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FREE, altro colpo basso del governo alle rinnovabili

Il Governo vorrebbe eliminare le esenzioni dai pagamenti degli oneri di sistema per la quota di energia autoconsumata con i SEU. A questo si aggiunge la chiusura ai sistemi di distribuzione chiusa (SDC). Per FREE la posizione del Governo, senza una strategia climatica, è sempre meno comprensibile.

Il Governo si prepara ad assestare un altro colpo basso alle rinnovabili, in questo caso parliamo della possibilità che vengano eliminate le esenzioni dai pagamenti degli oneri di sistema per la quota di energia autoconsumata, il tutto ricade nella normativa SEU, vale a dire dei Sistemi efficienti di utenza. Stessa sorte negativa per i Sistemi di distribuzione chiusa (Sdc), nella costruzione di nuovi grandi edifici, a cui sono stati imposti una serie di vincoli che ne rendono difficile la realizzazione (vedi QualEnergia.it).

È quanto si legge in un comunicato del Coordinamento FREE, Fonti rinnovabili ed efficienza energetica, che raggruppa 30 associazioni del settore.

“Quella del Governo – spiega FREE - è una posizione sempre meno comprensibile alla luce della crescente competitività delle tecnologie verdi, come segnala del resto l’evoluzione del contesto internazionale. Lo scorso anno, malgrado il crollo dei prezzi del petrolio, del gas e del carbone, gli investimenti globali nelle fonti rinnovabili sono infatti ulteriormente aumentati, arrivando a 329 miliardi di dollari. Una tendenza che è destinata peraltro a continuare, considerati gli ambiziosi obiettivi indicati alla Conferenza sul Clima di Parigi”.

Per FREE, proprio gli esiti della COP21, porteranno ad innalzare a marzo l’obiettivo europeo al 2030 per le rinnovabili, 27% dei consumi una percentuale che comporta che il 45-50% della domanda elettrica dell’Unione europea sia da fonte pulite fra 15 anni. L’Italia dovrà dunque riprendere la corsa delle rinnovabili, bloccata negli ultimi anni. Sul versante elettrico poi il maggiore contributo verrà dal fotovoltaico, che dovrà almeno triplicare l’attuale livello delle nuove installazioni di 300 MW/anno, seguito poi dall’eolico.

“Riteniamo dunque necessario – conclude il comunicato - che l’Italia avvii una riflessione seria e di ampio respiro, partendo dalle indicazioni della Conferenza di Parigi, per definire una strategia climatica in grado di orientare le strategie energetiche, industriali, dei trasporti, dell’edilizia e dell’agricoltura del paese. Guardando al futuro e non al passato".