Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Quanto sarà verde l’Europa del 2030?

L'Unione Europea si è presa l’impegno di coprire entro il 2030 almeno al 27% dei consumi totali finali di energia con energia verde. Si riuscirà a garantire questa evoluzione anche con un livello ridotto di incentivi? Alcuni elementi inducono ad essere fiduciosi, anzi l'obiettivo è probabilmente troppo modesto.

Fra quindici anni quasi la metà dei consumi elettrici europei sarà soddisfatta con le fonti rinnovabili. Questo lo scenario connesso con l’impegno di soddisfare “almeno al 27%” dei consumi totali finali di energia nel 2030 con energia verde come da obiettivi europei.  Non è un target particolarmente ambizioso, risultato di un compromesso tra la Commissione e gli Stati membri, ma si tratta comunque di un percorso di crescita, visto che nel 2012 la quota delle rinnovabili era del 14%.

Si riuscirà a garantire questa evoluzione anche con un livello ridotto di incentivi? Alcuni elementi inducono ad essere fiduciosi. Innanzitutto va considerato il miglioramento delle tecnologie che porterà ad ulteriori riduzioni dei costi. In alcuni casi, come nel fotovoltaico, nel prossimo decennio sarà possibile immaginare una diffusione senza incentivi, in buona parte attraverso sistemi misti di solare più accumulo.

Uno studio coordinato dall’Imperial College of London, a cui ha collaborato il GSE, ha stimato che una copertura solare pari al 10% della domanda europea al 2030 comporterebbe limitati oneri di integrazione alla rete elettrica, in particolare per i paesi meridionali. In Italia, una potenza solare 2,5 volte più elevata dell’attuale sarebbe in grado di soddisfare il 17% dei consumi elettrici.

Nel caso dell’eolico, secondo gli scenari del Global Wind Energy Council, nel 2030 la potenza potrebbe crescere del 160% nello scenario “moderato” e triplicare in quello “avanzato”, portando la quota europea coperta con il vento dall’8% del 2013 a circa un quarto del totale nel 2030.

Un recente studio del Fraunhofer Institute ha analizzato le evoluzioni dei costi dell’elettricità in Germania, concludendo che sia l’eolico on-shore che il fotovoltaico risulteranno competitivi con le centrali termoelettriche già durante il prossimo decennio.

Passando alle rinnovabili termiche, queste presentano ancora grandi margini di incremento con costi minimi e si espanderanno sia con la riqualificazione energetica spinta del patrimonio edilizio esistente che nelle nuove costruzioni. Troveranno un loro spazio anche applicazioni solari, al momento del tutto marginali, come la climatizzazione estiva e la fornitura di calore di processo nell’industria.

Nel campo del riscaldamento con la biomassa, nuove tecnologie con rendimenti elevati e un buon controllo delle emissioni sostituiranno i vecchi impianti meno performanti dal punto di vista energetico ed ambientale.

I biocarburanti di seconda e terza generazione consentiranno, infine, di utilizzare biomassa locale, e la forte innovazione già avviata (dal bioetanolo di seconda generazione al biometano,  all’impiego delle alghe) favorirà il raggiungimento della competitività con i carburanti tradizionali.

Più in generale, la forbice tra l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili e la contemporanea riduzione di quelli delle rinnovabili garantirà una spinta propulsiva in grado di controbilanciare gli elementi di rallentamento, come il progressivo esaurimento dei siti più produttivi per l’eolico.

Un’Europa alla ricerca di maggiore competitività ed intenzionata a rafforzare la propria base industriale dovrà porre un’attenzione particolare alle tecnologie. In alcuni comparti l’ingegnosità e la virtuosità di piccole e medie imprese sarà in grado di proporre prodotti in grado di competere a livello internazionale. In altri casi occorrerà invece uno sforzo coordinato a livello di ricerca e di investimenti per arrivare alla massa critica continentale necessaria a reggere il confronto con l’Asia, gli Stati Uniti e i paesi Arabi.

Per il raggiungimento dei target fissati al 2030 va infine considerato il ruolo dell’efficienza energetica che dovrebbe garantire, secondo le analisi di impatto effettuate dalla Commissione, consumi energetici inferiori  fino al 15% rispetto a quelli del 2010. Una domanda di energia più contenuta faciliterà la progressiva sostituzione dei fossili con le rinnovabili.

Questo articolo è un estratto dal nuovo libro di Gianni Silvestrini, “2 °C. Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l'economia”, Edizioni Ambiente, febbraio 2015.

www.duegradi.it è il sito dedicato al libro. L'estratto è stato pubblicato con il consenso della casa editrice.