Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Case in legno, caratteristiche e vantaggi

Secondo il rapporto di FederlegnoArredo nel 2014 le case costruite in legno in Italia sono state il 6% delle nuove costruzioni in Italia. Progettazione, realizzazione, comfort, efficienza energetica, anti-sismica: vediamo con Stefani Moravi, direttore tecnico di Lignius, quali sono i vantaggi che spingono verso questa soluzione abitativa.

(Articolo già pubblicato su QualEnergia.it il 29 marzo 2016)

Il legno avanza in Italia, e non solo perché, con l’abbandono dei terreni agricoli di montagna e collina, le foreste coprono sempre più territorio, ma anche perché sempre più italiani stanno scegliendo questo materiale, dalle ottime prestazioni energetiche e di sostenibilità, per costruire le proprie abitazioni.

Secondo il rapporto di FederlegnoArredo nel 2014 le case costruite in legno in Italia sono state 3025, cioè il 6% delle nuove costruzioni in Italia. Può sembrare ancora poco, ma il rapporto sottolinea anche che mentre il settore dell’edilizia è sceso di circa il 30% fra 2010 e 2014, quello delle costruzioni in legno è cresciuto del 7,7%, generando nel 2014 un giro di affari di 658 milioni di euro

Quindi anche il paese che ama “il mattone” sta cominciando ad apprezzare il legno per le sue case, tanto da piazzarsi ormai al quarto posto in Europa, dopo Germania, Gran Bretagna e Svezia, con l’8% del mercato continentale.

Ma cosa sta convincendo gli italiani a puntare su questo antichissimo materiale? Ne parliamo con l’ingegner Stefano Moravi, direttore tecnico di Lignius, associazione produttori di case in legno, che riunisce 14 aziende di costruzione specializzate e 40 fornitori di materiali.

Probabilmente si sta abbandonando l’idea che una casa in legno sia una sorta di baracca, mentre, al contrario, le attuali case in legno sono un concentrato di alta tecnologia e modernità.

Forse a tenere lontani gli italiani era anche l’idea che il legno non sia un materiale duraturo, al contrario di mattoni e cemento.

Questo pregiudizio è particolarmente curioso, perché mentre ci sono nel mondo esempi di costruzioni in legno costruite molti secoli fa e ancora solidissime, il cemento armato lo usiamo diffusamente solo da 60 anni: nessuno sa se possa veramente sfidare i secoli, anzi è già noto che in certi ambienti si degrada piuttosto rapidamente. Quanto ai mattoni sono sicuramente più duraturi, ma purtroppo in un paese sismico come l’Italia le case in muratura sono anche le meno indicate per resistere alle scosse. Al contrario di quelle in legno, la cui leggerezza ed elasticità gli permette di superare ogni sisma: non a caso sono ormai diffusissime nelle ricostruzioni post terremoto.

Vediamo allora quali siano i vantaggi che stanno convincendo gli italiani.

Una volta che uno disponga di un terreno edificabile, dal punto di vista autorizzativo il materiale è ininfluente, le procedure e le spese sono le stesse. Un tempo le autorità pubbliche avevano qualche problema nel valutare i progetti di case in legno, ma oggi li accettano tranquillamente. Del resto questa possibilità è ormai ben nota a tutti gli architetti e costruttori d’Italia.

Passiamo alla progettazione: ci sono particolarità?

Qui le strade si dividono decisamente. Non per quanto riguarda la progettazione architettonica, cioè l’aspetto che deve avere la casa, che è la stessa nei due casi, ma per quanto riguarda il progetto esecutivo. Mentre nel caso di una casa convenzionale, fatti i calcoli strutturali, il progetto viene consegnato all’impresa di costruzioni, che lo realizza, per le case in legno è l’azienda che costruisce le parti prefabbricate della casa a trasformare in realtà l’idea architettonica, combinando i propri pezzi standard per realizzare il progetto, e completandolo poi in ogni minimo dettaglio, visto che nelle pareti in legno prefabbricate occorre preparare già in fabbrica i vani e i fori per il passaggio di fili e tubi.

