Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Rischio nucleare nel cuore dell’Europa

I vessel, cioè i contenitori di acciaio che ospitano gli elementi di combustibile nucleare e l’acqua di raffreddamento ad alta pressione, di due reattori in due diverse centrali atomiche in Belgio registrano migliaia di difetti nel metallo che potrebbero indebolire pericolosamente la struttura. Ma le autorità nazionali hanno deciso di non fermare gli impianti.

Immaginate di avere una bicicletta con cui correte in mezzo al traffico per andare al lavoro. Un giorno scoprite nel suo telaio tante piccole crepe: continuereste a usarla, con il rischio che, alla prima buca, si spezzi e vi faccia cadere proprio davanti a un autobus? Probabilmente no.

Sembra invece che scoprire che il vessel di un reattore, il contenitore di acciaio che ospita gli elementi di combustibile nucleare e l’acqua di raffreddamento ad alta pressione, sia indebolito da migliaia di difetti nel metallo, non sia motivo sufficiente per fermare l’impianto.

È quanto accaduto nell’area più densamente abitata del continente che ospiti centrali nucleari, il Belgio, dove, in un raggio di 70 km intorno alle sue due centrali, abitano 9 milioni di persone. Ma andiamo con ordine.

Il Belgio produce il 60% della propria elettricità con il nucleare, grazie a 5,7 GW di potenza, suddivisa fra i 4 reattori della centrale di Doel e i tre di quella di Tihange. I reattori più vecchi di queste centrali avrebbero dovuto essere chiusi già nel 2015, ma, per “mancanza di alternative”, i belgi hanno deciso di prolungarne la vita almeno fino al 2025.

Durante un controllo di routine nel 2012, però si scoprì che il reattore 3 di Doel (entrato in funzione nel 1982, foto a lato) e quello 2 di Tihange (1983, foto in alto), mostravano all’esame ultrasonico dei loro vessel, realizzati dalla Rotterdam Drydocks, 8.000 discontinuità nell’acciaio a Doel e 2.100 a Tihange, con difetti simili a una sfogliatura del metallo, il più esteso dei quali misurava 7 centimetri.

Una cosa preoccupante per un elemento che deve contenere acqua a 350 °C di temperatura e 150 atmosfere di pressione, e dalla cui assoluta integrità dipende sia il corretto raffreddamento del nocciolo nucleare, sia l’assenza di fuoriuscita di radiazioni. Nonostante questa scoperta l’ente di controllo nucleare belga, la Fanc, diede il via libera nel 2013 alla ripartenza dei due reattori.

La ragione che l’ha convinta è il tipo di difetti riscontrati. Secondo Electrabel, che possiede le due centrali, si tratta di “hydrogen flakes”: discontinuità indotte nell’acciaio dalla presenza di idrogeno, che si infiltra nel suo reticolo cristallino e lo altera. Se l’idrogeno continua a penetrare nelle sottilissime crepe prodotte, queste si ampliano e si uniscono fra loro, finendo per “infragilire” l’acciaio, portandolo cioè dall’essere elastico al diventare rigido come vetro, mettendolo a rischio di spezzarsi.

Ma per Electrabel gli hydrogen flakes individuati a Doel e Tihange si sono formati nell’acciaio durante la fabbricazione del vessel, alla fine degli anni ‘70, e sono stati scoperti solo nel 2012 grazie ai moderni sistemi di indagine. E se quei difetti non hanno causato guai per 30 anni, se ne resteranno certo tranquilli anche per i prossimi 10.

La rassicurante spiegazione della Electrobel ha convinto la Fanc, ma non due professori di metallurgia, Wim Bogaerts dell’Università di Leuven, e Digby Macdonald dell’Università della California a Berkeley, che hanno fatto notare come durante il funzionamento un reattore sottoponga il metallo a bombardamento di neutroni, che alterano a loro volta l’acciaio, e a una ulteriore produzione di idrogeno, a causa della scissione dell’acqua causata dalla radioattività. Questo vuol dire che gli hydrogen flakes potrebbero essersi moltiplicati ed estesi nel tempo, ponendo prima o poi una minaccia all’integrità dei vessel.

