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Caldaie a biomassa, in Lombardia un sistema di classificazione ambientale

La classificazione individua 5 classi ambientali basate su: rendimento energetico ed emissioni di particolato primario, carbonio organico totale, ossidi di azoto e monossido di carbonio. Questo rientra in un insieme più esteso di provvedimenti regionali, volti al miglioramento della qualità dell'aria e il contrasto all'inquinamento locale.

Arriva in Lombardia un sistema di classificazione ambientale delle caldaie a biomassa legnosa con una potenza termica nominale inferiore a 35 kW.

La classificazione individua 5 classi ambientali basate su: rendimento energetico ed emissioni di particolato primario (PP), carbonio organico totale (COT), ossidi di azoto (NOx) e monossido di carbonio (CO).

Il cittadino, per verificare l'appartenenza ad una determinata classe di qualità del generatore, deve fare riferimento alla documentazione fornita dal costruttore (Dichiarazione delle Prestazioni Ambientali o Attestato di Certificazione).

Se l'informazione non viene fornita mancante, i consumatori potranno rivolgersi al costruttore, che dovrà rispondere con esatteza e indicare le informazioni complete anche sul proprio sito internet.

In ogni caso, il sito regionale conterrà i Cataloghi trasmessi dai diversi produttori con la classificazione dei generatori secondo il criterio adottato. La Regione si riserva inoltre di fare controlli sulla veridicità della dichiarazione del costruttore.

La classificazione delle caldaie a biomassa legnosa è uno dei provvedimenti contenuti in una delibera della Giunta regionale approvata lunedì scorso che contiene il "Protocollo di collaborazione per l'attuazione di misure temporanee per il miglioramento della qualità dell'aria ed il contrasto all'inquinamento locale",  sottoscritto da Regione Lombardia, ANCI Lombardia, Città metropolitana, capoluoghi di provincia, Comuni aderenti e ARPA Lombardia.

Le misure previste dal protocollo sono articolate su due livelli di intervento. Il primo si attiva al superamento per 7 giorni del valore di 50 microg/mc di PM10, e prevede:

  • estensione delle limitazioni all'utilizzo dei veicoli fino a Euro 2 diesel (come da limitazioni vigenti) alle giornate di sabato, domenica e ai giorni festivi
  • divieto agli Euro 3 diesel (autovetture dalle 9.00 alle 17.00 e veicoli commerciali dalle 8.30 alle 9.30). Si mantengono le stesse deroghe previste dalle limitazioni strutturali invernali con l'aggiunta dei veicoli speciali;
  • Divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) aventi prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 3 stelle in base alla classificazione ambientale riportata in Allegato;
  • Divieto assoluto, per qualsiasi tipologia (falo' rituali, barbecue e fuochi d'artificio, scopo intrattenimento, etc...), di combustioni all'aperto anche relativamente alle deroghe consentite rappresentate dai piccoli cumuli di residui agricoli e forestali bruciati in loco;
  • Introduzione del limite a 19°C (con tolleranza di 2°C) per le temperature medie nelle abitazioni e spazi ed esercizi commerciali;
  • Divieto per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso;
  • Divieto di spandimento dei liquami zootecnici e, in presenza di divieto regionale, divieto di rilasciare le relative deroghe;
  • Invito ai soggetti preposti a introdurre agevolazioni tariffarie sui servizi locali di TPL;
  • Potenziamento dei controlli con particolare riguardo a rispetto divieti di limitazione della circolazione veicolare, di utilizzo degli impianti termici a biomassa legnosa, di combustioni all'aperto e di divieto di spandimento dei liquami;

Il secondo livello di misure si attiva al superamento per 7 gg del valore di 70 microg/mc di PM10 e prevede:

  • estensione delle limitazioni per le autovetture private Euro 3 diesel nella fascia oraria 7.30-19.30 e per i veicoli commerciali nella fascia oraria 7.30 - 9,30 e 18.00 - 19.30;
  • Divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 4 stelle in base alla classificazione ambientale;

Il protocollo, che ha carattere di prima sperimentazione e scade il 15 aprile 2017, è rivolto ai Comuni lombardi appartenenti agli agglomerati di Milano, Bergamo e Brescia e alla zona A - pianura da elevata urbanizzazione e alla zona B - pianura; definisce gli impegni a carico di ciascuna delle Parti coinvolte; i Comuni possono aderire anche successivamente al suo avvio, trasmettendo la richiesta di adesione ai Comuni capoluogo aderenti, ad ANCI Lombardia e a Regione Lombardia.