Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Pro e contro dei piani cottura a induzione. Una mini-guida

Molti si chiedono se sia conveniente elettrificare la cucina e rinunciare così al gas, passando ad esempio a un piano cottura a induzione. Ecco una panoramica sulle diverse tecnologie disponibili con vantaggi e svantaggi rispetto ai fornelli a gas, costi, consumi, tempi di cottura, pentole da usare e altro ancora.

Tutte le volte che vado a Parigi a trovare il mio amico Pierre, non posso fare a meno di notare la differenza nell’utilizzo dell’energia tra il suo piccolo alloggio nel Marais e il tipico appartamento italiano.

La casa in Francia è totalmente elettrificata: riscaldamento, scaldabagno e piano cottura funzionano grazie alla corrente elettrica, senza allacciamento alla rete del gas. Certo, stiamo parlando di un’abitazione di soli 40 metri quadrati in un Paese che oggi ha bollette un po' più leggere rispetto a quelle cui siamo abituati in Italia.

Da noi conviene elettrificare la nostra casa? Bisogna valutare attentamente diversi aspetti, come l’isolamento termico dell’edificio e la possibilità di sfruttare le fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, pompe di calore). Qui vogliamo concentrarci sui piani cottura, per capire vantaggi e svantaggi di quelli elettrici in confronto ai tradizionali fornelli alimentati a gas naturale.

Piano radiante, a induzione o alogeno: le differenze

Innanzitutto, occorre distinguere tra i diversi sistemi di cottura elettrici. Come evidenzia il sito web specializzato PCI Review, i piani radianti e alogeni non sono così convenienti come si potrebbe pensare, perché il loro rendimento termico (45-60% circa), pur essendo superiore al gas, è lontanissimo dall’efficienza assicurata dalla tecnologia a induzione.

Soffermiamoci sulle prime due soluzioni: il piano radiante ha una resistenza elettrica sotto la superficie di vetroceramica. Il calore generato dalla resistenza scalda il pentolame per trasmissione, cioè dopo aver scaldato il piano. Per l’alogeno il funzionamento è simile: al posto della resistenza, però, c’è una potente lampada a infrarossi.

In entrambi i casi, lo spreco di energia è abbastanza consistente, perché la vetroceramica trattiene molto calore.

Alta efficienza

Con il sistema a induzione, invece, il rendimento è altissimo, nell’ordine del 90%, mentre ricordiamo che il gas arriva intorno al 40% a causa dell’elevata dispersione termica: buona parte del calore sprigionato dalla fiamma finisce nell’ambiente (un discorso più ampio andrebbe fatto ragionando a livello di sistema energetico, dato che per il vettore elettrico va considerata la bassa efficienza delle centrali termoelettriche a monte, ndr).

l segreto dell’induzione sta nelle bobine sotto il piano di vetroceramica. Le bobine alimentate dall’energia elettrica, infatti, generano un campo magnetico che si trasferisce direttamente alle pentole, scaldandole.

Che pentole servono?

Le pentole da usare devono avere un fondo perfettamente piatto e con uno strato inferiore di materiale ferroso, senza il quale non potrebbe attivarsi il campo magnetico.

Per qualcuno può essere uno svantaggio, perché acquistare un piano a induzione ci costringe a sostituire tutte le pentole di rame, alluminio e terracotta, così come le padelle antiaderenti con il fondo di alluminio.

Esistono  anche dei dischi adattatori (costo 10-15 euro all'uno) che permettono l'uso sul fornello ad induzione di tutti i tipi di pentole: sono però sconsigliati dagli esperi sentiti, in quanto allungano sensibilmente i tempi di cottura, aumentato i costi di gestione.

Bolletta e potenza elettrica

Abbiamo chiesto a Ceced Italia (l’associazione dei produttori di apparecchi domestici e professionali) quali sono i pro e contro dell’induzione. Il primo fattore da considerare è la potenza elettrica assorbita dalle bobine: utilizzando contemporaneamente più zone cottura è facile sforare i classici 3 kW, soprattutto se abbiamo acceso qualche altro elettrodomestico.

Molti piani consentono di autolimitare l’assorbimento massimo per evitare distacchi della corrente, ma potrebbe essere necessario aumentare la potenza contrattuale a 4,5 o addirittura 6 kW con relativi costi una tantum per il passaggio e aumento dei costi fissi in bolletta. Inoltre, prima di installare un sistema di questo tipo, è bene verificare l’impianto elettrico e l’adeguatezza delle linee di alimentazione.

Sicurezza, qualità e tempi di cottura

I vantaggi dell’induzione sono molteplici. Non parliamo solo di praticità (il piano è tutto liscio, quindi facilissimo da pulire), ma anche di sicurezza, grazie all’assenza di fiamme e di rischi dovuti a eventuali fughe di gas. La superficie di vetroceramica, inoltre, rimane fredda intorno alle pentole, riducendo al minimo la possibilità di scottarsi.