Per verificarlo la Fanc decise allora di far compiere test di irradiamento di campioni di acciaio simili a quelli del vessel, in parte integri e in arte contenenti hydrogen flakes, per vedere se i neutroni potessero far progredire i difetti, rendendo l’acciaio fragile.

La misura del potenziale infragilimento è avvenuta su un frammento di generatore di vapore francese, scartato nei primi anni ‘80 perché vi si erano trovati degli hydrogen flakes, e su un pezzo non utilizzato dello stesso vessel di Tihange, ma privo di difetti.

Le prove di resistenza sui due pezzi prima dell’irraggiamento sono stati soddisfacenti: l’acciaio era ancora duttile. Ma dopo l’esposizione per alcuni mesi ai neutroni di un reattore di ricerca tedesco, il pezzo di generatore di vapore, quello con gli hydrogen flakes, è diventato decisamente più fragile.

Così nel 2014 la Fanc ha fermato di nuovo di due reattori, ha ordinato nuovi esami ad ultrasuoni e chiesto la consulenza a nove dei maggiori esperti mondiali.

Il nuovo e più sensibile esame a ultrasuoni ha prodotto pessime notizie: i difetti scoperti sono diventati 13.000 a Doel e 3.100 a Tihange, mentre il “fiocco” più esteso è risultato essere di 18 centimetri di larghezza.

Vita finita per i due reattori? Macché, la Fanc ha concesso a novembre del 2015 la luce alla Electrabel, perché i nove esperti hanno concluso che è improbabile che i neutroni e il poco idrogeno che si forma nei reattori possano far crescere gli hydrogen flakes e indebolire pericolosamente il vessel.

Ma allora perché questo è avvenuto sul frammento di acciaio con hydrogen flakes irradiato? Secondo la Fanc quel campione non è rappresentativo dell’acciaio dei vessel; per quello fa fede il  frammento privo di difetti, che è uscito inalterato dall’irraggiamento. Viene allora da chiedersi che l’abbiano fatta a fare la prova con il pezzo di generatore di vapore. E il fatto che le crepe siano aumentate in numero e dimensioni fra 2012 e 2014?

Per la Fanc è solo una illusione, creata dalla maggiore sensibilità degli apparecchi di rilevamento del 2014, ma, di nuovo, non si capisce perché allora non abbiano ripetuto la prova anche con l’apparecchiatura del 2012, per avere un risultato confrontabile.

Insomma, riassumendo, per la Fanc:

  1. I difetti sono nati come li vediamo oggi per la presenza di idrogeno durante la costruzione del vessel.
  2. Non sono stati visti durante i controlli in fabbrica perché non c’erano apparecchi abbastanza sensibili per rilevarli.
  3. Non si sono più evoluti da allora, e quindi resteranno innocui anche per i prossimi anni. Doel 2 e Tihange 3, sono quindi da considerarsi sicuri in tutte le condizioni di funzionamento.

Vi sentite rassicurati? Certo non si sono sentiti così né gli olandesi, Doel è vicina a Maastricht, né i tedeschi, che hanno Aquisgrana ad appena 60 km da Tihange.

Questi ultimi hanno mandato il loro ministro dell’ambiente a Bruxelles a chiedere un riesame congiunto della situazione, ma senza alcun risultato: mentre la UE decide sulle dimensioni delle banane, la sicurezza nucleare in Europa resta un affare esclusivamente nazionale.

E gli olandesi? Loro hanno rapidamente abbozzato: a Borssele hanno un reattore in funzione dal 1973, la cui vita è stata prolungata fino al 2023, e non gli conviene fare troppo i pignoli sulla sicurezza nucleare.

A non rassegnarsi sono invece stati i Verdi europei, che hanno chiesto a una esperta indipendente in materiali, Ilse Tweer (sulle cui qualifiche e ricerche svolte, a dire il vero, su internet non si trova nulla, se non che è coinvolta da tempo nell’attivismo antinucleare) di commentare il rapporto della Fanc.