Siamo arrivati al cantiere, anche qui ci sono differenze?

La fase del getto delle fondamenta è più o meno la stessa, anche se quelle della casa in legno sono meno massicce, dovendo sopportare un peso molto minore, e più alte, dovendo allontanare la parte in legno dall’umidità del terreno. Ma poi le cose diventano diversissime. Nelle case tradizionali un gran numero di artigiani si mette a tirare su mura, gettare cemento, intonacare, verniciare, sistemare impianti, sfondando muri e scavando tracce, che vanno poi di nuovo richiuse. Nelle case in legno si portano sulle fondamenta i pezzi realizzati in fabbrica, e si montano secondo il progetto come un Lego gigante, usando viti ed elementi di connessione in acciaio. Nelle apposite intercapedini si fanno passare fili e tubi, si sistemano gli elementi dei vari impianti, e il gioco è fatto. La costruzione in legno è più un’impresa industriale che artigianale. Così, mentre una casa tradizionale viene consegnata dopo circa un anno di lavoro, per una in legno bastano tre mesi. Immaginate i risparmi in termini di ore di lavoro, imprevisti e oneri finanziari. C’è un unico svantaggio del legno: i ripensamenti in corso d’opera che, per i motivi detti prima, sono molto più complicati.

Ma come sono fatti questi componenti prefabbricati?

Le due tecniche più usate sono il telaio, cioè cornici fatte di travi e listelli di legno, con le intercapedini riempite di materiale isolante e poi coperte con pannelli, e l’Xlam, cioè assi incrociate e incollate, più massicce e robuste, ma che richiedono anche un ulteriore strato isolante e uno per far passare fili e tubi. Il primo sistema è più economico, il secondo è più adatto per costruire edifici multipiano e complessi. Con l’Xlam si sono costruite molte nuove scuole ed edifici pubblici in Italia, soprattutto nelle aree sismiche, e, negli Usa, perfino un condominio di 12 piani.

Quanto è previsto durino questi componenti?

Quanto le mura di una casa convenzionale: se il legno è ben trattato, rivestito e tenuto al riparo dall’umidità e dagli insetti xilofagi, come accade in queste costruzioni, ovviamente se fatte a regola d’arte da ditte specializzate, non va incontro a degrado e non richiede più manutenzione di una casa in muratura.

E veniamo al prezzo: si risparmia?

No, non è quello il maggior vantaggio del legno: una villetta di 150 metri quadri, costruita in legno va dai 200.000 euro in su, più o meno come una convenzionale, anche se consegnata con largo anticipo e con meno rischi di sorprese in corso d’opera.

Ma allora perché costruire in legno?

Innanzitutto per l’eccezionale comfort abitativo: il legno è un isolante naturale di calore e rumore, anche senza aggiungere gli ulteriori strati isolanti che normalmente si impiegano, le performance di una casa in legno sono da subito molto alte e si sposano benissimo con energie rinnovabili, pompe di calore e climatizzazione a pavimento, consentendo grandi risparmi su riscaldamento e raffreddamento. Per ottenere le stesse performance nelle case convenzionali, cemento e acciaio vanno accuratamente e pesantemente isolati, per evitare ponti termici e le conseguenti perdite di calore e formazioni di muffa. Inoltre c’è l’aspetto sostenibilità: il legno non richiede energia per essere realizzato, anzi, al contrario, assorbe CO2 dall’aria e la confina per periodi lunghissimi nei muri della casa. E l’albero  che ha fornito il legno sarà subito sostituito da uno nuovo: nelle foreste: in Italia ogni ora cresce abbastanza legno da costruire una casa monofamiliare.

Uno svantaggio la casa in legno sicuramente l’avrà: non ci si potrà mettere un camino …

E chi l’ha detto? Con gli opportuni elementi isolanti, anche quello viene inserito senza alcun problema.

Nella foto in alto casa unifamiliare in legno di VarioHaus