La cottura è più rapida e precisa, perché si possono impostare diversi livelli di temperatura: c’è anche la funzione booster per far bollire l’acqua in pochissimo tempo; il calore si diffonde in modo uniforme sulla pentola, senza le tipiche dispersioni che avvengono con i fornelli a gas.

Costi, consumi ed etichetta energetica

Questi punti di forza hanno un prezzo: i piani a induzione costano più di quelli tradizionali, e bisogna mettere in conto l’aggravio delle bollette elettriche, soprattutto se si decide di aumentare la potenza del contatore.

Attenzione infine all’etichetta energetica, che come ricorda Ceced Italia «non è ancora prevista, ma dal 2014 è in vigore il Regolamento UE n. 66/2014 che comprende misure per la progettazione ecocompatibile di forni, piani cottura e cappe da cucina per uso domestico. Stabilisce limiti massimi di consumo energetico per i piani cottura elettrici e limiti minimi di efficienza energetica per i piani cottura a gas».





Commenti

Salve e grazie per la

Salve e grazie per la precisazione. Non era per fare polemica, ma anche se non era da voi voluto, pur con tutte le considerazioni, quel pezzetto suona proprio come un elogio alle scelte passate della Francia. Tra l'altro il nucleare francese è il più assurdo che esista al mondo. Nessuno è dipendente dal nucleare come la Francia, dove copre la quasi totalità della produzione. E ci credo che possono permettersi di scaldare le case con le stufette elettriche! Ma pagheranno costi pubblici astronomici quando dovranno uscire dal nucleare anche loro fra un po' di anni, perché di uranio non ce n'è tanto e le miniere non sono mica in Francia. Sono dipendenti anche loro da chi gli vende l'uranio, come noi per gas e petrolio.

In ogni caso accostare il nucleare alla possibilità di usare i fornelli a induzione è del tutto fuori luogo, ed è anche tecnicamente sbagliato. Non è un fatto di nucleare, o di pannelli solari. In Europa è solo l'Italia a non avere adeguato decentemente la rete di produzione e distribuzione elettrica nei decenni passati. Per questo si trascina fino ad oggi gli allacciamenti ridicoli da 3kW. I fornelli elettrici sono comuni in molti paesi europei, anche in quelli quasi del tutto senza nucleare, solo che nelle case non hanno i miseri 3kW. Quello è il problema.

@nucleare

Noi della redazione di QualEnergia.it sappiamo che si tratta di prezzi dell'energia di un nucleare ormai con un ammortamento di 4 decenni, con costi caricati sullo Stato. Oggi sarebbe cosa impossibile, oltre che non accettabile socialmente per i rischi legati all'atomo. Chi ci legge saprebbe come la pensiamo sul nucleare.
E invitiamo a leggere bene quanto scritto anche in questo articolo.

Responsabile della redazione QualEnergia.it

efficienza

L'elogio al nucleare francese se lo poteva risparmiare l'articolo… veramente una pessima idea e fuori luogo.

@Guido:
Quei valori di efficienza in Wh/kg non so quanto siano significativi per l'uso reale. Dubito proprio che la differenza di efficienza fra il gas e l'induzione sia così limitata, come anche rispetto alle altre piastre elettriche. Io ho l'induzione e posso testimoniare che il mio consumo in kwh è aumentato di pochissimo rispetto a prima. Tanti riescono a usarli bene anche con solo 3kW di contatore. In ogni caso ti assicuro che varrebbe la pena anche se costasse il doppio.

Puntualizzazioni e Rettifiche

I piani elettrici - a induzione, a piastra radiante, e tradizionali "in ghisa" - sono obbligatoriamente sottoposti a test standardizzati di consumo secondo il Regolamento 66/2014 dell'Unione Europea, simulante una modalità d'uso realistica (riscaldamento + sobbollimento per 20 minuti) e misurato in Watt-ora per kilogrammo d'acqua utilizzato (Wh/kg). I risultati devono venir resi pubblici dai produttori, ad es. sui loro siti Web.

Come indicato da AAA, i migliori dieci piani a induzione sul mercato europeo - elencati sul sito eurotopten - hanno consumo tra 166 e 183 Wh/kg, media 174,5 Wh/kg.

Scorrendo i siti dele aziende o cercando con Google, si possono raccogliere i risultati dei test di consumo dei modelli correnti più diffusi, che risultano
- per i piani a Induzione: tra 171 e 191 Wh/kg, media 181 Wh/kg
- per i piani radianti in vetroceramica: tra 180 e 200 Wh/kg, media 190 Wh/kg
- per le piastre tradizionali: tra 204 e 212 Wh/kg, media 208 Wh/kg
Questi intervalli di valori si riferiscono ai prodotti europei di AEG, Beko, Electrolux, Fulgor, IKEA, Hotpoint, Indesit, Miele, SMEG, Zanussi.