E la Tweer ne ha tratto alcune conclusioni.

  1. La Fanc dà per scontato che si tratti di hydrogen flakes, ma questa è solo una ipotesi, che non si accorda con il fatto che questi difetti compaiano solo in due vessel, e solo in alcune loro parti, fra i vari costruiti dalla fabbrica olandese. Una spiegazione alternativa è che errori nella fase di  “cladding”, rivestimento, di alcune parti, abbiano provocato difetti nel metallo, meno benigni degli hydrogen flakes.
  2. Se questi numerosi e macroscopici difetti sono lì dal 1985, com’è possibile che non siano stati notati allora? Che fosse possibile rilevarli lo dimostra il generatore di vapore coevo, scartato per le stesse imperfezioni. Questo fa temere che i difetti nel vessel, se presenti fin dall’inizio, fossero pochi e piccoli, e siano cresciuti nel tempo in numero e dimensioni.
  3. Le prove di duttilità eseguite sui campioni dicono poco, perché fatte su acciai diversi da quelli dei vessel o privi di difetti, e che non sono stati comunque per 30 anni a contatto con acqua a 350 °C, idrogeno e radiazioni.
  4. L’aumento di numero di difetti rilevati fra 2012 e 2014 si dice essere dovuto alla strumentazione migliore: ma se è ovvio che una maggiore risoluzione individui più difetti, è strano non si sia vista la loro reale grandezza fin dal 2012. Questo non permette di escludere che già in quel breve periodo ci sia stata una loro crescita. 
  5. In ogni caso un pezzo così critico per la sicurezza, con così tante imperfezioni, sarebbe oggi (ma anche nel 1985) immediatamente scartato: non si capisce in base a cosa, invece, questi vessel possano continuare ad essere usati.

Bisogna dire che in realtà neanche la Fanc sembra essere poi così sicura che tutto sia ok a Doel e Tihange: conclude infatti dicendo che una crescita dei difetti è “improbabile”, quindi non esclusa, e che ogni tre anni bisognerà comunque ripetere le analisi ad ultrasuoni dei vessel.

«E speriamo - dice l’ingegnere nucleare Alex Sorokin, della società di consulenza InterEnergy - che questa volta usino metodi di rilevamento perfettamente comparabili con i precedenti, così da avere un quadro chiaro dell’evoluzione del problema. Quanto alla decisione di far ripartire i reattori, siamo all’interno di una “zona grigia” in cui si devono fare valutazioni probabilistiche sulla sicurezza di un impianto, in assenza di dati certi. In questi casi si può essere più o meno rigidi, a seconda di come si interpretano gli indizi a disposizione. Certo, nel caso del nucleare, vista l’entità dei danni in caso di incidente, si dovrebbe sempre propendere per la massima prudenza, ed è sconcertante che si permetta di continuare a usare un elemento del reattore così pieno di difetti».

Ammesso che il vessel sia veramente indebolito, cosa potrebbe farlo cedere?

«La situazione più rischiosa sarebbe un’improvvisa discesa della temperatura nel reattore da 350 a meno di 100 °C. Lo shock termico renderebbe fragile l’acciaio difettoso, che potrebbe fessurarsi sotto la pressione presente nel reattore. Questo si può verificare in caso di incidente con perdita di acqua di raffreddamento: in questi casi si deve procedere all’immissione nel reattore di acqua fredda», ci dice Sorokin.

E che succederebbe se un vessel si dovesse rompere? Sulla piattaforma di petizioni online  Avaaz.org è circolata una richiesta, firmata da 880mila persone, per il blocco dei due reattori, per, dicono, ”evitare una nuova Chernobyl”.

