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Riforma della bolletta elettrica: lo scontro tra Autorità e Parlamento

L'Autorità per L'Energia risponde alle critiche dei presidenti delle Commissioni Ambiente sulla riforma delle tariffe domestiche: “elimina sussidi incrociati e sposterà i consumi sull'elettrico”. Ma i parlamentari ribattono: “penalizza l'autoconsumo da fonti rinnovabili senza aumentare l'efficienza energetica”.

Sulla riforma della bolletta elettrica per gli utenti domestici continuano a essere inconciliabili le visioni di Autorità per l'Energia e Parlamento. Dopo le critiche ai cambiamenti previsti dal regolatore dei presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato, Ermete Realacci e Giuseppe Francesco Maria Marinello, arriva la risposta dell'Authority, che però non convince i parlamentari.

La riforma

I tratti fondamentali della revisione delle tariffe dovrebbero essere noti ai lettori si QualEnergia.it (qui l'ultimo dco): fine della tariffa progressiva e spostamento di parte degli oneri sulla componente fissa. Conseguenze evidenti: chi ha consumi alti pagherà di meno mentre risparmiare energia elettrica sarà meno conveniente.

Parlando di tecnologie per l'energia pulita ciò significa che si avranno risparmi maggiori dotandosi di pompe di calore, piani cottura ad induzione e di tutte quelle soluzioni che spostano i consumi dal gas al vettore elettrico, mentre calerà nettamente la convenienza dei sistemi per autoprodurre e autoconsumare elettricità, quali fotovoltaico, cogenerazione e sistemi di accumulo (qui i come cambierebbero i conti per un impianto FV).

La riforma è ancora work in progress e la sua versione definitiva è prevista per novembre. Sarà applicata con cambiamenti graduali, per essere completata, a seconda delle diverse tempistiche proposte, tra il 2016 e il 2018. Intanto, come anticipato, le proposte dell'Aeegsi stanno ricevendo forti critiche.

Le critiche

Oltre alle diverse associazioni consumeriste e ambientaliste (Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, Italia Solare, Kyoto Club, Legambiente, WWF), nelle settimane scorse avevano preso posizione contro la riforma, così come disegnata, anche i presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato.

"La proposta di riforma delle tariffe di rete e delle componenti tariffarie a copertura degli oneri di sistema per i clienti domestici così come formulata – scrivevano in una lettera all'Autorità inviata il 22 settembre Realacci e Marinello - rischia di favorire un uso meno efficiente dell’energia, con conseguente aumento delle emissioni e delle bollette, un risultato in contraddizione con gli impegni di riduzione delle emissioni assunti dall’Italia a livello internazionale che peserebbe sul Paese in vista della prossima Cop21 di Parigi".

“Eliminando la progressività sugli oneri di rete e di sistema - si aggiungeva - si riduce nettamente la convenienza degli impianti di autoconsumo con il risultato di disincentivare il ricorso alle rinnovabili e all’efficienza energetica in edilizia e di premiare chi consuma di più”.

La replica Aeegsi

Critiche respinte dall'Autorità, che nella risposta a Realacci e Marinello (in allegato in basso), spiega come l'eliminazione della progressività miri a cancellare la distorsione del "sussidio incrociato" – cioè che chi consuma tanto paga anche per chi ha consumi bassi - che vale "circa 1 miliardo di euro all'anno".

Riguardo all'impatto della riforma sui consumi di elettricità, e quindi sul presunto incentivo agli sprechi, il regolatore fa notare che il consumatore è sensibile solo al costo medio della bolletta e non è in grado di percepire le variazioni marginali, soprattutto se per scaglioni. La riforma inoltre sottolina il regolatore,  punta a "liberare il potenziale di installazione di apparecchiature elettriche efficienti oggi frenate dagli eccessivi costi", cioè le pompe di calore elettriche e le altre tecnologie per spostare i consumi sul vettore elettrico.

