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Ecco perché la pericolosità del nucleare è sempre elevatissima

Nuovi documenti spiegano perché la probabilità del verificarsi futuro di gravi incidenti nucleari è estremamente elevata. Costi molto alti per la messa in sicurezza e per i nuovi impianti, allungamento della vita dei vecchi reattori, materiali non efficienti. E un rinascimento nucleare che non c’è.

Alcune nuove ricerche spiegano perché la probabilità del verificarsi futuro di gravi incidenti nucleari è estremamente elevata. Costi molto alti per la messa in sicurezza e per i nuovi impianti, allungamento della vita dei vecchi reattori, materiali non efficienti. E un rinascimento nucleare che non c’è.

Volendo trovare un lato buono in ogni cosa, si può dire che persino i disastri nucleari di Chernobyl e Fukushima a qualcosa sono serviti: hanno reso, attraverso controlli, stress test e adeguamenti, il nucleare esistente più sicuro, forse tanto sicuro che disastri di quella portata sono diventati praticamente impossibili.

Ma è proprio così? Pare di no. Due ricerche condotte dal matematico statistico Spencer Wheatley, con colleghi dell’Università del Sussex e del Politecnico di Zurigo, e pubblicate sulle riviste Energy Research & Social Science e Risk Analysis, mettono in guardia contro i facili ottimismi: il rischio di gravi incidenti nucleari resta più o meno quello che era prima di Fukushima, cioè “estremamente alto”, nelle parole di Wheatley.

Per arrivare a questa preoccupante conclusione, i ricercatori hanno fatto una raccolta senza precedenti di dati e notizie sugli incidenti del passato, arrivando a una documentazione pressoché doppia di quella fornita dalle industrie agli enti di controllo del nucleare.

Analizzando quella enorme massa di dati Wheatley e colleghi hanno tratto alcune conclusioni.

1) Gli incidenti nell’industria nucleare sono in effetti diminuiti da Chernobyl in poi, ma la diminuzione ha interessato più che altro gli incidenti di basso e medio livello, mentre hanno continuato alla stessa frequenza gli incidenti gravi. Ma sono proprio gli incidenti catastrofici a creare gran parte dei danni: per esempio Chernobyl e Fukushima da soli, hanno creato danni stimabili in 425 miliardi di dollari, 5 volte la somma dei danni degli altri incidenti.

2) Gli upgrade ai reattori fatti dopo gli incidenti di Three Miles Island (1979) e Chernobyl (1986) spiegano la diminuzione nella frequenza di incidenti, mentre non è ancora possibile valutare l’effetto dei provvedimenti presi dopo Fukushima (2011).

3) L’analisi degli incidenti del passato, però, indica che una effettiva messa in sicurezza dei reattori di seconda generazione, quelli costruiti fra anni ’70 e ’90 che costituiscono gran parte del parco nucleare attuale, sarebbe di gran lunga troppo costosa perché venga attuata, mentre il loro invecchiamento, estremizzato dall’attuale attitudine a prolungarne la vita di decenni, tende ad annullare l’effetto degli upgrade sulla riduzione dei rischi.

4) Le valutazioni eccessivamente ottimistiche sui rischi, che vengono diffuse ufficialmente, dipendono dai dati distorti e scarsi che l’industria diffonde dopo gli incidenti e che enti come l’International Atomic Energy Agency, con un ambiguo ruolo di controllo e di sostegno al nucleare civile,  non mettono in discussione.

5) La scala Ines di livello degli incidenti nucleari, che oggi va da 0 a 7, è troppo corta e poco dettagliata per accogliere tutte le varie casistiche e gravità. Per esempio, secondo i ricercatori incidenti come Chernobyl e Fukushima, richiederebbero un livello 10-11. Questo riduce la comprensione adeguata di molti eventi e quindi una corretta valutazione dei rischi.

6) Tutto considerato, secondo Wheatley e colleghi, il rischio di gravi incidenti nucleari resta molto alto: entro i prossimi 65 anni c’è una possibilità su due di un altro incidente di massima gravità (fusione del reattore con enorme rilascio di radioattività nell’ambiente) tipo Chernobyl o Fukushima, e una più alta del 50% che avvenga un altro incidente tipo Three Miles Island (fusione del reattore con limitato rilascio di radioattività) entro i prossimi 20 anni .