«No, non esageriamo - spiega l’ingegnere - il reattore di Chernobyl era intrinsecamente insicuro, circondato da tonnellate di infiammabile grafite e privo di guscio di contenimento in cemento intorno al reattore. Anche uno scenario tipo Fukushima è improbabile: lì il raffreddamento è venuto a mancare per decine di ore, portando alla fusione del nocciolo. Probabilmente se il vessel di uno di questi reattori belgi cedesse, comincerebbe a perdere vapore radioattivo, che finirebbe però nel contenitore esterno in cemento, dove verrebbe fatto condensare. Probabilmente si eviterebbero fuoriuscite radioattive, ma la situazione sarebbe certamente molto grave, anche per la difficoltà di avvicinarsi al reattore lesionato e metterlo in sicurezza, svuotandolo dal combustibile».

E il fatto che siamo qui a discutere che questo possa, anche se improbabilmente, avvenire nel cuore più popoloso d’Europa, è francamente un’ipotesi che non credevamo di dover mai contemplare.

Alcuni documenti (pdf):





Commenti

ma siamo al paradosso robi....santissima pazienza

Io ho detto fiocchi perchè se ce la facessi a ragionare invece che criticare per criticare...ho premesso "l'articolo dice fiocchi", capisci? ora se anziché scadere nel ridicolo ragionassi, potresti immaginare cosa si intendeva no? un difetto a forma di fiocco.

ma l'assurdo arriva con QUELLO CHE DICI ROBERTO kersevan, TI CRITICHI DA SOLO.

prima critichi l'articolo dicendo robertok06 - 15/02/2016 - 21:01
"18 cm di LARGHEZZA"??... e vorresti pure esser preso sul serio"

QUINDI INTENDI DIRE CHE NON E' VERO CHE ESISTE UN DIFETTO, OD UN DIFETTO CHE POSSIAMO CHIAMARE FIOCCO.................................DI 18 CM
____________________________________________________________________________
Poi dici robertok06 - 19/02/2016 - 19:28

thousands of flaws were found with sizes up to 179 mm

"flaws" si traduce in italiano non con fiocchi ma con "difetti"

QUINDI QUI PARE CHE SOSTANZIALMENTE AMMETTI L'ESISTENZA DI UN DIFETTO, MA IL TUO PROBLEMA E' DIVENTATO CHE IL DIFETTO NON E' UN FIOCCO (che direi Codegoni chiama fiocco un difetto)MA UN VERO E PROPRIO DIFETTO.
___________________________________________________________________________

Allora dopo aver insistito per dire che non esiste nessun difetto, ti inalberi perché viene citato un difetto di 18 centimetri "che sembra un minicanion" quindi diamine è impossibile....poi ti inalberi perché esistono dei difetti ma devono essere chiamati difetti e non fiocchi, e un difetto di 18 cm non è un fiocco di 18 cm (che da non esistere esiste....) ma proprio un difetto di 18 cm. PERCHE' ADESSO IL DIFETTO esiste e va chiamato come quello che è, ovvero un difetto di 18 cm.

A me la parola difetto sembra peggio di fiocco no?

Cmq il tuo è un solo giocare sulle parole, la tua pochezza argomentativa si misura nelle tue contraddizioni. Pur di criticare, critichi te stesso.
Per questo, non ci si offende nemmeno nel leggere le tue parole, sono il nulla condito di niente. Grande roberto fiocco kersevan detto esiste-nonesiste!

@enrichetto " robi, non

@enrichetto

" robi, non averne male...ma nell'articolo si dice "fiocco", "fiocco" robi "fiocco" non crepa."

La parola inglese "fiocco" non compare da nessuna parte, enrichetto.

"E se tu, anziché il bla bla bla per fare bla bla bla, avessi letto quello che consigli di leggere, avresti trovato la stessa cosa."

L'ho letto tutto, e soprattutto l'ho capito tutto, non preoccuparti.

"per dire....thousands of flaws were found with sizes up to 179 mm

hai ragione, basterebbe leggere. fallo!"

"flaws" si traduce in italiano non con fiocchi ma con "difetti".

Quando finirai le squole elementari ed andrai alle medie potrai chiederlo alla professoressa d'inglese.

