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EU-MERCI: parte la raccolta di buone pratiche sull’efficienza energetica in Europa

Il progetto, capitanato da RSE, creerà un database di buone pratiche raccolte in diversi Paesi europei, sia tecnologiche, sia di policy, e le condividerà attraverso un consistente programma di capacity building e di diffusione con il mondo industriale e con i policy maker.

Si è tenuto oggi l’incontro per il lancio del progetto EU-MERCI, finanziato dal programma Horizon 2020, che in due anni ambisce a creare le condizioni per facilitare la realizzazione di progetti di efficientamento energetico nell’industria e favorire la predisposizione di schemi di sostegno più efficaci, tenendo conto di quanto stabilito dall’art. 7 della Direttiva 2012/27/UE per l’efficienza energetica sui regimi obbligatori di efficienza energetica.

Il progetto, capitanato da RSE, creerà un database di buone pratiche raccolte in diversi Paesi europei, sia tecnologiche, sia di policy, e le condividerà attraverso un consistente programma di capacity building e di diffusione con il mondo industriale e con i policy maker.

EU-MERCI prevede la partecipazione di un primo gruppo di partner (AEA, Carbon Trust, KAPE, RSE) in possesso di dati e informazioni sulle migliori pratiche disponibili, di un secondo gruppo (APE, BSERC, CRES, ENERO) che ha l’obiettivo di sfruttare i casi studio raccolti per agevolare la realizzazione di nuovi schemi e nuovi interventi industriali nei propri Paesi, e di un terzo gruppo in grado di diffondere a più ampio raggio i risultati del progetto (FIRE, JIN, SPES).

Le buone pratiche tecnologiche e di policy saranno raccolte, normalizzate e indicizzate, andando a popolare un database che consentirà ai soggetti interessati di ottenere le informazioni cercate.

Un altro aspetto importante sarà la validazione delle esperienze da parte di stakeholder esterni, al fine di garantirne replicabilità ed efficacia e di massimizzare l’impatto del progetto. Attraverso SPES, che raccoglie le associazioni dell’industria agroalimentare in Europa, sarà inoltre possibile il coinvolgimento di un numero allargato di Stati Membri, mettendo a punto un modello di trasferimento delle buone pratiche che potrà in seguito essere esteso ad altri settori.