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Oggi la definitiva Strategia Energetica Nazionale. Ieri la posizione dei sindacati

Oggi, 10 novembre, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, presenterà la Strategia Energetica Nazionale, insieme ai ministri Calenda e Galletti. Intanto i sindacati hanno illustrato la propria posizione sulla SEN, chiedendo al Governo che la transizione non sia pagata dai lavoratori.

Oggi, intorno alle 12, al termine del Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, presenterà la Strategia Energetica Nazionale (SEN), insieme al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e al ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti.

Intanto ieri i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Vincenzo Colla, Angelo Colombini, e Tiziana Bocchi, hanno incontrato il Capo di Gabinetto del ministro Calenda, Ernesto Somma, e il direttore generale del MiSE, Sara Romano, anche per presentare un documento unitario (allegato in basso) e illustrare la propria posizione sulla SEN.

I sindacati chiedono al Governo di affrontare la questione della riduzione del costo dell'energia in Italia, “troppo alto rispetto agli altri Paesi europei – affermano - e quindi penalizzante per la competitività del sistema delle imprese”.

Ritengono inoltre necessario impegnarsi in modo risoluto sul taglio delle emissioni climalteranti in sintonia con gli accordi di Parigi del 2015 (COP21).

I segretari confederali ritengono decisivo sviluppare al massimo la generazione di energia da rinnovabili con modelli distribuiti sul territorio per arrivare alla decarbonizzazione del sistema energetico.

A tale scopo propongono l’istituzione di un Osservatorio per l'Energia “che rimetta in relazione tutte le competenze disponibili per garantire un percorso lineare alla complessità dello scenario che il Paese dovrà affrontare”.

“La decarbonizzazione dell'economia è un processo irreversibile e irrinunciabile - spiegano Colla, Colombini e Bocchi - ma non può significare la deindustrializzazione dell'Italia”.

A questo scopo, sebbene ritengano fattibile l’obiettivo sulle rinnovabili al 2030, in modo, secondo noi, incoerente puntano però in questa fase di transizione al settore delle fonti fossili e al ruolo strategico delle infrastrutture del gas.

Per i sindacati ad esempio resta un punto fermo il completamento del TAP (Trans Adriatic Pipeline) e il rafforzamento del sistema di rigassificazione e di stoccaggio del Gas Naturale Liquefatto per migliorare, spiegano, la sicurezza energetica nazionale e la diversificazione degli approvvigionamenti. Quindi chiedano che vengano incentivati gli investimenti infrastrutturali destinati alla costruzione di un sistema bidirezionale di trasporto del gas in modo da porre il nostro Paese come corridoio della liquidità (stante la sua posizione geografica) per tutta l’Europa meridionale.

"La transizione energetica infatti – sostengono - non deve essere pagata dai lavoratori, dalle loro famiglie e dalle comunità".

I sindacati spingono, al contempo, per interventi di sostegno all'occupazione, una formazione continua per nuove figure professionali, e un piano per la riqualificazione delle competenze verso nuovi settori dello sviluppo sostenibile.

"Le Confederazioni - proseguono i dirigenti sindacali - hanno apprezzato la volontà espressa dal MiSE di istituire una Cabina di regia su questa tematica, volontà che accoglie la proposta sindacale di avviare un coinvolgimento ordinario, con ampio confronto di tutti gli attori interessati, per programmare il futuro sviluppo industriale, manifatturiero e occupazionale del nostro Paese".

Infine i sindacati chiedono che la Strategia Energetica Nazionale sia uno passo per spingere l’innovazione nella politica industriale, in edilizia e nella mobilità, oltre che una nuova cultura dell'ambiente.

Documento unitario dei sindacati sulla SEN (pdf)