Abbiamo chiesto a Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia ed esperto di industria nucleare, se questi nuovi studi li colgono di sorpresa.

«Le loro conclusioni confermano quanto diciamo da anni, e cioè che la valutazione dei rischi in campo nucleare su cui si basa la normativa è inconsistente: analizzando una più ampia base dati rispetto ad altri, mostrano che il rischio di incidenti gravi è più elevato. Oggi l’industria nucleare è presa in una morsa da cui non riesce a uscire: per raggiungere un livello accettabile di sicurezza, dovrebbe aumentare così tanto i suoi costi e complessità costruttiva, da finire fuori mercato o sopravvivere solo con forti aiuti pubblici. I reattori oggi funzionanti sono stati costruiti sulla base di una normativa “ottimistica”. Basti pensare che fra il 1979 e oggi ci sono già stati tre incidenti con gravi fusioni del nocciolo di reattori, e nel complesso abbiamo avuto una dozzina di eventi di fusione del nocciolo, eventi che dovrebbero accadere secondo l’industria nucleare “uno ogni 10mila anni-reattore”, invece si sono presentati con una frequenza otto volte superiore».

Nessuno di questi gravi incidenti però è avvenuto in Europa Occidentale. Forse il nostro continente ha lavorato meglio, oppure le sue condizioni di rischio sono minori?

«Più che altro siamo stati fortunati. Nel 2012 Greenpeace ha prodotto un rapporto sulla situazione dei reattori europei indicando le 13 situazioni a maggior rischio. Per esempio, la centrale belga di Thiange, recentemente diventata famosa per le micro fessure scoperte nel vessel di uno dei suoi reattori, è in un’area a forte rischio  alluvioni, ma non è protetta dagli eventi più gravi, che stanno diventando pericolosamente frequenti per il cambiamento climatico. La centrale slovena di Krško, non lontana dall’Italia, è stata costruita proprio su una faglia sismica: un forte terremoto potrebbe danneggiare sia il reattore che la vasca del combustibile esausto. La centrale di Mochovce in Slovacchia manca del contenimento secondario intorno ai reattori, come a Chernobyl: in caso di grave incidente rilascerebbero la loro radioattività direttamente nell’ambiente. Un’altra centrale non lontana dall’Italia, Mühleberg in Svizzera, non solo è molto vecchia, operando dal 1972, ma è in un area a rischio sismico e di alluvioni».

Però dopo Fukushima tutti gli impianti europei sono stati sottoposti a stress test, per valutarne la sicurezza e imporre miglioramenti.

«Si, ma gli stress test si sono occupati solo dei possibili disastri naturali, senza tener conto del calo di resistenza di molti di questi impianti dovuto all’invecchiamento. E anche laddove, come in Francia, esiste un piano di interventi questo prevede costi risibilmente bassi, mentre secondo un nostro studio servirebbero oltre 4 miliardi di € a reattore. A peggiorare le cose l’allungamento della vita di molti reattori di altri 10-20 anni oltre la prevista chiusura, un comportamento comprensibile solo dal punto di vista del profitto, non certo della sicurezza delle aree densamente abitate in cui questi reattori spesso operano».

Però la prossima generazione di impianti, avrà fatto tesoro della lezione e sarà costruita con criteri molto più severi.

«Lei crede? Se la nuova generazione è rappresentata dagli Epr francesi, le cose non sembrano essere molto migliorate. A parte i continui rinvii nel termine dei lavori per i due Epr europei di Flamanville e Okiluoto e il costo esploso da 3 a 10 miliardi, ultimamente si è scoperto che il fornitore dell’acciaio per il vessel degli Epr, la francese Creusot Forge, ha falsificato i dati sul contenuto in carbonio dell’acciaio della testa di quel componente fondamentale per la sicurezza, realizzandolo di quasi il 50% fuori dalle specifiche previste, il che ha costretto a rimuoverlo contribuendo a aumentare i ritardi e i costi. Lo scandalo si sta allargando a macchia d’olio: le indagini hanno scoperto che altri 28 reattori nucleari hanno un vessel Creusot di cui andrebbe verificata la qualità dell’acciaio, di cui 18 in Francia, per un totale del 44% della potenza nucleare totale di quel paese. È pazzesco, ma queste cose continuano ad accadere ancora oggi, dopo tutte le polemiche, gli incidenti e gli scandali che hanno colpito l’industria nucleare in questi decenni. Sembra quasi che quell’industria abbia una volontà suicida …».