Rispondendo all'accusa di voler penalizzare l'autoconsumo, l'Autorità afferma che, al contrario, questo sarà favorito dal maggiore utilizzo di apparecchiature elettriche al posto di altri sistemi alimentati da fonti fossili (metano, benzina e gasolio). Ricordando, peraltro, come oggi il 60-70% dell'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici italiani finisca comunque in rete, visto che "il 90% dei clienti dotati di tali impianti di autoproduzione continua a cucinare, scaldarsi, produrre acqua calda e muoversi con fonti fossili".

La contro-repica dei presidenti

Argomenti che non convincono i presidenti delle due Commissioni Ambiente. L'Autorità – scrivono in una contro-replica (allegato in basso) - “assume come obiettivo prioritario della sua proposta di riforma l’aumento dei consumi elettrici, presentato come bene in sé . Ma dobbiamo ricordare che – pur essendo in presenza del boom delle rinnovabili e pur riconoscendo i vantaggi futuri del vettore elettrico – ancora oggi la produzione elettrica è per gran parte garantita dalla combustione di fossili”.

Continuano i presidenti: “Tutta la proposta di riforma, ammette poi l’Autorità, è nel migliore dei casi neutra dal punto di vista dell’incentivazione dell’efficienza che dovrebbe invece essere centrale nella nuova tariffazione, così come previsto dalle norme, insieme alla tutela delle fasce più deboli della popolazione”. Questo perché “si citano come effetti della riforma degli elementi – ad esempio, la diffusione di tecnologie più efficienti o della etichettatura energetica – che in realtà sono dati di contesto, in buona parte esogeni rispetti alla riforma stessa”.

Ma “il punto più debole” della risposta dell'Aeegsi è sulla penalizzazione dell’autoconsumo da rinnovabili: l’Autorità, si osserva, non affronta il problema della retroattività della riduzione dell’esenzione del pagamento degli oneri finora previsto. “È chiaro che passando da un’esenzione del pagamento degli oneri sul 95% dell’energia ad un’esenzione sul 70% le attuali configurazioni ci perdono”.

"Ci auguriamo che queste nostre considerazioni – conclude la contro-replica - possano essere tenute in adeguato conto nel definire i modi e i tempi del percorso di riforma delle tariffe, anche perché sono in sintonia con le volontà espresse dal Parlamento".





Commenti

Tutta la materia che ci

Tutta la materia che ci circonda è costituita da ELETTRONI che si MUOVONO attorno al nucleo, ma questo FENOMENO FISICO non provoca l'USURA DELLA MATERIA!.
Allo stesso modo il flusso di ELETTRONI che scorre in un conduttore non USURA il materiale (rame, alluminio ecc..) di cui è costituito il CAVO (se dimensionato adeguatamente)!

I costi di rete NON SONO legati alle modalità con cui si produce l'energia (combustibili fossili o fonti rinnovabili). Speriamo che in futuro sia tutta rinnovabile :-)

I costi di rete non sono opinioni personali, non sono né pochi ne ABNORMI; sono semplicemente il costo totale suddiviso fra tutti gli utenti. Se qualcuno paga di MENO significa che qualcun altro pagherà di più!

Si possono trovare tanti criteri diversi di ripartizione, ma se devono rispecchiare i COSTI REALI è doveroso che siano imputati in natura FISSA (come avviene nella gran parte del resto del MONDO!) e non in base ai kWh trasportati.

La rete elettrica è

La rete elettrica è IMMOBILE....
a parte miliardi di elettroni che ci scorrono alla velocità della luce.

Ora
(la quota fissa sulla potenza impegnata si paga da sempre....) si sta "correggendo"
(aumentandola in modo ABNORME)un modo SCORRETTO di imputare i costi di rete...
SCORRETTISSIMO, soprattutto se vendi combustibili fossili!

