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Riscaldamento: rottamare Gpl e gasolio con le biomasse conviene

Utilizzare il pellet per il riscaldamento riduce i costi unitari di energia almeno del 50% rispetto a impianti alimentati a gasolio e Gpl. Con la legna i costi si riducono del 70% circa. Minore è lo scarto con il metano. Utilizzando uno dei sistemi di incentivazione in vigore i tempi di ritorno dell'investimento diventano brevi. Un semplice esempio.

Quanto si può risparmiare con un impianto di riscaldamento a biomassa in sostituzione di altri sistemi? Quale il meccanismo di incentivazione più conveniente? Gli esempi da prendere in considerazione sono tanti e ogni caso fa storia a sé: differenti zone climatiche, superficie da riscaldare, stato dell’involucro dell’edificio, impianto di riscaldamento e combustibile che si va a sostituire, costi della legna e del pellet, ecc.

Prendendo a riferimento gli attuali prezzi dei combustibili, si può stimare che una stufa o caldaia a pellet o a legna nel corso di un anno  consentirebbe di ridurre le spese per il riscaldamento in maniera significativa: dai 200 ai 1.300 € a secondo del tipo di combustibile sostituito e del fabbisogno di calore.

I benefici economici sono legati al costo inferiore dell’energia della biomassa (calcolata in chilowattora) rispetto ad altri combustibili. Anche abitazioni particolarmente energivore, sostituendo ad esempio un generatore di calore a gasolio o gpl con uno a biomassa, possono avere dei tempi di ritorno dell’investimento molto interessanti, anche di soli 5-7 anni (si tratta comunque di un valore indicativo da verificare nello specifico con un tecnico), a volte anche in assenza di incentivi (detrazioni fiscali, conto termico, certificati bianchi), dei quali comunque questi impianti godono.

Il prezzo del pellet (ma anche quello di gpl e gasolio) ha variazioni stagionali (più basso nel periodo da maggio a luglio, più caro verso agosto, si stabilizza durante l'inverno). Prima della stagione fredda una tonnellata può essere venduta a circa 320-360 euro: il consumatore pagherà dunque un sacco da 15 kg tra 4,8 e 5,5 euro (Iva inclusa).

I prezzi dei vari combustibili (espressi in €/kWh) sono soggetti a continue variazioni, ma al momento possono essere così riassunti in modo molto indicativo:

Come si può notare l’utilizzo del pellet riduce i costi unitari di energia (€/kWh) del 50% rispetto a impianti alimentati a gasolio e GPL. Con la legna i costi si riducono del 70% circa. Mentre minore è lo scarto con il metano.

Da qui la convenienza economica a "rottamare" la propria caldaia a Gpl o gasolio e rimpiazzarla con un sistema a biomasse. A tal proposito è interessante un progetto segnalato su Agriforenergy, la rivista trimestrale di Aiel: è il caso dell’installazione di una caldaia centralizzata legno-pellet per un B&B in provincia di Belluno che va a sostituire due caldaie a Gpl per un’edificio di complessivi 250 mq.

L’impianto a Gpl presente prima dell'intervento era integrato ai fini del riscaldamento dell'abitazione da una stufa ad accumulo a legna. Per il riscaldamento dell’acqua sanitaria è presente un impianto solare termico. La nuova caldaia combinata legno-pellet (TC30 Extraflame) ha una potenza di 30 kW con funzionamento a legna e 25 kW a pellet. La caldaia e il solare termico vengono integrati con un accumulo inerziale di 1000 litri. Il costo totale dell'intervento, comprensivo della nuova canna fumaria, è stato pari a 15.600 €

I costi annuali per il riscaldamento a Gpl in media ammontavano a circa 1.500 € che insieme al costo della legna (8 bancali, 90 quintali circa, a 155 € l'uno, per un totale di circa 1.250 €), portavano il costo di esercizio totale, prima del progetto, a circa 2.750 €.