Eppure si continuano a costruire tante centrali nel mondo.

«In realtà, secondo l’ultimo World Nuclear Report, un rapporto molto informato e imparziale sul settore, solo la Cina continua a costruire in modo significativo, ma purtroppo è un paese in cui non è certo facile indagare sulla qualità delle realizzazioni e sul conseguente livello di rischio. Nel 2015 hanno cominciato ad operare 10 nuovi reattori, di cui 8 in Cina, mentre altri 8 hanno chiuso nel mondo. Solo 8 nuovi progetti, di cui 6 in Cina, sono iniziati nel 2015 e nessun altro nella prima metà del 2016. Al momento ci sono 58 reattori in costruzione nel mondo, di cui 21 in Cina, ma presentano quasi tutti ritardi di anni; fra questi 6 sono indietro di un decennio, 3 addirittura di 30 anni. Ma forse il dato più sconfortante per chi sperava in un “rinascimento nucleare” è questo: il nuovo nucleare 2015 fornirà 31 TWh di elettricità in più al mondo ogni anno, l’aggiunta dovuta alle rinnovabili nello stesso periodo è di 250 TWh».





Commenti

Al troll Radioattivo

Intanto risolviamo il tuo dubbio: se anche a fini statistici vengono divise le varie fonti, le rinnovabili (considerate uniche come renevable energy....) sono superiori a produzione del vecchio nucleare, e considerate unite...ai fini di determinazione complessiva delle fonti.

http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/images/5/53/Gross-elec...

http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/File:Gross-e...

Il fatto che Hansen dica che il nucleare diminuisce evita la produzione di CO2 per la quota sempre minore nel mondo di energia che produce, non sposta il problema della pericolosità. NON CENTRA PERALTRO NULLA E NON CAMBIA LA NATURA DEL PROBLEMA. PERALTRO, PIANTALA DI RENDERTI RIDICOLO POSTANDO COSE CHE DICONO BIANCO PER TENTARE DI DIMOSTRARE IL NERO ROBERTO.

Parli della francia....DOVE SONO STATI FALSIFICATI I DATI DELLA COMPOSIZIONE DI CARBONIO DEL VESSEL dei famosi reattori eternamente in costruendo.

Chissà cosa succede in Cina, con gli elevati standard di sicurezza (da me si usa dire "cinesate" per individuare prodotti scadenti).

Mentre non si scorda nulla (parer tuo, discutibile dunque) vi sono centrali progettate per durare 40 anni, che vengono mantenute accese, con misure di sicurezza di 40 anni fa...come spiega sopra l'articolo. Vacci tu su un'auto di trenta anni fa in giro...ti senti sicuro o gli standard attuali sono diversi?

La preoccupazione di Hansen è il cambiamento climatico, tu e paperino dite che non esiste...quindi non usare argomentazioni inconferenti ed opposte alle tue, ti rendi ancora più fazioso e poco credibile

Negare ogni problema, come fai tu ed i tuoi sodali, ti ripeto, non cancella ma acuisce i giganteschi problemi di un'industria obsoleta.

se ora volessi finirla, visto che hai consumato le unghie su quello specchio, è bene per tutti. Nel frattempo, rinnovabili battono nuke 8 a zero.

Saluti.

@intrinsecamente indietro "-

@intrinsecamente indietro

"- la sottovalutazione dei rischi connessi ad una forma di energia intrensecamente pericolosa, che pone problemi di natura economica etica morale sociale militare inimmaginabili. NASCOSTI ED IGNORATI da persone come te. Cosa che fa diffidare ancora di più della bontà della fonte."

Non c'e' nessuna sottovalutazione. In questo momento 16 reattori francesi su 58 sono fermi per controlli supplementari... proprio perche' non si sottovaluta nulla.
Per quel che riguarda i rischi veri, cioe' quelli legati a 60 anni di utilizzo del nucleare per produrre energia elettrica... non perdo tempo a ri-postare per la centesima volta il link allo studio peer-reviewed (domanda alla maestra cosa voglia dire) di Hansen et Kharekha... anzi, lo faccio dai...

http://pubs.giss.nasa.gov/abs/kh05000e.html

Scrivi a James e spiegagli che non ha capito nulla, no?

Ciao piccolo, copriti bene che fa freddo.

