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Rinnovabili non fotovoltaiche: gli effetti del decreto e del suo ritardo

L'esame dell'UE potrebbe far slittare l'entrata in vigore del decreto a oltre fine dicembre. L'impatto maggiore verrà dalla riduzione della potenza incentivata. Aste più competitive. Con Tommaso Barbetti di eLeMeNS analizziamo lo schema di decreto inviato alla Conferenza Stato-Regioni.

L'aspetto critico del nuovo provvedimento sugli incentivi alle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, più che i contenuti stessi del nuovo decreto, sarà legato alla tempistica di entrata in vigore, per niente certa. È questa la considerazione con cui l'analista di eLeMeNS, Tommaso Barbetti, apre l'intervista a QualEnergia.it orientata a capire le novità e i possibili impatti sul mondo delle rinnovabili del nuovo provvedimento.

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Commenti

Priorità

Devo parzialmente rettificare quanto ho scritto nel precedente commento:
nell'ordine delle priorità, prima della grandezza dell'impianto, al punto "f" vi è la "titolarità della concessione di derivazione dell’acqua e del titolo autorizzativo".

Nuovo decreto FER

Sembra che il nuovo decreto non consenta a chi ha già dichiarato l'inizio lavori di partecipare alla prossima asta. Considerato che l'Autorizzazione Unica, nata nel 2003 quando le aste non esistevano, non prevede una proroga della scadenza del titolo autorizzativo, chi ha ottenuto l'autorizzazione troppo tardi rispetto alla data della scorsa asta per potervi partecipare, alla prossima asta avrà il titolo scaduto, a meno che non dichiari l'apertura del cantiere, espediente quesro, inutile con il nuovo decreto. Ovviamente verrà impugnato da tutti coloro cha avranno questo problema e ci saranno ulteriori rallentamenti

Nuovo decreto - priorità

Nell'articolo si dice che:
se un impianto è già nel "vecchio" registro ed entra in servizio entro un anno dall'uscita del nuovo decreto ha diritto alle vecchie tariffe. Corretto, ma incompleto. Parlando di idroelettrico e leggendo l'articolo 10 comma 3 (quello che fissa le priorità con cui viene stilata la graduatoria) ci si accorge del trucco che farà perdere a tutti almeno il 10%.
- Il primo criterio di priorità è (lettera b)) l'iscrizione ai precedenti registri e il possesso del titolo autorizzativo. Si può ipotizzare che tutti gli impianti (ca.160 MW) esclusi del vecchio registro soddisfino questo requisito.
- Il secondo criterio (lett. c)) è l'accettazione di una tariffa ridotta al 90%.
- Segue l'inutile (in questo caso) criterio "f)" e si arriva al criterio "g)" minor potenza impianti, quello che sarà ancora una volta determinante. (con maggiori costi per il sistema incentivante)
È del tutto evidente che dato il criterio "c)" e data la concorrenza (160 MW in attesa 80 MW disponibili), tutti gli impianti sono obbligati ad accettare la decurtazione del 10% per non farsi sorpassare dai seguenti in lista!