Buona notte, piccolo.

robi, non averne male...ma

robi, non averne male...ma nell'articolo si dice "fiocco", "fiocco" robi "fiocco" non crepa.
E se tu, anziché il bla bla bla per fare bla bla bla, avessi letto quello che consigli di leggere, avresti trovato la stessa cosa.

per dire....thousands of flaws were found with sizes up to 179 mm

hai ragione, basterebbe leggere. fallo!

@codegoni Dimenticavo di

@codegoni

Dimenticavo di sottolineare questa perla...

"fra cui uno di di 18 cm di larghezza, "

... WOW!... di LARGHEZZA????? un mini canyon, piuttosto che una crepa, direi!... fra un po' lo vedono anche sulle foto di google earth.

Diamine!... "18 cm di LARGHEZZA"??... e vorresti pure esser preso sul serio?

Qui...

http://www.fanc.fgov.be/fr/page/doel-3-tihange-2-indications-de-defauts-...

... notare la lista cronologica di documenti e dati... che corrobora (lo fa o no?) la famosa tesi farlocca che il nucleare civile sarebbe una tecnologia piena di segreti e decisioni prese a prescindere, senza considerare i dati, no?

...c'e' tutto quel che serve e basta sapere su questo non-problema, basta aver voglia e tempo di leggere tutto, piuttosto che perder tempo con le relazioni di esperti-non-esperti pagati da chi ha solo un'idea in testa, e cioe' fermare qualsiasi reattore di qualsiasi paese e/o tecnologia esso sia... e (parte del)le conclusioni sono queste:

"En 2014, les cuves ont fait l'objet de nouvelles inspections par ultrasons, réalisées au moyen de cette nouvelle procédure d'inspection qualifiée. Cela a permis de détecter environ 60% de défauts de plus que lors de l'inspection précédente, grâce à l'abaissement des seuils de détection. Il a en outre été constaté une augmentation de la longueur moyenne et maximale des microbulles dans la mesure où la nouvelle méthode d'interprétation prescrivait que les microbulles situées à proximité les unes des autres devaient être considérées comme une seule et même microbulle de plus grandes dimensions.

Une analyse des résultats des inspections par ultrasons de 2012 et 2014, pour lesquelles ont été utilisées les mêmes méthodes d'interprétation et seuils de détection, indique cependant que le nombre de microbulles d'hydrogène n'a pas augmenté et que leur taille n'a pas évolué entre 2012 et 2014."

... e in particolare questo:

"Novembre 2015 : l'AFCN donne son feu vert au redémarrage de Doel 3 et Tihange 2

Sur base de sa propre analyse et des rapports des différents groupes d'experts, l'AFCN conclut qu'il ne subsiste aucun élément de nature à empêcher un redémarrage des réacteurs de Doel 3 et Tihange 2.
Electrabel a pu démontrer que les résultats inattendus des tests de mars 2014 s'expliquaient probablement par les propriétés spécifiques du matériau de l'échantillon utilisé. Les tests réalisés sur les échantillons de matériau présentant des microbulles d'hydrogène et sur le matériau des cuves mêmes ont révélé qu'une irradiation prolongée n'avait pas d'impact anormal sur les propriétés mécaniques des cuves de Doel 3 et Tihange 2.

L'intégrité structurelle des cuves de Doel 3 et Tihange 2 est conforme aux normes de sûreté imposées et la présence de microbulles d'hydrogène n'a pas d'impact négatif sur la sûreté des centrales."

Punto e a capo. Poi, se tu/voi vuoi/volete andare a fare le catene umane davanti alle centrali, far volare droni, atterrare con parapendio, o anche tirar colpi di rocket-propelled grenade come vostri accoliti hanno fatto ai bei tempi della costruzione di Superphenix...

https://en.wikipedia.org/wiki/Cha%C3%AFm_Nissim

... beh, fatelo pure... non cambiera' di una virgola le conclusioni SCIENTIFICHE, basate su fisica e ingegneria note, del rapporto della FANC.

Saluti, e alla prossima.

@alessandro codegoni "Gentili

@alessandro codegoni

"Gentili Arnò e RobertoK, la vicenda riportata in questo articolo è estremamente tecnica e complessa, e io ho fatto del mio meglio nel riportare, sintetizzandolo, quanto accaduto e le conclusioni alle quali le varie parti sono arrivate."

