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Eolico offshore, in Germania si farà senza incentivi

Nuove offerte record in un'asta tedesca. Prezzo medio 4 cent€/kWh per complessivi 1.490 MW di potenza suddivisi in 4 progetti. EnBW e DONG Energy intendono costruire impianti marini senza ricevere incentivi, grazie a una serie di circostanze favorevoli, tra cui l’esclusione dei costi di connessione.

Eolico offshore senza un centesimo di sussidi: l’asta che potrebbe rivoluzionare il mercato di questa fonte rinnovabile (zero subsidy bid) è appena andata in scena in Germania.

L’agenzia tedesca di regolazione Bundesnetzagentur ha annunciato i risultati della gara indetta dal governo per costruire nuovi parchi marini nel Mare del Nord.

A vincere sono stati quattro progetti, per una potenza totale di 1.490 MW e con un prezzo medio di appena 4 centesimi di euro per kWh “molto inferiore alle aspettative”, come ha commentato il presidente dell’agenzia, Jochen Homann. Il dato più rilevante è che tre impianti produrranno energia in totale concorrenza con le altre fonti di generazione, quindi in market parity, perché non riceveranno incentivi.

Parliamo, nello specifico, dei due progetti presentati da DONG Energy, OWP West e Borkum Riffgrund West 2, entrambi da 240 MW, oltre all’investimento proposto da EnBW per una super centrale offshore da ben 900 MW (He Dreiht). Il quarto impianto vincitore, Gode Wind 3 di DONG Energy, otterrà un incentivo pari a 6 cent€/kWh.

L’asta terminata nei giorni scorsi rientra nel piano tedesco di realizzare 6-7.000 MW di parchi eolici in mare nei prossimi anni, con una serie di bandi per progetti esistenti nel 2017-2018; la prossima gara si terrà il 1° aprile 2018.

Com’è stato possibile offrire la realizzazione di un impianto offshore senza sussidi? Innanzitutto, è bene precisare che l’asta tedesca ha incluso alcuni fattori particolarmente favorevoli, che hanno permesso agli operatori di azzardare offerte più basse di quanto si potesse immaginare.

Dalla gara, infatti, erano esclusi i costi di connessione al sistema elettrico nazionale, finanziati dagli utenti attraverso gli oneri di rete in bolletta. Inoltre, la “finestra di realizzazione” consentita dal bando è molto ampia, perché i vincitori avranno tempo fino al 2024 per costruire gli impianti, così potranno prendere la loro decisione finale d’investimento nel 2021

In pratica, l’asta a zero sussidi è imperniata sulla fiducia degli investitori in una riduzione futura dei costi delle tecnologie. Tra i motivi che spiegano il successo dello zero subsidy bid, si legge in una nota diffusa da DONG Energy, troviamo la possibilità di applicare ai progetti la nuova generazione di turbine eoliche, colossi fino a 13-15 MW che probabilmente saranno sul mercato entro il 2024.

Queste super pale produrranno più energia e, di conseguenza, l’azienda che svilupperà il parco offshore potrà installare meno turbine a parità di potenza complessiva, riducendo così i costi di costruzione. Altri fattori favorevoli sono:

  1. Grandi dimensioni, attraverso l’unione di OWP West e Borkum Riffgrund in un unico impianto, che potrà anche sfruttare un centro logistico esistente - l’hub di Norddeich - per le attività di manutenzione-assistenza.
  2. Caratteristiche del sito, con una velocità media del vento superiore a 10 metri/secondo, tra le più alte rilevate da DONG Energy nella sua mappa degli impianti.
  3. Vita utile dell’impianto estesa a 25-30 anni.

Motivi analoghi hanno spinto EnBW a proporre la sua centrale offshore senza chiedere sussidi. Economie di scala, sinergie con installazioni vicine per le manutenzioni-riparazioni e soprattutto, evidenzia una nota della società, l’aver incluso nel progetto “lo sviluppo atteso della tecnologia nei prossimi anni”.

Come ha spiegato l’amministratore delegato di EnBW, Frank Mastiaux, l’asta dimostra che integrare l’eolico offshore nel mercato entro la metà del 2020 è fattibile dal punto di vista tecnico-economico, contribuendo così alla transizione energetica tedesca verso le rinnovabili.

Il prezzo medio spuntato nell’asta in Germania, in definitiva, è un segnale molto positivo per due aspetti: il primo è che l’industria eolica è convinta che il costo delle installazioni continuerà a diminuire, aumentando la remunerazione degli investimenti, anche a fronte del previsto andamento dei prezzi all’ingrosso per l’energia elettrica.

Il secondo punto decisivo è che la recente asta in Olanda (vedi QualEnergia.it), con l’offerta di 54 centesimi di € per un parco da 700 MW, non è più un caso isolato. L’eolico offshore, in sostanza, sta diventando sempre più competitivo, anche rispetto a fonti tradizionali come il carbone e il gas.