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Il solare FV verso la conquista irreversibile del mercato elettrico

Ritorna la crescita a due cifre in Germania, dove la riduzione dei prezzi consentirà ai sistemi “PV+storage” di raggiungere la grid parity già dal prossimo anno. Ancora in discesa i costi di celle e moduli, ma anche quelli di installazione. Come evolverà il mercato fotovoltaico in Italia fino al 2030? L'editoriale di Gianni Silvestrini.

I risultati del solare FV in Germania nel primo trimestre 2017 sono incoraggianti. Secondo l’associazione delle industrie fotovoltaiche tedesche, BSW, l’indice di fiducia del comparto è infatti tornato ai livelli del 2010.

Quest’anno si registrerà una crescita a due cifre rispetto ai risultati del 2016 quando furono installati 52.000 impianti, per 1,52 GW, di cui la metà dotati di sistemi di accumulo.

Il numero complessivo di batterie ha inoltre raggiunto le 50.000 unità e per il 2020 si dovrebbe raggiungere l’obiettivo di 300.000 sistemi abbinati al fotovoltaico.

Con le ultime installazioni il solare FV ha coperto il 7,4% dei consumi elettrici finali tedeschi, mentre le fonti rinnovabili nel loro insieme hanno soddisfatto il 37% dei consumi finali.

Un dato interessante che viene dalla Germania riguarda la riduzione dei prezzi che consentirà ai sistemi “PV+storage” di raggiungere la grid parity già a partire dal prossimo anno. Un risultato ottenuto grazie al calo dei prezzi degli accumuli del 40% negli ultimi tre anni (vedi grafico, clicca per ingrandire).

Ma una valutazione positiva viene anche dal mondo delle imprese italiane. Si potrebbe infatti passare dai 400 MW fotovoltaici e le 6.000 batterie installate lo scorso anno a 500 MW e 10.000 accumuli nel 2017.

Costi e mercati nello scenario internazionale

Allargando lo sguardo allo scenario internazionale, la prospettiva si presenta interessante grazie a due sollecitazioni.

Da un lato gli obiettivi derivanti dagli impegni di Parigi, che per l’Europa implicano che una metà dell’elettricità sarà generata da rinnovabili alla fine del prossimo decennio (risultato della declinazione elettrica dell’obiettivo del 27% sui consumi globali finali). Dall’altro giocherà un ruolo decisivo il continuo miglioramento delle prestazioni e le riduzioni dei prezzi.

Negli ultimi dieci anni l’efficienza dei moduli di silicio è infatti passata dal 12 al 17% (con un incremento del 41%), mentre i migliori moduli monocristallini hanno ormai rendimenti superiori al 24%. Parallelamente la quantità di silicio utilizzata è calata del 62%, da 16 g/Wp a 6 g/Wp. Sul versante dei moduli a film sottile, quelli al tellururo di cadmio hanno visto un aumento della resa dal 9 al 16%.

E i miglioramenti sono destinati a continuare. Secondo Irena, ad esempio, tra il 2015 e il 2025 il costo totale di installazione (quindi non solo dei moduli) degli impianti fotovoltaici si ridurrà del 57%.

La dinamica dei prezzi è strettamene collegata con il consolidamento dell’industria mondiale di celle e moduli. Si è ormai formato un gruppo di testa chiamato “Silicon Module Super League” (SMSL), che include Canadian Solar, GCL, Hanwha Q-CELLS, JA Solar, JinkoSolar, LONGi e Trina Solar, società con capacità produttiva multiGW che coprono la metà dell’offerta globale.

Guardando in particolare alle dinamiche del 2016 si osserva come i prezzi dei moduli abbiano subito un fortissimo calo, compreso tra il 15 e il 30%. L’annuncio di tagli degli incentivi nel settore residenziale in Cina ha portato infatti le industrie cinesi, in un contesto di sovrapproduzione, a ridurre drasticamente i prezzi per continuare a vendere. 

Questo taglio si è propagato in tutto i paesi del mondo obbligando anche i produttori tedeschi e statunitensi a ridurre le quotazioni e ad operare forti tagli alle spese per sopravvivere.

Così Solarworld ha dovuto licenziare 400 addetti e analoghe misure sono state adottate da Sunpower (proprietà di Total) e First Solar.

Un altro elemento che ha contribuito a ridurre i prezzi deriva dalla forte pressione che gli Independent Power Producers (IPPs) esercitano sui produttori per riuscire a vincere le aste con prezzi sempre più bassi. Ricordiamo che le ultime gare per centrali solari da centinaia di MW sono state vinte dal Cile agli Emirati Arabi ad un prezzo inferiore a 3 c$/kWh.

E anche nel 2017, visto il contesto ancora caratterizzato da sovrapproduzione, si dovrebbe osservare un ulteriore calo dei prezzi.

Dunque, lo scenario per il solare sul fronte della competitività risulta particolarmente roseo.

E il mercato fotovoltaico italiano?

Ma venendo a noi, quale potrà essere il contributo del fotovoltaico italiano al 2030?

Esistono diverse elaborazioni con risultati molto divergenti. Si va dai 24 GW dello scenario di riferimento di uno studio RSE-Enea ai 49,5 GW dello scenario Entso-E Vision 4 (la rete degli operatori dei sistemi europei delle reti di trasmissione).

Realisticamente possiamo immaginare che si arriverà a 40 GW, un valore che implica una crescita media annua di 1,5 GW. Ipotizzando che si arrivi progressivamente a 1 GW/anno nel 2020, nel prossimo decennio le installazioni annue dovrebbero assestarsi su 1,8 GW, quindi 4,5 volte l’attuale livello.

Questi risultati saranno raggiungibili senza particolari incentivi, ma definendo un chiaro quadro regolatorio. Secondo un’analisi realizzata nell’ambito dell’ EU PV Technology Platform, il costo dell’elettricità fotovoltaica (LCOE) per impianti a terra di grande scala nel 2030 sarà compresa tra 25 e 45 €/MWh in relazione alle condizioni di insolazione. Nel grafico l'evoluzione del costo del fotovoltaico dal 2010 al 2050 in diverse località europee per impianti da 1 MW a terra al variare del costo medio ponderato del capitale (fonte: "PV LCOE in Europe 2015-2050", 31st EU PV SEC, 2016, Hamburg - clicca per ingrandire).

Dunque in buona parte del nostro paese nel corso del prossimo decennio la generazione fotovoltaica sarà la forma di produzione di energia elettrica più conveniente. È dunque prevedibile che si assisterà ad una forte crescita della generazione diffusa, specialmente quando verranno tolte le barriere che impediscono l’aggregazione di più impianti, accompagnata alla realizzazione di impianti di media scala a servizio delle imprese e a quella di alcune centrali solari.

Questo percorso porterà sul lungo periodo a fare del solare FV la principale componente della generazione elettrica del paese. E sarebbe bene che la SEN in fase di elaborazione ne tenesse conto fornendo chiare indicazioni.