No. Hai solo riportato le conclusioni della Tweer. Le conclusioni di FANC e Electrabel le hai solo sintetizzate lasciando fuori le parti fondamentali, cioe' il perche' abbiano deciso di far ripartire i reattori.
In particolare non hai tenuto conto delle conclusioni degli esperti VERAMENTE indipendenti di Oak Ridge.

Il tuo racconto non e' che sia sbagliato, e' romanzato, che e' peggio. Sposi le tesi farlocche degli "esperti indipendenti" pagati dalla setta anti-nucleare dichiarata GreenPeace, esperti che ipotizzano che la pressione all'interno dei flakes possa salire a 100 e piu' bar di pressione... come dire che gli "esperti" non sanno neanche cosa sia la legge di Henry... roba da esame di Ingegneria Nucleare 1 al corso triennale di universita'.

"Invece di difendere a spada tratta l'industria nucleare, che in passato ha anche dato prova di incredibile superficialità, sarebbe stato più interessante se aveste dato una risposta alle obiezioni della Tweer, che mi paiono abbastanza sensate."
L'industria nucleare occidentale non ha dato prova di alcuna superficialita'... gli RBMK di Chernobyl non hanno nulla a che fare con i PWR occidentali e l'incidente di Fukushima e' avvenuto a causa di un cataclisma che nessuno aveva previsto... vedasi quasi 20 mila morti causati dallo tsunami nei villaggi circostanti... cosa gia' discussa con te mille volte... ma fai finta di non saperlo.

"Io ho contattato ricercatori degli enti di controllo nucleare belgi, per avere una loro opinione su quanto la Tweer ha scritto in quel rapporto, ma nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni."
E' normale: per le persone con un minimo di competenza le risposte a qualsiasi domanda che abbia a che fare con scienza e tecnologia nucleare sono gia' scritte nei numerosi rapporti redatti da Electrabel (o enti da loro utilizzati), rapporti vidimati dall'agenzia per la sicurezza nucleare belga, con accordo di quella francese e degli esperti di Oak Ridge e del comitato internazionale che ha dato la green light alla ripartenza... per quelli senza un minimo di cultura in materia e che hanno dei preconcetti ideologici non c'ee nulla da fare, quindi perche' perder tempo a rispondergli?

"Quindi, se ci volete provare voi, invece di prendervela con QE perchè riporta quanto accaduto, accomodatevi.
In particolare:
1) A voi pare credibile che 13.000 hydrogen flakes, fra cui uno di di 18 cm di larghezza, non siano stati notati nel vessel quando era ancora in fabbrica e si potevano fare controlli approfonditi e ravvicinati?"

Si. Stiamo parlando di 40 e passa anni fa... la tecnologia diagnostica e' evoluta in maniera quasi impensabile (all'epoca).

"2) Un pezzo con così tante imperfezioni oggi sarebbe montato in una centrale?"
Se piu' di 1500 test termo-meccanici su campioni di materiale analogo passano i parametri di resistenza... si, si montano comunque.
La "testa" dell'RPV dell'EPR di Flamanville, ed anche uno di quelli di Taishan (ma potrei sbagliarmi, cito a memoria) sarebbero affetti da difetti di altro tipo (alto tenore di carbonio)... EDF ha fatto dei tests di resistenza e pare che siano OK... quindi non vedo perche' non utilizzare il componente.

"A me, come a voi, pare impossibile che in Europa si faccia funzionare un reattore nucleare che non sia più che sicuro. Quindi tendo a fidarmi della competenza e buona fede di chi ha fatto i controlli."
??? A leggere le cose che hai scritto, le conclusioni e la chiosa finale, direi che sia proprio il contrario!... che NON tendi a fidarti della competenza di chi ha fatto i controlli... senno' perche' avresti scritto frasi come questa?...

"E che succederebbe se un vessel si dovesse rompere? Sulla piattaforma di petizioni online Avaaz.org è circolata una richiesta, firmata da 880mila persone, per il blocco dei due reattori, per, dicono, ”evitare una nuova Chernobyl”."

