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Costi di generazione: solare ed eolico battono sempre più spesso le fossili

L'ultima certificazione del sorpasso economico delle fonti pulite sulle fossili arriva da un nuovo report curato da IEA e NEA. Ad esempio il costo di un MWh da fotovoltaico in Cina è oggi di 55 dollari, mentre la stessa quantità di energia ottenuta da una nuova centrale a gas costa ben 90 dollari e da una a carbone è di 74 dollari.

Sempre più spesso fotovoltaico ed eolico sono più economiche delle centrali termoelettriche alimentata da fonti fossili, anche senza tenere conto delle esternalità negative per clima, salute e ambiente tipiche delle fonti convenzionali. Ad esempio, il costo di un MWh da fotovoltaico in Cina è di 55 dollari, mentre la stessa quantità di energia ottenuta da una nuova centrale a gas costa ben 90 dollari e da una a carbone 74 $. L'ultima certificazione del sorpasso economico delle fonti pulite sulle fossili arriva da un nuovo report curato dalla International Energy Agency (IEA) e dalla Nuclear Energy Agency (NEA): "Projected Costs of Generating Electricity: 2015 Edition".

Lo studio (vedi allegato in basso) analizza i costi di 180 impianti - centrali nucleari e a combustibili fossili, parchi eolici e solari e piccole installazioni fotovoltaiche residenziali - in 22 Paesi, assumendo che entrino in esercizio nel giro di 5 anni e calcolando l'LCOE, cioè il costo del MWh “tutto compreso”, in diversi scenari economici in quanto a tasso di sconto (3%, 7%, 10%) e senza tenere conto delle esternalità negative (tranne che per il prezzo della CO2).

Tra le evidenze principali che emergono c'è quella che i costi di generazione delle nuove rinnovabili negli ultimi 5 anni (l'edizione precedente del report è del 2010) si sono ridotti tantissimo e il range, cioè la differenza dei costi nei diversi Paesi e nelle diverse situazioni, si è ristretto, convergendo verso il basso, come si vede bene nel grafico qui sotto.

Un altro aspetto è evidenziato dal report: la corsa verso l'alto dei costi del nucleare rispetto al 2010 sembra essersi arrestata e l'atomo al momento è spesso l'opzione più economica per la generazione baseload (vedi grafico sotto), specie in contesti con bassi costi del capitale e, ovviamente, come per le alte fonti, senza tenere conto di esternalità negative, dei rischi e degli aspetti ancora irrisolti del nucleare, come quello di dove mettere definitivamente le scorie e come pagare la loro conservazione in sicurezza (ricordiamo però che a curare il report è anche il NEA).

Nei due grafici qui sotto gli LCOE delle varie fonti energetiche fossili calcolati nell'edizione 2015 con i diversi tassi di sconto.

Le due agenzie dell'Ocse (Oecd) sottolineano che nessuna fonte vince in quanto a convenienza in ogni circostanza: sono infatti molteplici i fattori che determinano il costo finale di ciascun investimento, in particolare situazioni locali come la struttura del mercato, il quadro politico e regolatorio e la disponibilità di risorse. È dunque interessante andare a vedere come cambiano i costi nei vari Paesi (l'analisi è concentrata sui membri Ocse).

Ad esempio i cicli combinati a gas (assumendo un tasso di sconto del 3%) hanno LCOE che vanno dai 61 $/MWh degli Usa ai 133 del Giappone; il carbone va dai 66 $/MWh della Germania ai 95 del Giappone; il nucleare (sempre con un tasso di sconto del 3%) produce a 64 $/KWh nel Regno Unito e a soli 29 $/kWh in Corea del Sud; mentre l'eolico a terra va da 33 $/MWh degli Usa a 135 del solito Giappone; le turbine eoliche in mare producono a 98 $/MWh in Danimarca, ma arrivano fino a 214 $/MWh in Corea; infine il fotovoltaico (grandi parchi solari, tasso del 3%) nei Paesi Osce ha LCOE che vanno dai 54 $/MWh degli Usa ai 181 del Giappone.

Oltre ai Paesi Ocse è poi il caso di dare un'occhiata all'economia delle varie fonti nel più grande consumatore mondiale, la Cina (unico non membro Ocse considerato nel rapporto oltre al Sud Africa). Nel gigante asiatico il fotovoltaico costa molto meno delle fossili: ad un tasso di sconto del 3% le centrali a gas hanno un LCOE di 90 $/MWh, quelle a carbone di 74/MWh, i grandi impianti FV di 55 $/MWh, i parchi eolici producono a 77 $/MWh, mentre le due centrali nucleari incluse producono a 26 e a 31 $/MWh. 

L'executive summary del report "Projected Costs of Generating Electricity: 2015 Edition" (pdf)

(la versione integrale scaricabile a pagamento da qui)





Commenti

Strano... non riesco a

Strano... non riesco a trovare il punto in cui dicono "il FV non produce mai di notte e d'inverno 1/3~1/4 dell'estate"... ma probabilmente non lo dicono perche' non e' importante, giusto?

Da far cadere le braccia... sono anni che si continua a "dimenticare" che non si puo' confrontare il kWh intermittente e aleatorio di FV e eolico con il il kWh programmabile 24h/24 365g/365 del termolettrico.

Interessante! Prodigi del ...

Interessante!
Prodigi del ... mercato ?
Tornando al problema nostrano, verrebbe da dire che abbiamo sperperato un sacco (eufemismo per dire le centinaia di miliardi di € coinvolti nelle ns. bollette!) di miliardi per correre dietro alla retorica fuorviante delle Rinnovabili e continuiamo ad essere il Paese che paga sensibilmente più cara l'elettricità, a tutto danno della ns. industria manifatturiera e competitività Paese, che vuol dire poi: occupazione, benessere, sviluppo e ... sicurezza strategica approvvigionamenti.

E' sempre bene ciò che finisce bene (dopo la sbornia (incentivi) ed a condizione che si riesca a superarla in buona salute per il futuro NON dovremmo più sentir parlare di incentivi, ma di vera politica energetica nazionale a beneficio appunto del Paese, non dei soliti furbi.

Il governo la farà subito propria. O no?