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Forte domanda di gas per il grande freddo, ma il MiSE rassicura sugli stoccaggi

Il ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato che nonostante la domanda di gas superiore alle attese per le temperature rigide di questi giorni, gli stoccaggi sotterranei sono ancora pieni per il 61%. Previsto il continuo monitoraggio della situazione fino alla fine dell’inverno.

Nonostante la forte domanda di gas registrata in questi giorni di gran freddo, gli stoccaggi sotterranei sono ancora pieni per il 61% e quindi in grado di soddisfare in sicurezza il fabbisogno nazionale. Così il Ministero dello Sviluppo Economico in suo odierno comunicato.

Tuttavia il MiSE specifica che sarà importante fino alla fine dell’inverno garantire che il livello degli stoccaggi si mantenga adeguato.

Snam ha ieri consuntivato che nei giorni scorsi le imprese che forniscono gas hanno erogato dagli stoccaggi nazionali un volume giornaliero di gas superiore a quanto contrattualizzato.

Le previsioni per oggi, 10 gennaio, ritengono che la domanda di gas sarà in circa 400 milioni di metri cubi con una erogazione da stoccaggio superiore al programmato. Le temperature peraltro resteranno rigide e inferiore alla media stagionale almeno fino a giovedì 12 gennaio compreso.

Secondo lo specifico regolamento europeo, il ministero ha attivato dei meccanismi automatici di monitoraggio che non comportano interventi sul sistema, ma solo una comunicazione da parte di Snam agli importatori affinché bilancino i maggiori consumi dei propri clienti mediante misure di mercato, in particolare con l’aumento delle importazioni dall’estero, in modo da mantenere il livello degli stoccaggi entro valori che ne consentano il sicuro utilizzo anche nei prossimi mesi invernali. 

Secondo i dati ancora non ufficiali, lo scorso anno la domanda di gas in Italia è stata di circa 70,4 miliardi di metri cubi, in aumento del 5,2% rispetto ai 66,9 miliardi di m3 registrati nel 2015.

La maggior crescita dei prelievi è legata alla domanda di gas delle centrali termoelettriche, aumentata del 12,4% su base annua a 23,3 miliardi di m3. L'incremento è imputabile non solo al maggior export di energia elettrica verso la Francia, per il fermo di 21 su 58 reattori nucleari, ma anche al calo in Italia sia della produzione delle centrali idroelettriche sia delle importazioni di energia elettrica.

Nel 2016 anche i consumi industriali crescono del 4,8% rispetto al 2015 a 13,4 miliardi m3. In lieve calo (-0,3% a/a) a 31,4 miliardi m3, invece, la richiesta del settore civile.

Si segnala, infine, che le esportazioni, le riconsegne ad altre reti di trasporto e i consumi di sistema, che nel 2016 hanno pesato complessivamente per circa 2,3 miliardi m3, segnano un aumento del 19,6% su base annua.