... dove citi, per supportare la fobia anti-nucleare, la "piattaforma di petizioni online"...!!!! ... che scrive amenita' come questa:

"One of the ageing reactors suffered a fire and explosion weeks ago"

... "dimenticando" di dire che l'esplosione e' avvenuta nella parte NON nucleare della centrale, esattamente come potrebbe avvenire al trasformatore di, chesso'?... una gande centrale eolica o FV?

Dov'e' la credibilita' della "piattaforma"????
E' una piattaforma estrattiva di fobie irrazionali, nulla piu'.

"D'altra parte, a differenza vostra che parete impermeabili ad apprendere dal passato, non possono non ricordare che lo stesso si tendeva a dire del Giappone, ma la vicenda di Fukushima, purtroppo, ci ha ricordato che quando sono in ballo centrali vecchie, quindi "cash cow" che generano enormi profitti perchè ormai completamente ammortizzate, e in cui si è riluttanti a fare grandi investimenti perchè "tanto fra un po' si chiudono", le ragioni del profitto tendono a sovrapporsi e certe volte a sopravanzare quelle della sicurezza."

Ripeto: l'entita' dello tsunami giapponese NON era stata prevista da nessuno... prova ne e' che 20 mila cittadini giapponesi sono spariti nel nulla, inghiottiti dalle onde, senza che le decine e decine di sindaci e amministratori locali avessero fatto alcunche' per evitarlo... se tutti sapevano (come chiosa il mantra anti-nucleare) che un'onda di tsunami di quell'altezza sarebbe stata possibile perche' han lasciato vivere la gente senza protezione adeguata?

Il fatto e' che nessun tipo di reattore presente o futuro ti/vi andra' mai bene, tu/voi vuoi/volete solo che il nucleare sparisca dalla faccia della terra, e sia sostituito da pannellini e turbinette che per ben piu' di meta' del tempo non producono nulla. Posso solo augurarti/vi di averla vinta e essere obbligati a passare il resto della tua/vostra vita vivendo come si faceva nell'800... con annessi e connessi.

Riprova.
Speriamo non sia questo uno di quei casi."

Roberto oramai

per insultare, devi renderti più ridicolo che mai.
Quindi passi da uno che difende delle tesi che non condivido, ad una macchietta, che difende il nucleare a favore del clima, ed insulta contemporaneamente chi dice che il clima cambia.....
Il tuo essere un nonsense, un leone da tastiera, non solo rende illeggibili le tue non-argomentazioni ossessivamente ripetute.
Sopratutto, fa l'effetto opposto a quello che vorresti.
Quanto ai morti, su cui almeno dovresti avere rispetto, ti segnalo che il governo giapponese sta risarcendo le famiglie.
Ma tu vai pure avanti così!.

Gentili Arnò e RobertoK, la

Gentili Arnò e RobertoK, la vicenda riportata in questo articolo è estremamente tecnica e complessa, e io ho fatto del mio meglio nel riportare, sintetizzandolo, quanto accaduto e le conclusioni alle quali le varie parti sono arrivate.
Può darsi che ci siano delle inesattezze nel racconto, ma non credo nulla di così grave da stravolgere l'essenza degli avvenimenti.

Invece di difendere a spada tratta l'industria nucleare, che in passato ha anche dato prova di incredibile superficialità, sarebbe stato più interessante se aveste dato una risposta alle obiezioni della Tweer, che mi paiono abbastanza sensate.
Io ho contattato ricercatori degli enti di controllo nucleare belgi, per avere una loro opinione su quanto la Tweer ha scritto in quel rapporto, ma nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Quindi, se ci volete provare voi, invece di prendervela con QE perchè riporta quanto accaduto, accomodatevi.
In particolare:
1) A voi pare credibile che 13.000 hydrogen flakes, fra cui uno di di 18 cm di larghezza, non siano stati notati nel vessel quando era ancora in fabbrica e si potevano fare controlli approfonditi e ravvicinati?
2) Un pezzo con così tante imperfezioni oggi sarebbe montato in una centrale?

