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Cogenerazione, Grastim JV entra nel mercato portoghese

L’azienda ha siglato un accordo con la Unilever Jerónimo Martins, partecipata portoghese della multinazionale anglo-olandese Unilever, per la realizzazione e la gestione decennale di un impianto di cogenerazione a gas naturale da 3,5 MWe.

Grastim JV, società italiana specializzata in impianti per la produzione di energia pulita attraverso la cogenerazione e la trigenerazione, sbarca in Portogallo. 

L’azienda ha siglato un accordo con la Unilever Jerónimo Martins, partecipata portoghese della multinazionale anglo-olandese Unilever, per la realizzazione e la gestione decennale di un impianto di cogenerazione a gas naturale da 3,5 MWe a servizio dello stabilimento alimentare Fima-Olá di Santa Iria de Azóia, nella regione di Lisbona.

L’impianto produrrà energia elettrica, vapore e acqua calda con un risparmio di energia pari a 1800 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) ed con una riduzione della bolletta elettrica del 25%.

L’accordo prevede inoltre la completa riqualificazione, automatizzazione e gestione della centrale energetica dello stabilimento, per una esternalizzazione completa di tutti i servizi energetici asserviti ai due siti produttivi: “Fima” (margarine e dadi da cucina) e Olá (gelati), che condividono la centrale energetica.

Quello della Grastim è uno dei primissimi impianti autorizzati in Portogallo per l’esercizio in autoconsumo.

La società è infatti entrata nel mercato portoghese della cogenerazione in un momento critico di passaggio tra due approcci differenti: fino a due anni fa vigeva il “Regime Special”, che premiava con generosi incentivi l’energia esportata direttamente in rete da cogenerazione. Ad aprile 2015 è cambiata la normativa e gli incentivi sono stati eliminati, rendendo il mercato portoghese più stimolante con una vera concorrenza basata sull’esperienza e il know-how.           

“La cogenerazione è una tecnologia intrinsecamente efficiente, se correttamente applicata. Al contrario i regimi di incentivazione dell’energia prodotta da cogenerazione, creano un mercato viziato, con impianti sovradimensionati, tarati sul business piuttosto che sull’effettivo risparmio energetico, attraendo anche grosse società di capitali in un mercato tradizionalmente più di nicchia. Un po’ come è successo in Italia anni fa con il primo “Conto Energia” a supporto del fotovoltaico”, commenta Baldo Pavolini, responsabile di Grastim Portugal.