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Fotovoltaico, gli operatori chiedono la fine dei dazi Ue sui prodotti cinesi

Oltre venti associazioni europee del solare FV (80% del settore) scrivono al commissario europeo al Commercio per chiedere di non rinnovare i dazi anti-dumping sui prodotti fotovoltaici cinesi.

Gli operatori europei del fotovoltaico chiedono l'eliminazione dei dazi Ue sui prodotti cinesi. L'associazione di settore SolarPower Europe assieme a 20 associazioni nazionali di 19 Paesi europei (tra cui l'italiana assoRinnovabili), hanno infatti inviato una lettera (allegato in basso) al commissario Ue al Commercio, Cecilia Malmström, a cui chiedono di non rinnovare i dazi anti-dumping e anti-sovvenzioni e il meccanismo "Minimum Import Price" per i moduli e le celle importate dalla Cina in scadenza il prossimo 7 dicembre.

I dazi sono stati introdotti alla fine del 2013 e da allora le installazioni FV in Europa sono scese considerevolmente, assommando nel 2014 ad appena 7 GW, denunciano le associazioni, secondo cui il ritorno alla normalità degli scambi con Pechino "accrescerà l'intera catena del valore del solare europeo, inclusa la produzione di impianti, componenti, materiali, inverter". L'eliminazione dei dazi, si argomenta, porterà inoltre a un aumento dei posti di lavoro e a sensibili benefici per i consumatori.

Piuttosto che frenare l'import dalla Cina, sottolineano le associazioni, l'Europa dovrebbe garantire un'elevata qualità e innovazione degli impianti solari, fissando severi standard e requisiti tecnici ambientali e di prestazioni.

La lettera è firmata da SolarPower Europe e da associazioni di Italia, Germania, Polonia, Regno Unito, Portogallo, Grecia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Malta, Irlanda, Croazia, Romania, Repubblica Ceca, Lettonia, Slovacchia, Danimarca, Svezia, Ungheria e Slovenia. Nel complesso, le associazioni rappresentano oltre l'80% del settore solare europeo, rileva una nota dei firmatari.