Le "ore di lavoro" per un

Le "ore di lavoro" per un motore sono un parametro a dir poco FONDAMENTALE per misurare lo stato di USURA. Quando si progetta un motore si sa già a priori quanti km sarà in grado di fare. Le case automobiliste SONO TENUTE PER LEGGE a garantire determinati standard.
Il motore ha "PARTI MECCANICHE IN MOVIMENTO" questo ne genera l'usura dei suoi componenti. Le ore di lavoro sono un driver appropriato che riflette i costi di manutenzione/sostituzione dei vari pezzi (quindi COSTI VARIABILI).
La rete elettrica è IMMOBILE, i conduttori possono essere assimilati a MATERIE PRIME (rame, alluminio, ecc..). Se si prendono 2 conduttori identici (correttamente dimensionati in termini di sezione) e li si mettono "sotto vuoto", questi a distanza di un anno presenteranno lo stesso stato di USURA (condizione CHIMICO-FISICA) indipendentemente se sono transitati più o meno kWh.
I componenti della rete elettrica si USURANO per gli agenti ATMOSFERICI ESTERNI (pioggia, vento, umidità, salinità) o SOVRACCORENTI (guasti).
Nella stragrande maggioranza dei paesi industrializzati del mondo DA SEMPRE (da ben prima del fenomeno rinnovabili, fotovoltaico, ecc.) per la remunerazione dei costi di rete si sono utilizzati i COSTI FISSI (punto di misura, livello di tensione, potenza, ecc..) e non i kWh transitati semplicemente perché non avevo senso farlo (non rispecchiava i reali costi sostenuti in termini di manutenzione)!
Ora si sta "correggendo" un modo SCORRETTO di imputare i costi di rete.

Ovvio, anche del motore di

Ovvio, anche del motore di un'auto si specifica la potenza (kW), ma non quanti km (kWh) farà...così come è ovvio che anche la rete di distribuzione si dimensiona in base a kW e kWh, ma usura e manutenzione dipendono dall'utilizzo, ovvero kWh.

Infatti la rete di distribuzione, che esiste già da decenni, finora viene ripagata dai consumatori in base a quota fissa (kW) per potenza impegnata e variabile (kWh) per dimensionamento, utilizzo e manutenzione.

Ma da qualche anno l'energia elettrica è prodotta anche con piccoli impianti FV o eolici o risparmiata con nuove tecnologie più efficienti, i cui proprietari devono assolutamente essere penalizzati, soprattutto in modo retroattivo, per cui si deve banalmente aumentare in modo ABNORME la componente fissa a scapito della variabile.

L'usura dei componenti di una

L'usura dei componenti di una rete elettrica sono legati a diversi fattori, i principali sono gli agenti atmosferici esterni (vedasi i conduttori lungo i tralicci) e le sovracorrenti (tipicamente guasti c.t.o. o verso terra). Se c'è una temperatura talmente alta da degradare il materiale dielettrico vuol dire che quella linea è STATA DIMENSIONATA MALE ovvero non si è tenuto conto quella quantità di corrente che l'attraversa (LA POTENZA). Se soggetti a CORRENTI NOMINALI, il normale effetto joule (le cosi dette PERDITE DI RETE), non comportano assolutamente un degrado tale che possa essere imputato ai kWh transitati. Quando si compra un interruttore si trova indicato il numero massimo di manovre o la massima corrente di intervento, Non viene riportato "può trasportare al massimo x kWh di energia".
Per quanto riguarda le "utility" appare evidente che il TRENO (TRENITALIA) "se viaggia" comporta dei costi dovuti ad una serie di motivazioni tra cui l'ENERGIA consumata. Se sta fermo NO (almeno teoricamente),questo è un costo di tipo VARIABILE. Per quanto riguarda la "Rete Ferroviaria" (RFI) essa costa in termini di manutenzione sia se viaggia un treno al giorno sia se ne viaggiano 10. I costi di rete generalmente vengo imputati con "driver" di tipo FISSO!
Per quanto riguarda la riforma se i costi saranno riparti con componente FISSA (ribadisco oneri di rete non di sistema) è impossibile pagarli 2 volte perché il parametro utilizzato e il punto di misura e il livello di potenza NON quanti kWh sono stati immessi o prelevati!

""Fare paragoni con TELECOM -

""Fare paragoni con TELECOM - FS - AUTOSTRADE solo perché si tratta di "Utility" non ha senso per 2 motivi: 1) perché si tratta di un bene di tipo completamente diverso....""
comunque legato direttamente al consumo di energia elettrica da parte degli utenti, in particolare, di FS e Telecom

""Enel Energia non ha nulla a che vedere con Enel Distribuzione..."" a parte il nome Enel....