Noto con piacere che dopo

Noto con piacere che dopo anni a dire "non si può confrontare nucleare e rinnovabili" hai iniziato tu stesso a farlo. Del resto, continui a rigirare la frittata, senza avere molto da dire. Mentre usi il nuke che FORSE accenderanno in Cina per parlare del FV che ORA produce in italia.
Questa quindi sarebbe la tua ricetta???un reattore che FORSE accenderanno??
Dimentichi che contemporaneamente, la tua beneamata Cina....installa molto più rinnovabili del nostro continente.

e poi sommale le fonti di natura rinnovabile!!!!
Ne abbiamo già discusso mille volte. e noterai

1) che devi aggiornarti, posti statistiche vecchiotte
2) le rinnovabili hanno superato il nucleare
3) tu che sai tutto, con quello che succede e succederà alla sterlina, l'investimento (che paga in euro) di EDF e dei fondi esteri (argomento che usavi per criticare il fv) sarà profittevole vero, per te che sai fare i conti?

Poi svicoli dal tema vero, roberto kersevan. Capisco la tua frustrazione. Ma il tema a cui non rispondi è:

- la sottovalutazione dei rischi connessi ad una forma di energia intrensecamente pericolosa, che pone problemi di natura economica etica morale sociale militare inimmaginabili. NASCOSTI ED IGNORATI da persone come te. Cosa che fa diffidare ancora di più della bontà della fonte.

@quello_che_guarda_le_figure

@quello_che_guarda_le_figure

"Piccola postilla, il nucleare è la terza fonte del continente. Il tuo giochino di separare fonti fossili e rinnovabili in varie tipologie...per dire che il nucleare è prima fonte è semplicemente patetico"

Eggia'!

http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/File:Electricity_Statistics_2013-2015_(in_GWh)_update.png

Toh!... anche EuroStat usa questo patetico modo di distinguere fra sole, vento, geotermico e idroelettrico... ma guarda un po'!... dai, enrichetto, scrivigli per dire che non va bene.

Un saluto alla maestra, povera donna.

ah, ora capisco! tu dici che

ah, ora capisco! tu dici che le rinnovabili le dividi per tecnologia e il nucleare lo consideri unico, perché usa sempre lo stesso combustibile, l'uranio.
Ok, allora anche le rinnovabili tutte partono dallo stesso unico combustibile: il sole.
che determina il vento, fa crescere le piante che si usano nelle biomasse, fa evaporare l'acqua che torna pioggia ecc...

Ora puoi considerare le rinnovabili seconda fonte, mentre il nucleare terza.

La tua difesa del vecchio è commovente, ma non risponde al problema:
tra dieci anni, vuoi più inquinamento o più energia rinnovabile?

@Enrico - 06/10/2016 -

@Enrico - 06/10/2016 - 13:42
Basta vedere i grafici dell'aumento di CO2 per capire che le emissioni crescono esponenzialmente nel periodo di massima espansione dell'atomo."

Eh!... e allora? E' stato il momento in cui l'umanita' e il suo consumo di energia sono esplosi, cosa volevi che facessero le curve di emissione?
Tu sei totalmente da rinchiudere, amico mio.

"Ora, questo significa che, nonostante tutti gli incentivi e decadi di sviluppo, le pentole sono assolutamente inutili per contenere qualunque tipo di inquinamento, mentre creano giganteschi problemi etici, morali, politici, economici e sociali che i troll nucleari fingono di ignorare."

Questa e' solo la tua personalissima opinione... altri, leggermente piu' qualificati di te, la pensano cosi':

"Using historical production data, we calculate that global nuclear power has prevented an average of 1.84 million air pollution-related deaths and 64 gigatonnes of CO2-equivalent (GtCO2-eq) greenhouse gas (GHG) emissions that would have resulted from fossil fuel burning."

http://pubs.giss.nasa.gov/abs/kh05000e.html

64 miliardi di tonnellate di CO2 in meno, ciccio!.... la logica conclusione (per normodotati, quindi ritieniti escluso) e' che le curve di emissione sarebbero state ANCORA piu' alte... ma cercare di spiegarti e farti capire questo e' come parlare ad un sasso e sperare che ti senta.

"Piccola postilla, il nucleare è la terza fonte del continente. Il tuo giochino di separare fonti fossili e rinnovabili in varie tipologie...per dire che il nucleare è prima fonte è semplicemente patetico."

