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ANEV denuncia la politica poco lungimirante del Governo su rinnovabili ed eolico

Appena 295 i MW di nuova potenza eolica installati in Italia nel 2015, si lamenta l'ANEV, l'associazione di settore. Dal 2012 persi 11mila posti di lavoro. Dura critica al MiSE sul ritardo del decreto rinnovabili, oltre che per i suoi contenuti contradditori con gli obiettivi climatici assunti dal paese.

Prosegue la grave crisi del settore eolico in Italia e anche l’installazione di 295 MW di nuova potenza eolica nel 2015 sancisce il crollo di un’industria solida, con conseguenze drammatiche su occupazione e sviluppo. E’ quanto scrive in un comunicato ANEV, l’associazione di categoria dell’eolico. Il dato di 295 MW, facciamo notare, è diverso da quello fornito da una rielaborazione di Anie Rinnovabili su dati Gaudì che parla di 339 MW eolici installati a fino al 30 novembre 2015.

Secondo ANEV, le aziende del settore sono costrette a fuggire all’estero o a chiudere perché non in grado di sopravvivere in un settore penalizzato.

Si è passati – spiega l’associazione - da circa 37.000 occupati nel 2012, ai 34.000 nel 2013, ai 30.000 del 2014 e ai 26.000 nel 2015. Il calo è ingiustificabile se riferito ad un settore che invece al 2020 dovrebbe impiegare oltre 40.000 addetti per arrivare ai 67.000 occupati che si avrebbero se si raggiungesse l’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni e di incremento delle rinnovabili al 2020.

Il ritardo del Ministero dello Sviluppo economico nell’adozione del DM Rinnovabili non fotovoltaiche è di oltre un anno come già denunciato da ANEV. La scadenza per la sua emanazione era prevista a fine dicembre 2014. Dopo un anno si è ancora in attesa del provvedimento, che riguarda lo sviluppo di impianti per gli anni 2015 e 2016.

Ora, spiegano dall’ANEV, anche uscisse subito, oltre la metà della sua efficacia non potrebbe svolgersi in quanto è già passato il periodo di applicazione. ANEV chiede comunque l’immediata emanazione del DM Rinnovabili non fotovoltaiche.

Un tale atteggiamento da parte delle istituzioni è scandaloso e sintomatico del totale disinteresse per temi di notevole urgenza, come l’ambiente e i cambiamenti climatici, che rende vana ogni parola spesa in occasione della COP21 di Parigi, dove l’Italia ha preso degli impegni per la riduzione delle emissioni clima alteranti al cospetto del consesso mondiale. 

Le contraddizioni di questo Governo sono inoltre evidenti, si legge nel comunicato:nella bozza nel DM Rinnovabili si fa un regalo agli inceneritori con una tariffa incentivante molto significativa, mentre vengono penalizzate le tecnologie come l’eolico che subiscono tagli eccessivi. Non solo, ma nel DL Stabilità è stata concessa una proroga del periodo di incentivazione per i vecchi impianti a biogas, a scapito di tecnologie più moderne e pulite come l’eolico”.