Enel distribuzione paga rete e manutenzione con gli oneri pagati in bolletta dai consumatori, non da Enel Energia, che ha lo stesso ruolo del produttore di energia FV o eolica o a biomasse (difficile da ipotizzare dopo qualche secolo di energia centralizzata...suggerisco di investire in un impianto FV e provare
a cambiare punto di vista).

La rete presenta LO STESSO COSTO per mantenerla funzionante sia che vengano trasportati milioni di kWh piuttosto che poche decine....

Suggerisco di accendere il forno elettrico per cucinare un pollo. Se lo tengo acceso per un minuto e tocco i fili elettrici li troverò freddi, ma se lo tengo acceso per oltre un ora, i fili saranno più caldi.
Senza entrare troppo nel tecnico, la rete è fatta essenzialmente da conduttori e interruttori che vengono dimensionati, sostanzialmente in base ad una semplice formula, ovvero l'ENERGIA (kWh) che passa in un conduttore deve essere inferiore alla sezione (al quadrato) del conduttore moltiplicata per una costante che dipende dal materiale del conduttore.
La sezione di un conduttore (al quadrato), che significa COSTO (al quadrato), deve evitare surriscaldamento, aumento di temperatura, deterioramento..., pertanto è ovviamente ANZITUTTO l'ENERGIA (o POTENZA x DURATA) che attraversa la rete a causare USURA, MANUTENZIONE e SOSTITUZIONE .....ma è meglio non dirlo per non favorire, con la COMPONENTE VARIABILE della tariffa, le fastidiose energie rinnovabili e soprattutto alternative, ma ancora peggio DISTRIBUITE.

""Sicuramente però non si pagano 2 volte!...""
Il consumatore paga gli oneri sull'energia consumata prodotta da Enel e dal vicino di casa produttore (primo introito).
AEEG sostiene che anche il vicino debba pagare sulla stessa energia immessa (secondo introito). Ergo sugli stessi kWh prodotti e immessi dal vicino, gli oneri si pagano 2 VOLTE!:-)

Credo si stia facendo

Credo si stia facendo confusione tra il concetto di LAVORO(Energia) e POTENZA(Lavoro nell'unità di tempo). Uno dei fattori che influenzano il costo (ma non è l'unico) di una linea elettrica è la sezione del conduttore. Ciò significa che se devo far transitare una certa quantità di energia(kWh) in un certo TEMPO dovrò dimensionare la sezione del conduttore adeguatamente. Ma il lavoro(energia) nell'unità di tempo è proprio il concetto di "POTENZA".
Esempio pratico:
Se il mio impianto FV produce 3 kW di picco a mezzogiorno dovrò utilizzare una sezione del conduttore (qui si gioca il fattore "costo" )tale da trasportare una certa quantità di correte(I) ad una tensione(V) fissata. Anche se so perfettamente che durante il resto della giornata non raggiungerò mai quella potenza e la notte addirittura sarà zero. Ciò nonostante il costo sostenuto per acquistare il cavo di una data sezione è sempre LO STESSO riferito ai 3 kW di picco. Il fatto che durante il giorno o durante l'anno produco più o meno kWh (ENERGIA) non mi "fa risparmiare" rispetto al costo sostenuto per acquistare il conduttore.
Per tale ragione il driver di costo appropriato per questo tipo di "SERVIZIO" è la componente FISSA non VARIABILE, la rete non si "USURA" di più o di meno in base a quanti kWh sono transitati.
Discorso diverso è "AUTOSTRADE", appare ovvio che il numero di VEICOLI che transitano su una strada sono DIRETTAMENTE PROPORZIALI all'usura del manto stradale.
Ritorniamo alla riforma della tariffe con un esempio pratico:
-Utente A (Fotovoltaico con prelievo/immissione)
-Utente B (Solo prelievo)
Se AEEGSI calcola che il costo per manutenere il cavo che collega A e B è di 1 €/anno, in bolletta verrà ripartito 50c€ a testa.
Non si tratta di corrispettivi "a forfait" che si pagano a prescindere!! Se su quella linea il prossimo anno ci saranno 3 utenti il costo sarà 1€/3=0,33, non 1 Euro a testa!
Il proprietario di un impianto fotovoltaico può essere assimilitato ad un PRODUTTORE di energia NON AL DISTRIBUTORE (che non produce nulla)!
Fissato in X M€ il costo sostenuto dal DISTRIBUTORE, l'Autorità stabilisce solo i parametri di come deve essere ripartito fra ripartito fra gli n utenti (in base al kWh, alla Potenza o come altro si vuole...). Gli X M€ però rimangono sempre gli stessi!! Non sono pagati 2 volte solo perché sta cambiato il "driver" di ripartizione. Il "Gestore della Rete" non applica nessun "onere di rete" aggiuntivo sul kWh prodotto da A e consumato da B (sono gli "oneri di sistema" a permanere tipo VARIABILE), semplicemente il kWh non è un più "driver" per ripartire i costi di "RETE" che non sono influenzati dalla q.tà di kWh transitati :-)

