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Stufe e caldaie a legna e pellet, come funziona la nuova certificazione "Aria Pulita"

Quattro classi in base ad efficienza ed emissioni sul modello delle auto. La nuova certificazione nazionale di qualità per stufe, inserti e caldaie a legna o pellet, presentata oggi a Milano da Aiel, potrebbe fare molto per aria, consumatori e costruttori di apparecchi a biomassa legnosa.

Affrontare il problema della qualità dell'aria e contemporaneamente valorizzare i miglioramenti tecnologici di stufe e caldaie a pellet, istituendo un sistema di classi analogo a quelle delle automobili.

Sono queste le finalità di Aria Pulita, la nuova certificazione nazionale volontaria di qualità per stufe, inserti e caldaie a legna o pellet presentata oggi a Milano da Aiel.

Una mossa con la quale il settore si prepara a norme anti-smog come quelle messe in campo dalla Lombardia, peraltro pensate con la collaborazione dell'associazione. Regole che prevedono appunto una classificazione degli impianti a biomasse, in modo che quando i livelli di inquinamento sorpassano i livelli di guardia, si può ordinare di far spegnere solo gli apparecchi più inquinanti.

Allo stesso tempo, con la nuova certificazione, chi acquista una stufa o una caldaia a biomassa avrà più informazioni per scegliere, premiando così anche i produttori che investono in innovazione tecnologica.

Cosa si certifica

Aria Pulita è rivolta a stufe, inserti e caldaie a legna e pellet per il riscaldamento domestico, cioè apparecchiature con potenza inferiore ai 35 kW. Verifica la conformità dei prodotti rispetto a due principali requisiti: emissioni e rendimento.

Gli apparecchi certificati vengono poi classificati assegnando da 2 a 4 “stelle” sulla base di 5 parametri:

  1. rendimento
  2. emissioni di particolato primario (PP)
  3. ossidi di azoto (NOx)
  4. composti organici totali (COT)
  5. monossido di carbonio (CO).

“Coerentemente con l'obiettivo di promuovere il continuo innalzamento della qualità degli apparecchi, Aria Pulita non certifica prodotti a una sola stella, che pur rispettano i requisiti per l’immissione sul mercato, ma solo quelli da due stelle in su”, spiegano da Aiel.

Qui sotto un'infografica su come leggere l'etichetta:

La certificazione

Quella messa in piedi da Aiel non è un autocertificazione, ma una certificazione volontaria e “di parte seconda”. Per cercare il massimo dell'imparzialità si sono creati un Comitato di Certificazione e un Comitato Tecnico composto da rappresentanti di Enea, Legambiente, Enama e Unione Nazionale dei Consumatori ed Etifor, con un ruolo per Aiel di esclusivo coordinamento.

“Gli organi di gestione sono indipendenti ed esterni ai rapporti che intercorrono fra le aziende e i clienti finali. Il prossimo passo – ha spiegato Annalisa Paniz di Aiel- sarà coinvolgere un organismo certificatore terzo, accreditato Accredia”.

Le procedure per ottenere la certificazione sono consultabili sul sito dedicato www.certificazioneariapulita.it, mentre a questo link si può vedere la lista dei prodotti al momento già certificati.

Una classificazione per nuove regole

Per il debutto, Aria Pulita ha scelto Milano "anche perché la Regione Lombardia ha deliberato recenti provvedimenti sulla qualità dell'aria che sono in sintonia con questa nostra iniziativa", ha sottolineato nel saluto introduttivo il presidente di Aiel, Domenico Brugnoni.

Le stelle di Aria Pulita sono in linea con la classificazione dei generatori contenuta nella citata norma della Lombardia, la DGR 5656/2016, scritta anche con la collaborazione di Aiel, e la nuova certificazione trova concreta applicazione nel protocollo d'intesa, da poco sottoscritto dalla Regione Lombardia e ANCI, che individua uno strumento coordinato per consentire ai Comuni di attuare una serie di misure atte a gestire il superamento dei limiti di legge delle polveri sottili.

Come avevamo già riportato, le regole lombarde stabiliscono, a seconda della gravità dell'inquinamento atmosferico rilevato, il divieto di accendere solo le classi di apparecchi meno performanti, allo stesso modo in cui si limita il traffico ai soli mezzi Euro 3 o Euro 4 in base alle concentrazioni di inquinanti.