Da un rapido calcolo vediamo che un induzione ben efficiente (174,5 Wh/kg) consuma solo il 16% in meno rispetto a un desueto ripiano di cottura elettrico in ghisa, e un modesto 9% in meno rispetto ad un vetroceramico. Dati alla mano la propagandata alta efficienza dell'induzione va alquanto ridimensionata.

Supponiamo un consumo di 275 kWh/anno per un ripiano cottura elettrico con tecnologia "arretrata" (consumo circa allineato con la statistica europea di 1300 litri fatti bollire all'anno e a ripiano cottura)
Se passiamo all'induzione risparmiamo 44 kWh/anno. Al prezzo di 0,24 euro/kWh (IVA e accise comprese) sono 10,55 euro/anno. Il risparmio in 12 anni, circa 125 euro, forse arriva a malapena a coprire l'extra costo di acquisto dell'induzione.

Per il gas il documento Ecodesign Impact Accounting, dicembre 2015, assunto a riferimento dalla Commissione Europea, pone un "fattore di allineamento" di 147,3 Wh/kg per il raffronto gas contro elettrico. Come dire che fornelli a gas moderni, con efficienze medie certificate del 58% sono "equivalenti", come energia termica del gas consumato, a una piastra elettrica che consuma 254 Wh/kg. Il gas mangia quasi la metà in più di energia di una piastra a induzione! Ma il costo del gas (IVA e accise comprese) è minore di 0,075 euro/kWh in tutte le regioni italiane, ossia meno di un terzo dell'energia elettrica.

Quindi meglio il gas per cucinare, se già lo si usa per riscaldare la casa. Meno conveniente invece (costo fisso annuo di 97-110 euro a seconda delle regioni) se usato solo per la cucina. Ma è anche vero, qualora occorra disporre di più di 3 kW di potenza elettrica, che gli extra costi fissi addebitati aumentano di 80 euro/anno. Alla fine, o di qua o di là, si paga lo stesso.

Riflessioni

L'articolo offre diversi spunti per una riflessione generale sull'uso dell'energia nella vita quotidiana. Prima di tutto una riflessione e precisazione sul nucleare vecchio o nuovo che sia; quando infatti si parla di questa fonte energetica quasi nessuno tiene conto del costo della dismissione dell'impianto, a titolo indicativo lo smantellamento delle centrali italiane di Trino vercellese e di Caorso costerà all'Italia oltre un miliardo di €uro per sito. Le centrali francesi sono molto più grandi di quelle italiane e non voglio pensare ai costi che dovranno accollarsi i francesi per il decomissioning. Negli USA non si costruiscono più centrali nucleari da quando il governo federale ha imposto alle compagnie elettriche private di accantonare i fondi per il decomissioning. Sicuramente l'energia è fonte di vita ma può rappresentare anche la fine della vita stessa se a breve non cerchiamo di produrla e utilizzarla con più criterio. Stiamo vivendo un periodo di cambiamenti epocali che viaggiano alla velocità della luce. Oggi si potrebbero costruire case energeticamente completamente autonome e ad altissima efficienza termica. Dove sono le menti illuminate che ci governano? Come possiamo accelerare i tempi per rendere la nostra presenza sul pianeta compatibile e sostenibile se il "Gotha" che ci governa a livello mondiale è ancora concentrato su altri business?? Avanti con le piaste a induzione, primo passo verso l'autonomia energetica. Francesco Palmieri

a metà tempo

Da noi non arriva il metano Ho il GPL. Quando ho comprato anche una piastra a induzione ho fatto la prova con la stessa pentola con la stessa quantità di acqua. Con l'induzione il tempo è esattamente a metà.

non tornerei al gas neanche se mi pagassero

mi trovo bene e certamente lo consiglio

Costi, consumi, riforma

Buonasera,
Letto questo articolo vorrei aggiungere alcune osservazioni.
Condivido la pagina interessante del sito topten del WWF che confronta vari modelli di piani ad induzione:
http://www.eurotopten.it/italiano/criteri_di_scelta/piani-cottura-a-indu...
Poi, riguardo ai costi, volevo porre l'attenzione sul 3 aspetti.
Costi, fissi e variabili marginali, cambieranno a seguito della riforma delle tariffe dell'autorità. Mi pare di ricordare di aver letto che il costo della potenza sarà circa 20-25€/kW/anno.
Il costo per kWh dell'elettricità anche dopo la riforma sarà leggermente maggiore rispetto a quello del gas (considerando le diverse efficienze). Ma diventa conveniente per chi ha un impianto fotovoltaico e magari o gode dello ssp o riesce ad autoconsumare l'energia prodotta.
Infine, i costi fissi della fornitura del gas sono molto maggiori di quelli potrebbero essere i costi di un aumento di potenza. Quindi per un piccolo appartamento che userebbe il gas solo per la cucina diventa molto conveniente.

Tuttavia rimane il fatto che un piano ad induzione costa, e costa molto cambiare le pentole.