Sara' patetico, ma e' quello che viene fatto dalla IEA, o nei vari rapporti annuali BP, persino il Frauhnofer Institut tedesco, i pasdaran dell'Energiewende, lo fanno!... non essere ridicolo, dai!

"Al limite, se vuoi fare questo gioco di forma, che non cambia la sostanza (ovvero nucleare in pochi anni sorpassato dalle rinnovabili)"

"in pochi anni"???l'idroelettrico, che e' la forma di produzione rinnovabile che produce di piu', esiste da piu' di un secolo, ciccio.
Chiede a mamma e papa' di portarti a visitare una diga, uno di questi giorni, OK? ahahaah... "in pochi anni"!...

... al massimo "in pochi anni" ti riferivi alle rinnovabili farlocche intermittenti, vento e sole?... guarda che sono ben lontane, e di tanto, dalla produzione nucleare... hai mai guardato I DATI?... seeeh... campa cavallo...

"...separa anche le varie tecnologie di nuclceare.....e già che ci sei illuminami anche sulla mostruosa quantità di KWh che ha prodotto la mitica tecnologia EPR in questo decennio!"

Le varie tecnologie del nucleare usano tutte lo stesso combustibile... il terribile e pericolosissimo uragno... mentre il carbone e' diverso dalla lignite, e molto diverso dal gas (chiedi alla maestra di spiegarti la differenza fra solidi e gas, OK?)... e il FV che c'azzecca con i pellets di legno? L'eolico e l'idro sono la stessa cosa, giusto genio incompreso?

La mitica tecnologia EPR in questo decennio non ha prodotto ovviamente nulla, ma nei prossimi 60 anni anche i soli 2 EPR che entreranno in funzione in Cina entro 1 anno o poco piu' produrranno piu' di 3 volte quanto prodotto dai farlocchi 19 GWp di pannellini del fottovoltaico italiano.... che per arrivare a 60 anni di vita dovrebbero essere ri-acquistati e installati altre 2 volte.

Ripijate bambin mio... non e' mai troppo tardi... fatti un regalo.

Basta vedere i grafici

Basta vedere i grafici dell'aumento di CO2 per capire che le emissioni crescono esponenzialmente nel periodo di massima espansione dell'atomo.

Ora, questo significa che, nonostante tutti gli incentivi e decadi di sviluppo, le pentole sono assolutamente inutili per contenere qualunque tipo di inquinamento, mentre creano giganteschi problemi etici, morali, politici, economici e sociali che i troll nucleari fingono di ignorare.

Piccola postilla, il nucleare è la terza fonte del continente. Il tuo giochino di separare fonti fossili e rinnovabili in varie tipologie...per dire che il nucleare è prima fonte è semplicemente patetico. Al limite, se vuoi fare questo gioco di forma, che non cambia la sostanza (ovvero nucleare in pochi anni sorpassato dalle rinnovabili) separa anche le varie tecnologie di nuclceare.....e già che ci sei illuminami anche sulla mostruosa quantità di KWh che ha prodotto la mitica tecnologia EPR in questo decennio!

@stordimento totale e

@stordimento totale e assoluto

"ha, visto che citi Hansen, il suo ultimo studio, ci ricorda come
1) il nucleare non ha aiutato molto a contenere la CO2"

????
Tu sei completamente fuori, a dir poco... il documento di Hansen che hai linkato alla ricerca "nuclear" trova 3 riferimenti.
Il terzo e' una referenza bibliografica, un articolo di Hansen stesso su Science... articolo filo-nucleare, gli altri due dicono cose come questa:

"These rates were primarily a result of nuclear power build programs, which historically has been the fastest route to carbon-free energy"

... che si riferisce al RECORD di de-carbonizzazione della produzione elettrica di Svezia, Francia e Belgio... grazie al nucleare... 4~5%/anno di CO2 in meno.

Impara a leggere, testina.

@enrichetto "ha, visto che

@enrichetto

"ha, visto che citi Hansen, il suo ultimo studio, ci ricorda come
1) il nucleare non ha aiutato molto a contenere la CO2"

Esattamente DOVE dice una cosa del genere?
Cita la frase esattamente, grazie.

2) aspettiamo flamanville, nel frattempo, se vogliamo fare qualcosa Kersevan, rinnovabili sono il futuro."

