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Sbilanciamenti, bocciato il ricorso Anev contro la delibera 522/2014

Per il Tar la delibera 522 del 2014 dell’Autorità per l'Energia non discrimina tra le varie fonti, anche se l'esclusione dei consumatori dagli oneri socializzati è una scelta dell'Aeegsi, non un obbligo.

Sull'ultima delibera Aeegsi in tema di oneri di sbilanciamento per le rinnovabili, il Tar Lombardia ha dato ragione all'Autorità per l'Energia, respingendo il ricorso di Anev e di otto operatori dell'eolico. La delibera 522/2014 eliminava la discriminazione tra le diverse fonti e, dunque, rispetta le precedenti sentenze.

"Il principio di non discriminazione - si legge nella sentenza (in allegato in basso) - è rispettato dalla deliberazione impugnata in quanto i produttori da fonti non programmabili partecipano in modo diverso (tra loro e rispetto ai produttori da fonte programmabile) ai costi, in relazione al tipo di fonte e alla sua programmabilità". Ciò "non è un ritorno all'equiparazione tra fonti programmabili e non programmabili, in quanto ogni produttore da fonte non programmabile partecipa in modo diverso".

Il Tribunale amministrativo afferma, inoltre, che non è possibile ritenere che le sentenze sulla precendente delibera 281/2012 "abbiano previsto che la socializzazione debba avvenire tra produttori da fonte non rinnovabile e consumatori, in quanto così si perderebbe la necessaria distinzione per tipo di fonte".

D'altra parte, concludono i giudici, "non è neppure fondata la tesi affermata dall'Autorità secondo la quale dalle sentenze si desumerebbe il principio secondo il quale la socializzazione dei costi non potrebbe coinvolgere i consumatori. Infatti, il principio di non discriminazione è stato applicato dalle sentenze solo al rapporto tra produttori (da fonte programmabile e non programmabile) e non tra produttori e consumatori. In quest'ultimo rapporto, infatti, la differente posizione degli uni rispetto agli altri impedisce di instaurare un giudizio sulla violazione del principio di uguaglianza".

Ne consegue che "l'esclusione della partecipazione agli oneri di dispacciamento da parte dei consumatori è una scelta discrezionale dell'Autorità, che non può essere contestata in questa sede in quanto non imposta dalle sentenze ottemperate".