologie energetiche (piano SET) e nella comunicazione della Commissione; ribadisce le disposizioni dell’articolo 194 TFUE e osserva che esse devono trovare riscontro nella politica e negli strumenti finanziari a sostegno dell’innovazione nel settore dell’energia pulita; sottolinea, tuttavia, la necessità di attribuire una più alta priorità all’innovazione sistemica, intersettoriale e trasversale nell’energia e alla promozione dell’istruzione e dell’imprenditorialità, dato che l’innovazione non si basa solo sulle tecnologie; sottolinea la necessità che tale approccio sistemico possa integrare efficacemente le diverse soluzioni disponibili o in fase di sviluppo, in particolare per quanto riguarda l’efficienza energetica e l’integrazione delle energie rinnovabili;
  • chiede che si faccia uso delle piattaforme tecnologiche e d’innovazione europee per contribuire a identificare potenziali innovazioni nel settore dell’energia pulita che meritano un sostegno mirato;
  • esorta la Commissione, gli Stati membri e, se del caso, le autorità regionali a porre in essere meccanismi per il coordinamento dei programmi di ricerca e di innovazione energetica dell’UE, nazionali e regionali, al fine di promuovere sinergie ed evitare duplicazioni, garantendo così un uso più efficace possibile delle risorse e delle infrastrutture esistenti, così come delle fonti energetiche disponibili negli Stati membri, onde massimizzare la diffusione nel mercato delle nuove tecnologie e innovazioni e promuovere nuovi modelli imprenditoriali in tutta l’UE;
  • ritiene che includere informazioni pertinenti nei piani nazionali integrati per l’energia e il clima potrebbe consentire di raggiungere tale obiettivo; sottolinea in tale contesto l’importanza di promuovere le migliori prassi e lo scambio di informazioni, nonché l’ottimizzazione delle norme in materia di partecipazione ai programmi di innovazione energetica per tutte le organizzazioni, imprese, università e gli istituti, sia dell’UE che dei paesi terzi;
  • si compiace dell’impegno della Commissione nel continuare a finanziare la ricerca fondamentale mediante Orizzonte 2020 e il Consiglio europeo della ricerca; sottolinea la necessità di rafforzare ulteriormente il finanziamento della ricerca collaborativa nel quadro delle “Sfide per la società” di Orizzonte 2020 nel settore dell’energia, ma anche di integrare l’innovazione in ambito energetico nelle altre sfide per la società; prende atto della proposta della Commissione di rafforzare le innovazioni in grado di creare nuovi mercati mediante l’istituzione di un Consiglio europeo per l’innovazione in aggiunta all’iniziativa “Start-up e scale-up”, contribuendo così a promuovere le innovazioni rivoluzionarie in grado di acquisire e creare nuovi mercati; ritiene che la creazione di strumenti di finanziamento basati sul mercato (come i prestiti e la partecipazione) non dovrebbe avvenire a scapito del finanziamento delle sovvenzioni, che consente agli attori pubblici e senza scopo di lucro, come ad esempio il mondo accademico, le università e la società civile, di partecipare a progetti europei transnazionali di valore elevato;
  • manifesta preoccupazione per la varietà e la complessità degli strumenti finanziari esistenti e sottolinea la necessità di una maggiore coerenza tra i fondi pertinenti, compresi i Fondi strutturali, dedicati a progetti nell’ambito dell’energia pulita, e chiede che gli strumenti di finanziamento esistenti a livello di Unione e di Stati membri siano resi più comprensibili; invita la Commissione a realizzare una mappatura dei vari fondi e strumenti di finanziamento lungo la catena di creazione del valore e ritiene che si dovrebbe valutare la possibilità di riunire i diversi strumenti, pur badando a non compromettere la loro complementarità; ritiene inoltre che alcuni Stati membri non abbiano la capacità di sviluppare azioni di sostegno per l’innovazione nel settore dell’energia, in particolare mediante programmi di sostegno finanziario nazionali e, a tale riguardo, invita la Commissione a rafforzare ulteriormente tali capacità, garantendo nel contempo un quadro coerente e semplificato per il finanziamento dell’Unione a favore dell’innovazione nel settore dell’energia pulita;
  • ricorda che l’industria fotovoltaica deve essere al centro della politica industriale europea per soddisfare la domanda di un mercato globale in crescita, in un contesto in cui la maggior parte delle celle e dei moduli fotovoltaici è attualmente prodotta al di fuori dell’Unione europea, per lo più in Cina; sottolinea la necessità che l’UE sia pienamente integrata in un nuovo ciclo di investimenti affinché mantenga la sua leadership nelle attività di ricerca e sviluppo sui macchinari di fabbricazione per il fotovoltaico e in alcuni altri segmenti come gli invertitori, le materie prime, il fotovoltaico architettonicamente integrato, il funzionamento, la manutenzione e il bilanciamento dei sistemi; sottolinea inoltre la necessità che l’UE preservi le sue competenze di integrazione dei sistemi, ad esempio per quanto riguarda le soluzioni fotovoltaiche su piccola scala per i paesi in via di sviluppo;
  • riconosce che la digitalizzazione, le tecnologie informatiche e la ricerca e l’innovazione nel settore energetico sono collegate, in particolare per quanto riguarda il miglioramento della raccolta dei dati, dell’interoperabilità e delle relative garanzie di sicurezza e di riservatezza dei dati; ritiene che le tecnologie di registro distribuito, quali il sistema blockchain, possano svolgere un ruolo nel miglioramento dell’efficienza dei processi in ambito energetico e nella promozione del coinvolgimento dei cittadini nella trasformazione del sistema energetico, anche per mezzo degli scambi di energia tra pari; invita la Commissione, a tal fine, a promuovere tale iniziativa, a migliorarne il quadro normativo e a garantire la coerenza tra i relativi aspetti dell’Unione dell’energia, del mercato unico digitale, delle strategie per la sicurezza informatica e del quadro europeo della protezione dei dati, al fine di rafforzare la capacità dell’Unione di guidare questa nuova tendenza.

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