Gli "Oneri di Rete" (non di

Gli "Oneri di Rete" (non di sistema) esistono in bolletta per compensare i costi relativi alla manutenzione della rete elettrica.
Quelli relativi alla "Distribuzione" sono stati giustamente portati in natura "FISSA" perché correttamente legati all'esistenza stessa della rete e non in base al "tempo" che la si usa (kWh o energia trasportata). Fare paragoni con TELECOM - FS - AUTOSTRADE solo perché si tratta di "Utility" non ha senso per 2 motivi: 1) perché si tratta di un bene di tipo completamente diverso 2) perchè gli "oneri di rete" vanno al Distributore e non al "Produttore di energia" (Enel Energia non ha nulla a che vedere con Enel Distribuzione e lo stesso dicasi di Acea Reti o AEM ecc..). In altre parole sulla base di quanto ha speso il "Gestore della Rete" (non l'ENEL) per manutenere la rete AEEGSI stabilisce quanto/come ripartire sulle bollette di tutti questi costi.
Si possono utilizzare tanti "driver" (più o meno validi) per ripartire i costi, ma quelli relativi alle reti elettriche è giusto ripartirli fra tutti indipendentemente se si immette o si preleva energia o se si usa la rete 1 giorno all'anno piuttosto che 365gg. La rete presenta LO STESSO COSTO per mantenerla funzionante sia che vengano trasportati milioni di kWh piuttosto che poche decine. Sicuramente però non si pagano 2 volte! :-)

""Gli oneri relativi alla

""Gli oneri relativi alla DISTRIBUZIONE (non alla TRASMISSIONE) saranno pagati in relazione al livello di potenza e non per kWh trasportati....""
SAREBBE COME DIRE CHE SE VADO DA MILANO A REGGIO EMILIA AD ALTA VELOCITÀ'
DEVO PAGARE COME DA MILANO A NAPOLI PERCHÉ' IL TRENO COMUNQUE E' ANDATO ALLA MASSIMA POTENZA ...

Come è ovvio (ma evidentemente non per il FV) e attualmente già accade, si deve pagare la potenza (kW), ma anche e soprattutto, il TEMPO d'utilizzo della rete (kWh o ENERGIA).

""Non ha senso dire che la deve pagare solo chi preleva o solo chi immette....""
Curioso, non ha senso una regola ovvia, corretta e sempre applicata, tranne che per il FV.
Quando Enel, Telecom, Ferrovie dello Stato, Autostrade ...o qualsiasi altro operatore o utility usa la rete, incassa parte degli introiti dai CONSUMATORI (del servizio) e paga manutenzione e investimenti sulle infrastrutture di rete
(anche con l'aiuto dello Stato).

Quando il Pinco Pallino produce energia elettrica (come Enel) e immette in rete (con i suoi soldi), il suo vicino la consuma e la pagherà al suo Distributore, che, in vece del Pinco Pallino, incasserà anche gli oneri di rete, con cui farà manutenzione e investimenti. Pertanto se il Pinco Pallino pagasse anche gli oneri sull'immissione (oltre che sui suoi prelievi), questi verrebbero introitati 2 VOLTE sugli stessi kWh.