A me, come a voi, pare impossibile che in Europa si faccia funzionare un reattore nucleare che non sia più che sicuro. Quindi tendo a fidarmi della competenza e buona fede di chi ha fatto i controlli.

D'altra parte, a differenza vostra che parete impermeabili ad apprendere dal passato, non possono non ricordare che lo stesso si tendeva a dire del Giappone, ma la vicenda di Fukushima, purtroppo, ci ha ricordato che quando sono in ballo centrali vecchie, quindi "cash cow" che generano enormi profitti perchè ormai completamente ammortizzate, e in cui si è riluttanti a fare grandi investimenti perchè "tanto fra un po' si chiudono", le ragioni del profitto tendono a sovrapporsi e certe volte a sopravanzare quelle della sicurezza.

Speriamo non sia questo uno di quei casi.

"la sicurezza nucleare in

"la sicurezza nucleare in Europa resta un affare esclusivamente nazionale"

Giusto, sono perfettamente d'accordo... l'alternativa sarebbe dare tutto in mano all'ennesimo "esperto di energia" dell'EU, laureato in lettere o economia se va bene.
L'approvvigionamento e la produzione di energia sono una materia troppo importante per lasciarla nelle mani di politici inetti: prima ve ne farete una ragione meglio sara'.

R.

@Fernando Arno' "Prima di

@Fernando Arno'

"Prima di scrivere abbiate l'accortezza di stare attenti a cosa scrivete e come..."

Ma scherzi? Qui su QualeFilosofia sul nucleare lasciano solo scrivere articoli di fantascienza, come questo... o come quello di altri "esperti nucleari" che prevedevano, per fare un esempio, decine di migliaia di morti a causa di Fukushima... tipo questo...

http://www.qualenergia.it/articoli/20120309-centrale-nucleare-fukushima-...

Sono passati 5 anni dall'incidente e la casella "morti" e' ancora a zero, con grande dispiacere dei signori "esperti".

Cambiare esperti no, pero', perche' la linea editorial-ideologica e' chiara e riassunta con lo slogan "nucleare no senza se e senza ma, neanche davanti all'evidenza"... evidenza come questa per esempio:

http://pubs.giss.nasa.gov/abs/kh05000e.html

"Using historical production data, we calculate that global nuclear power has prevented an average of 1.84 million air pollution-related deaths and 64 gigatonnes of CO2-equivalent (GtCO2-eq) greenhouse gas (GHG) emissions that would have resulted from fossil fuel burning."

Buona lettura.

Solito modus operandi degli

Solito modus operandi degli articoli anti-nucleari su questa testata... si riporta l'opinione dell'"esperta in materiali" Tweer (della quale non si trova notizia su internet come studiosa) con dovizia di punti salienti della sua contro-analisi... ma si omette di commentare cose come questa... copio e incollo da uno dei documenti linkati della FANC:

"A renowned US laboratory, the Oak Ridge National Laboratory, was requested to provide a fully independent advice.

ORNL performed a complete evaluation of the material properties and structural integrity assessment, to identify possible errors and to validate the results of the Licensee Safety Cases.

ORNL provided its own structural integrity calculations performed with codes and modelling tools different from the ones used by the Licensee. ORNL concluded that the structural integrity of Doel 3 and Tihange 2 is confirmed under all design transients with ample margin."

... cioe' si fa passare il messaggio subliminale che sia la auto-nominatasi contro-esperta dei verdi europei quella da ascoltare, piuttosto che i veri esperti di un laboratorio dove le tecnologie nucleari sono nate, Oak Ridge.

I miei complimenti all'autore per la sua oculata scelta... CLAP!... CLAP!... CLAP!... la dice lunga sul vero motivo per scrivere questo articolo.

R.

Wow, Alessandro!...

Wow, Alessandro!... Fantastico l'esempio/analogia della bicicletta, mi mancava nella lista di baggianate anti-nucleari, veramente.
Grazie.