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Eni e Terna, accordo di cooperazione per lo sviluppo di sistemi energetici sostenibili

L’accordo riguarda diverse potenziali collaborazioni sui sistemi elettrici, come lo sviluppo del “Gas to Power”, impianti rinnovabili, soluzioni Smart Grid, energy storage, eccetera..Di tutte queste iniziative vedremo con attenzione cosa andrà realmente in porto.

Eni e Terna hanno firmato un accordo di cooperazione bilaterale (Memorandum of Understanding, MoU) per l'individuazione e la valutazione congiunta di opportunità relative a progetti di sviluppo di sistemi energetici, orientati anche al sostegno alle fonti energetiche rinnovabili.

L’accordo riguarda un ampio ventaglio di potenziali collaborazioni tra cui lo studio di sistemi elettrici in particolare associati allo sviluppo di “Gas to Power”, iniziative in ambito Access to Energy, progettazione e realizzazione di impianti da fonti rinnovabili e la loro connessione e integrazione alla rete elettrica, soluzioni Smart Grid, progetti di Energy Storage, attività di Ricerca e Sviluppo e progetti energetici a ridotto impatto ambientale.

Grazie a questa collaborazione Eni intende accrescere in vari paesi di interesse la propria capacità di realizzare progetti nel settore delle fonti energetiche rinnovabili, in sinergia con le competenze e il know-how maturato da Terna nelle attività inerenti la progettazione e realizzazione di infrastrutture di rete, con particolare riguardo all’adozione di soluzioni high tech finalizzate alla integrazione di produzione da fonti rinnovabili.

Questo MoU si inquadra nella strategia di Eni volta allo sviluppo delle energie rinnovabili ed è basato sulla valorizzazione di tutte le collaborazioni industriali e commerciali con partner italiani di eccellenza, quale Terna.

Sul reale impegno di Eni al processo di decarbonizzazione del suo mix energetico avremo occasione di fare ulteriori valutazioni.

Come abbiamo avuto modo di pubblicare solo alcuni mesi fa, la nostra partecipata pubblica sebbene stia pubblicizzando molto il suo impegno ambientale, a differenza di altri giganti dell'oil&gas, non ha ancora una strategia complessiva per gestire rischi e opportunità legati alla transizione energetica. Al momento la sua visione e operatività resta ancorata al settore fossile.