Gli oneri di "rete" non si

Gli oneri di "rete" non si pagano 2 volte!!! Dalla lettura della riforma è chiaramente indicato che gli oneri relativi alla DISTRIBUZIONE (non alla TRASMISSIONE) saranno pagati in relazione al livello di potenza e non per kWh trasportati. Questo è CORRETTO perché il costo deve essere giustamente ripartito fra tutti quelli che utilizzano questa importante infrastruttura (indipendente da quanta energia prelevo o immetto in rete). In parole povere se si è speso X milioni di € per manutenere la rete, questa cifra deve essere suddivisa fra tutti gli utenti. Non ha senso dire che la deve pagare solo chi preleva o solo chi immette.

L'assurdo degli oneri di rete pagati 2 volte.

Perché se Enel immette energia in rete fa pagare gli oneri di sistema a chi la preleva, mentre se immetto energia io, con il mio impianto FV, non basta che li paghi già il mio vicino, che LA UTILIZZA, ma anch'io(???), che tra l'altro li pago anche con i prelievi. Il paradosso è che gli oneri di rete verrebbero pagati 2 VOLTE sugli stessi kWh (da chi li immette e da chi li preleva). Oltretutto la porzione di rete utilizzata, fra l'immissione e il consumo del vicino di casa, è limitata a qualche metro di cavo (non gasdotti o elettrodotti costosissimi e assolutamente inutili per le rinnovabili distribuite). La regola è molto semplice: paga gli oneri di rete CHI PRELEVA (non chi immette energia pulita e HA DOVUTO INVESTIRE PER POTERLO FARE).

Con le tariffe a componente fissa dominante, proposta dall'AEEG, non si capisce perché mai occorrerebbe dotarsi d'impianto di produzione energia rinnovabile ed elettrodomestici efficienti, quando puoi ottenere lo stesso risparmio con comportamenti spreconi, elettrodomestici e illuminazione inefficienti o scaldabagni elettrici antidiluviani, ovviamente scoraggiando innovazione e acquisto di nuove tecnologie molto più efficienti.

".....pur essendo in presenza del boom delle rinnovabili e pur riconoscendo i vantaggi futuri del vettore elettrico – ancora oggi la produzione elettrica è per gran parte garantita dalla combustione di fossili”...., che la proposta di riforma intende CONTINUARE A GARANTIRE E PRESERVARE AD OGNI COSTO, anche sostenendo motivazioni improbabili e sgangherate.

Per eliminare la progressività è sufficiente l'introduzione della tariffa ridotta, come la D1, che occorre meritarsela e quindi definirla e assegnarla caso per caso a cittadini che investano nell'evoluzione tecnologica, economica e sociale, con pompe di calore, auto elettrica, interventi d'efficienza energetica e impianti di produzione e accumulo da fonti rinnovabili e pulite, piuttosto che regalarla a chi francamente se ne infischia. Unico difetto NON PENALIZZA sufficientemente il fastidioso FV.

Ma perché si deve correlare

Ma perché si deve correlare l'efficenza, l'autoproduzione ed il risparmio energetico con i 'costi fissi di rete'? Questi sono dovuti solo alla capacità della rete in termini di potenza (kW) non rispetto ai kWh trasportati. Anche se avessi un impianto fotovoltaico ed utilizzasi la rete 1 solo giorno all'anno, i costi sostenuti per mantenere funzionante la rete, sarebbero identici che se la utilizzasi 365gg all'anno.
É ingiusto parlare di efficenza e risparmio energetico solo con lo scopo e la pretesa di essere esentati dal pagare i costi di un servizio essenziale. Chi consuma di più continuera a pagare di più mentre chi consuma meno pagherà di meno al netto però del servizio di potenza che difatto sfrutta quotidianamente.

La cosa peggiore

La cosa peggiore è l'incertezza.
Nel dubbio è più difficile fare investimenti su PDC, FV, Veicoli Elettrici, ecc...

P.S. Con l'attuale tariffazione a scaglioni viaggiare elettrici costa quasi come con i combustibili liquidi.