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Occupati rinnovabili: nel mondo in 4 anni più che raddoppiati

Le fonti pulite a fine 2014 davano lavoro a 7,7 milioni di persone, il 18% in più rispetto al 2014, mostra l'ultimo rapporto IRENA. Nel 2010 gli occupati nelle rinnovabili erano 3,5 milioni e 10 anni fa erano 1,5 milioni. La Cina sempre più importante, mentre l'Europa in un anno ha perso 165mila posti di lavoro nel fotovoltaico.

Oggi nel mondo 7,7 milioni di persone lavorano nel settore delle energie rinnovabili, con una crescita dell'occupazione del 18% rispetto all'anno scorso quando, tra impiegati diretti e indiretti, erano 6,5 milioni. Il fotovoltaico è il settore con più occupati, mentre il baricentro si è spostato verso l'Asia e ora circa metà del totale dei lavoratori delle rinnovabili sono in Cina. Sono alcuni dei dati presentati nel "Renewable Energy and Jobs - Annual Review 2015" della International Renewable Energy Agency (Irena, vedi allegato in basso).

Andando a sfogliare le vecchie edizioni del report, ci si rende conto che in una manciata di anni le rinnovabili hanno creato milioni di posti di lavoro: dagli 1,5 milioni di occupati del 2004, si è passati a 3,5 milioni nel 2010 con un'accelerazione della crescita che negli ultimi 4 anni ha portato a oltre il loro raddoppio, appunto a 7,7 milioni di addetti.

Alla fine del 2014 (vedi grafico sotto) il fotovoltaico dava lavoro a 2,5 milioni di persone, seguito dall'eolico, che ha superato il muro del milione di unità rispetto alle 834.000 del 2013. In ordine di occupati troviamo poi il settore dei biocarburanti (in crescita da 1,45 a 1,8 milioni), biomasse (da 782.000 a 822.000) e biogas (da 264.000 a 381.000). Gli addetti nel grande idroelettrico (stimati per la prima volta da Irena quest'anno) superano gli 1,5 milioni.

In generale - e specialmente nel fotovoltaico - c'è uno spostamento verso l'Asia dell'occupazione: in Europa i lavoratori del FV in un anno sono scesi del 35% con un calo di 165mila unità. Crescono invece in Paesi come il Giappone, che conta oltre 210mila occupati, e in nazioni che producono moduli come la Malesia e la Corea del Sud, e, least but not last, in Cina, dove ci sono 1,6 milioni di lavoratori, cioè circa i due terzi dei 2,5 milioni mondiali di impiegati nel fotovoltaico.

E' interessante notare come l'occupazione nel solare stia schizzando verso l'alto anche in quelle realtà in cui il FV ha un enorme potenziale nell'off-grid, e dove è necessario per portare elettricità laddove la rete non arriva. È il caso del Bangladesh, dove in pochi anni nel settore si sono creati 115mila posti di lavoro (nel grafico sotto l'andamento delle installazioni off-grid nel Paese).

Oltre che nel fotovoltaico, la Cina domina in tutte le tecnologie rinnovabili (vedi grafico sotto): conta ben 3,4 milioni di occupati sui 7,7 mondiali. Seguono, nell'ordine, Brasile, Stati Uniti e India. Nell'Unione Europea ci sono 1,2 milioni di addetti, di cui 371.000 in Germania e 176.000 in Francia (manca il dato per l'Italia).

L'occupazione nel comparto della produzione di impianti, specialmente eolici e solari - spiega il report - si va rapidamente concentrando in alcuni Paesi asiatici, mentre le altre parti della catena del valore delle rinnovabili (soprattutto gestione e manutenzione e costruzione e installazione) offrono la maggior parte delle possibilità di impiego nel resto del mondo.

Le stime di Irena indicano che raddoppiando la quota delle fonti rinnovabili nel mix energetico mondiale al 2030 gli occupati nel settore salirebbero ad oltre 16 milioni di addetti.

Il report Irena (pdf)





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