“Abbiamo anticipato l'applicazione di norme nazionali e comunitarie”, ha spiegato l'assessora lombarda ad Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Claudia Maria Terzi, anticipando che “del tema si parlerà anche con il ministro Galletti” in un incontro in programma martedì 8 novembre sul controllo dell'inquinamento atmosferico.

Una scelta che conviene al settore

"Aria Pulita nasce basandosi su tre capisaldi: trasparenza, oggettività, chiarezza – ha dichiarato nel suo intervento Marino Berton, direttore generale Aiel - da oggi il consumatore potrà scegliere sul mercato apparecchi domestici a legna e pellet con le migliori prestazioni che si traducono in: meno emissioni più rendimento".

Se è vero che la nuova certificazione darà più strumenti per scegliere a chi compra una stufa, alla luce di quanto detto sopra sulle regole anti-smog, è chiaro che la scelta dell'associazione nasce anche dall'esigenza di tutelare il settore da eventuali misure che facciano di tutta l'erba un fascio.

Anche perché i costruttori - rappresentati in Aiel dal 70% delle industrie italiane ed europee che producono apparecchi di riscaldamento a legna e pellet - stanno già compiendo un grande sforzo nell'innovazione tecnologica, che però al momento è premiato solo sui mercati esteri.

"L'80% della nostra produzione è destinata ai mercati europei, come la Francia, dove c'è un sistema di classificazione simile ad Aria Pulita, o la Germania, che ha limiti severi sulle emissioni”, ha spiegato Marco Palazzetti portavoce delle aziende del Gruppo Apparecchi Domestici di Aiel.

“In Italia invece fino ad ora i consumatori hanno scelto quasi solo in base all'estetica e al prezzo. I nostri prodotti non sono solo belli da vedere ma anche tecnologici, ora possiamo dimostrarlo anche in Italia grazie ad Aria Pulita."

L'importanza delle biomasse “fatte bene”

Le biomasse legnose – sottolinea Aiel - sono la prima fonte di energia rinnovabile in Italia. Solo grazie alla termica da biomasse l’Italia ha raggiunto e superato l’obiettivo europeo del 17% di energia rinnovabile, con sei anni di anticipo sulla scadenza del 2020.

L’utilizzo virtuoso delle biomasse legnose è un'opportunità ma, sottolinea Aiel, “nel nostro paese è ancora presente un vecchio parco di apparecchi a biomasse assolutamente obsoleto, per il quale è indispensabile attivare una massiccia campagna di sostituzione con nuovi e performanti generatori come quelli che ottengono la certificazione Aria Pulita, anche attraverso le opportunità offerte dal Conto Termico.”





Commenti

Basito...

Sono letteralmente basito.
Non dall'idea della nuova certificazione, che penso quasi tutti i prodotti attuali otterranno almeno dalle 3 stelle in su.
Per es: il prodotto JOLLY-MEC - Superjolly 80 EVO ha ottenuto 3 stelle con una resa dichiarata dell'81%... Per le stufe a pellet (dove si sa la resa è di solito maggiore del 90%) le 4 stelle sono assicurate.
Quelli che non otterranno almeno le 2 stelle sono i camini a legna aperti, ma che vengono montati ormai raraemente dal momento che non godono degli incentivi fiscali data la bassa resa.
Cito poi: "...in modo che quando i livelli di inquinamento sorpassano i livelli di guardia, si può ordinare di far spegnere solo gli apparecchi più inquinanti."...
Sempre più basito... di norma ci sono già tali regole (almeno in lombardia dove vivo, ma anche a Parigi per esempio è lo stesso). In caso di alti valori di PM10 (ormai quasi sempre costanti) gli apparecchi con bassa resa (se ricordo sotto il 70%... cioè tutti i camini aperti e similari) sono vietati. (ma sopra i 300 metri slm no).
Voglio vedere chi controlla. Per le auto è semplice: pattuglia, posto di blocco, paletta e TAAAC, beccano le euro 0 e 1 (ormai quasi estinte). Ma per i camini? Che faranno? vedranno dove esce il fumo e controlleranno casa per casa?
Solo con la sensibilizzazione ed incentivi si ottiene il risultato... non con certificazioni inutili...
Allora che dovremmo fare a chi ha un condizionatore, una lavastoviglie, un frigorifero ecc... in classe D? Vietiamo loro di usarla?
Ma per piacere...