Con il nuovo sistema di riscaldamento a biomasse si è stimato che saranno necessari sempre 8 bancali di legna (1.250 €) e un bancale di pellet (circa 100 q., per una spesa di 270 €, prezzo tipico del periodo maggio-luglio). Il costo totale per i combustibili diventa quindi di 1.500-1.550 €/anno, con un risparmio di 1.200 all’anno. Sfruttando la detrazione fiscale al 50%, in 10 anni, l’investimento netto ammonterà a 7.800 €, quindi l’ammortamento semplice sarà di circa 6,5 anni. Un risultato economico sicuramente soddisfacente a cui si aggiunge anche un comfort decisamente superiore rispetto al precedente uso del Gpl.

(L'articolo è stato originariamente pubblicato il 17 giugno 2015)





Commenti

Pellet quale?

Tutti cercano di scaldarsi risparmiando, senza pensare a cosa bruciamo. la maggior parte del pellet che viene commercializzato è fatto con scarti fin che le segherie ne avevano, poi con arbusti ricavati da quei terreni dove non si può coltivare nulla se non boschivo perchè contaminati. lascio a voi immaginare perchè non si può coltivare nulla, poi non stupiamoci se ci ammaliamo sempre di più. nel solo reparto oncologico di Rovigo ogni anno ci sono 900 casi nuovi trattati in chemioterapia, in una città di 50.000 abitanti. fate analizzare il vostro pellet che vi dicono certificato, da un laboratorio analisi di vs conoscenza. l'analisi costa 150€ ma vedrete cosa vi aspetta. le polveri sottili sono le responsabili della quasi totalità delle malattie respiratorie, e una stufa a pellet ne butta in aria a miliardi e ricadono attorno alla vs abitazione penetrando anche a finestre chiuse. usate legna piuttosto che ha un tiraggio naturale. in inghilterra e in altri stati è vietato l'uso delle biomasse nei centri abitati proprio per l'alta contaminazione da polveri. risparmiare si ma senza poi spenderli in farmaci.

Ed il particolato?

D'accordo,ma fino ad un certo punto sul risparmio, immediato, in termini di costi in euro.
Si tenga però presente che la combustione di pellet, legna,... dove apparentemente non vedo che si indicano sistemi efficienti di filtrazione del particolato (molto) prodotto ha costi altissimi per la salute. Pensate solo al particolato che tramite la respirazione arriva nel circolo sanguigno con effetti devastanti (aumento frequenza ictus, infarti, problemi respiratori...). Particolato che annerisce i muri...
Diverso il discorso se le biomasse sono bruciate con adeguate misure di filtrazione, come nelle centrali. Se siete in grado di trovare sul mercato stufe/caldaie a legna/pellet che emettano poco particolato come gpl ometano ben vengano altrimenti...
Comunque prima di acquistare stufe a legna o pellet informatevi bene

Ok, per ora economicamente

Ok, per ora economicamente conviene.
Ma come si fa a non considerare gli effetti sanitari collegati all'uso di legno/pellet anzichè del molto più pulito metano?

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&men...

Difetto delle biomasse

Le biomasse hanno però un difetto: richiedono parecchia manutenzione: pulizia giornaliera della camera di combustione, costi di manutenzione annuali (il mio CAT costa 170 euro contro i 70-80 euro del CAT della caldaia), in unione al rischio del precoce deteroramento della componentistica della caldaia/stufa a biomassa.
Se si deve sostituire impiani a GPL o gasolio, come detto nell'articolo, le biomasse risultano molto convenienti. Ma se c'è la possibilità del metano, le cose cambiano...
Installare una caldaia a metano a condensazione costa 2000-2500 euro con anche costi dimanutenzione ed esercizio che vanificherebbero il lieve vantaggio economico del pellet...
La legna è meglio in termini economici... ma necessita di costante presenza dell'uomo per far funzionare l'impianto. L'esempio parla di un B&B dove il proprietario può essere presente... ma nelle nostre case di chi lavora fuori tutto il giorno non è applicabile...