... e mentre qui in Francia aspettiamo Flamanville, esportiamo 45 TWh/anno di elettricita', di cui piu' del 90% CO2- e particulate-free... in gran parte verso l'Italia. :-)

"https://app.box.com/s/t050csk2z20iqk9u14vnllz3i15dh5i0"

Ma dai? Il tuo Hansen deve essere un'altro, perche' quello che conosco io, ex capo del GISS/NASA e attuale ricercatore a Columbia, a proposito delle rinnovabili, che sono il "backbone" della risoluzione CoP21 di Parigi, ha detto questo:

"COP21: James Hansen, the father of climate change awareness, claims Paris agreement is a 'fraud'"

http://www.independent.co.uk/environment/cop21-father-of-climate-change-...

Anytime you want, baby.

Wow! che arguzia nella

Wow!
che arguzia nella risposta.
Quindi, notare che dici tutto e il contrario di tutto ti offende. (la CO2 è bene ridurla, anzi no meglio aumentarla perché fertilizza meglio le patate.....).

Ti ho posto alcune questioni, vedo che non le hai colte, ma anche questa è una questione: quale è la tua posizione Roberto?Nessuna, a parte la critica tout court.

Se la tua soluzione ai problemi energetici è allungare la vita di tecnologie di 40 anni fa .... cavoli che arguzia.

Negare l'esistenza di pericoli connessi alla terza (dopo fossili e rinnovabili) fonte del continente europeo, mi convince nella pericolosità di quell'industria.

ha, visto che citi Hansen, il suo ultimo studio, ci ricorda come
1) il nucleare non ha aiutato molto a contenere la CO2
2) aspettiamo flamanville, nel frattempo, se vogliamo fare qualcosa Kersevan, rinnovabili sono il futuro.
https://app.box.com/s/t050csk2z20iqk9u14vnllz3i15dh5i0

@enrichetto "1) negare un

@enrichetto

"1) negare un problema (la pericolosità del nucleare) non fa che aumentare la preoccupazione per quel problema."

Pericoloso come? Morti? Feriti? Danni materiali? Infinitamente minori di quelli causati da tutte le altre fonti, "rinnovabile" idroelettrico in primis. Ma non credere a me, credi a James: :-)

http://pubs.giss.nasa.gov/abs/kh05000e.html

"2) non dire che il nuke è la prima fonte nel continente, è la terza, dopo le fonti fossili e quelle rinnovabili. Aggiornati!"

Neanche per idea. "Fossili" e "rinnovabili" non sono due tecnologie... sono ambedue UN MIX di tecnologie. Fossili include derivati del petrolio, carbone, gas naturale... "rinnovabili" include idroelettrico baseload, idroelettrico da pompaggio (pompato magari con carbone tedesco), eolico, fottovoltaico, e biomasse. Il giochetto delle 3 carte lo conosco, grazie.

"3) mentre per decenni in gb (ti tralascio i rischi della brexit per gli investimenti di FONDI ESTERI CINESI che finanzierannò la pentola) non uscirà un Kwh di nuovo nuke, il sole di albione produce più che il carbone."

Eh!... peccato che "piu' del carbone" vuol dire il 5%!... cioe' quantita' aneddotica... il pentolame nucleare produce molto di piu' mentre e' spento.

Riprova pure, magari citando qualche dato... sai... quella cosa sotto forma di numeri che voi laureati in materie non scientifiche non vedete piu' dopo l'ultimo giorno di liceo.

Ciao bello.

@enrichetto Parafrasando quel

@enrichetto

Parafrasando quel comico che prendeva in giro l'allora presidente del consiglio d'Alema... "di' qualcosa di sinistra!"... rigiro la domanda/invocazione a te:

"di' qualcosa di intelligente!".

Se mi scendi dagli zebedei mi sento meglio, grazie... se hai qualcosa da dire sull'argomento in questione dilla, se hai da dire solo le tue considerazioni sul sottoscritto... forse e' meglio tacere, no?
Io parlo di CO2 perche' qui su QualEnergia si da la massima importanza alla CO2, e di CO2 come ne ha RISPARMIATA il nucleare non se ne trova altra, specialmente in Europa.
Sono tutte cose che volano km sopra la tua testa, quindi se non le capisci non preoccuparti, e' normale.

Riprova pure.

