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Parlamento europeo, i voti su efficienza energetica e rinnovabili

Sia per l'efficienza che per le fonti rinnovabili, gli eurodeputati hanno approvato un obiettivo vincolante del 35% al 2030. Un miglioramento rispetto al 27 e al 30% proposti da Commissione e Consiglio, ma sull'efficienza energetica la Commissione Itre del Parlamento Ue voleva il 40%.

Con una maggioranza netta, il Parlamento europeo ha approvato i nuovi traguardi per efficienza energetica e rinnovabili al 2030.

Strasburgo ha votato l’innalzamento al 35% degli obiettivi al 2030 per le fonti rinnovabili e l’efficienza, rispetto al 27% proposto da Commissione e Consiglio.

Sull’efficienza energetica, invece, i testi dell’esecutivo e dei 28 parlavano del 30%: la decisione finale della plenaria di Strasburgo, con target al 35%, vincolante, segna un compromesso rispetto all’obiettivo del 40% proposto dalla Commissione parlamentare competente.

(Aggiornamento 18 gennaio:  i testi approvati e come hanno votato gli europarlamentari italiani)

Sul voto che riguardava le rinnovabili, il relatore alla Commissione Itre della proposta di direttiva, José Blanco Lòpez, ha sottolineato che il via libera “garantisce il diritto all’autoconsumo da Fer, riducendo le pastoie burocratiche ed eliminando le imposte”. Inoltre, ha aggiunto il socialista spagnolo, “abbiamo rafforza la certezza del diritto e degli investimenti, vietando l’adozione da parte dei Governi di misure retroattive”. E sempre per proteggere gli investimenti già effettuati, non sono stati vietati i biocarburanti di prima generazione, ma la loro quota “è stata congelata ai livelli dell’anno scorso”.

Quella sull’efficienza energetica, secondo le prime osservazioni post-voto dell’agenzia EurActiv, è una “scelta sicura” che però finisce per annacquare la strategia di Bruxelles per tagliare le emissioni di CO2 e accelerare lo sviluppo delle tecnologie pulite, sostengono gli ambientalisti di Friends of the Earth Europe.

Il testo approvato dal Parlamento mantiene l’obbligo dell’1,5% di risparmio energetico annuale rivolto ai consumatori finali; in secondo luogo, per la prima volta, i deputati hanno incluso il settore dei trasporti nella bozza finale.

Ricordiamo che gli Stati membri, lo scorso giugno, avevano proposto di puntare a un traguardo non vincolante di efficienza pari al 30% e di introdurre alcuni tecnicismi che, in sostanza, avrebbero depotenziato le ambizioni complessive del provvedimento (Efficienza energetica, passo indietro del Consiglio UE sugli obiettivi al 2030).

A settembre, poi, era stata la Commissione Ambiente dell’Europarlamento (ENVI, Committee on the Environment) a sostenere invece il traguardo più ambizioso del 40%, confermato un paio di mesi dopo dalla Commissione Energia (ITRE, Committee on Industry, Research and Energy), fino ad arrivare al voto di oggi in sessione plenaria, che si pone esattamente a metà tra le due posizioni, quella del Consiglio e quella delle commissioni parlamentari.