Passi ore a dire su altri

Passi ore a dire su altri siti che non esiste cambiamento climatico e non esiste inquinamento, a difendere il fracking ecc ecc...
come mai sto cambio di rotta Roberto?
ha, ho capito, con tutte le ore che hai a disposizione per parlare del nulla, l'importante è dire qualcosa, pur di dirlo.

resta il fatto che

1) negare un problema (la pericolosità del nucleare) non fa che aumentare la preoccupazione per quel problema.
2) non dire che il nuke è la prima fonte nel continente, è la terza, dopo le fonti fossili e quelle rinnovabili. Aggiornati!
3) mentre per decenni in gb (ti tralascio i rischi della brexit per gli investimenti di FONDI ESTERI CINESI che finanzierannò la pentola) non uscirà un Kwh di nuovo nuke, il sole di albione produce più che il carbone.

L'energia non prodotta col

L'energia non prodotta col nucleare in germania e giappone (ad esempio), viene rimpiazzata per lo più col carbone, le cui centinaia di migliaia di vittime non sono statistica, sono certe e documentate.

Se pensate che centinaia di migliaia di morti valgano la pena, pur di abbandonare il nucleare (che nel caso peggiore causerebbe meno dell'un-per-mille di quelle morti), complimenti!

@codegoni Un altro piccolo

@codegoni

Un altro piccolo reality-check di DATI, cosa possono fare 63 GW di nucleare rispetto una novantina di GW di eolico e farlocco FV?

http://a.disquscdn.com/uploads/mediaembed/images/3682/3906/original.jpg

Come sono efficaci queste rinnovabili intermittenti, vero?
E, per restare alla pericolosita', come la quantifichiamo la pericolosita' dei 560 gCO2/kWh della germania?... in larga parte da lignite e carbone?

Deve essere bello vivere nel mondo dei sogni... potessi farlo anch'io!

@codegoni "«In realtà,

@codegoni

"«In realtà, secondo l’ultimo World Nuclear Report, un rapporto molto informato e imparziale sul settore"

"Imparziale" chi?... i due pasdaran anti-nucleari Mycle Schneider e Antony Froggat?

Basta prendere in giro i lettori, alessandro!.. dai, un po' di onesta'.

Sarebbe come definire Re Erode "esperto imparziale" su argomenti di pediatria.

Riprovare con "esperti" meno farlocchi, grazie.

ed infatti...eccolo!

Puntuale come un orologio svizzero.
Ugualmente interessante nell'illeggibile rotolare di spiegazioni a difendere l'indifendibile.
Solo una domanda: perché ti sta a cuore la diminuzione della CO2, se passi le tue giornate su altri siti a dire che "non esiste problema" di CO2?

Alcuni DATI, non fantasie

Alcuni DATI, non fantasie basate su modelli di scienze sociali, sul pe-ri-co-lo-sis-si-mo nucleare europeo:

http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/File:Electricity_Statistics_2013-2015_(in_GWh)_update.png

... piu' di 800 miliardi di kWh/anno, da una ventina d'anni (media) almeno... che emettono ZERO CO2 (la terribile e velenosissima CO2, scusate) e ZERO particolato/metalli pesanti/arsenico/etc... che se il suddetto nucleare (prima forma di produzione di elettricita' del continente) fosse sostituito, per esempio, con il mix elettrico della "verde" Germania (560 gCO2/kWh) sarebbero emesse in atmosfera piu' di 450 milioni di tonnellate di CO2/anno... per non parlare dei 10-30 morti/TWh elettrico prodotti dalla sola lignite, prima forma di produzione di elettricita' nella "verde" Germania...

Nel caso che i DATI qui sopra non bastino, si puo' sempre rinfrescarsi la memoria con questo pregevole pezzo del "santino" climatologo James Hansen:

"Using historical production data, we calculate that global nuclear power has prevented an average of 1.84 million air pollution-related deaths and 64 gigatonnes of CO2-equivalent (GtCO2-eq) greenhouse gas (GHG) emissions that would have resulted from fossil fuel burning. On the basis of global projection data that take into account the effects of the Fukushima accident, we find that nuclear power could additionally prevent an average of 420,000-7.04 million deaths and 80-240 GtCO2-eq emissions due to fossil fuels by midcentury, depending on which fuel it replaces."

http://pubs.giss.nasa.gov/abs/kh05000e.html

Buona continuazione di crociata anti-nucleare.

Scommettiamo....

Scommetto che a breve arriverà il Cavalier K a negare la realtà...