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Per una nuova generazione (distribuita) di prosumer di rinnovabili

La nuova sfida per l'innovazione e le energie pulite in Italia: eliminare le barriere esistenti per famiglie, imprese, condomini, enti locali che vogliono autoprodurre l'elettricità e l'energia termica da rinnovabili di cui hanno bisogno e di poterla venderla nell'ambito comunale. A Pesaro presentato da Legambiente il "Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili".

Come arrivare a una generazione distribuita fatta da tanti “prosumer”, non solo singole famiglie, ma anche case, edifici, imprese, tutti produttori-consumatori di energia da fonti rinnovabili, e portare così la quota di energia pulita in Italia ancora più in alto?

Un cambiamento di questo tipo significa portare i vantaggi della produzione locale e pulita da impianti a fonti rinnovabili anche a tutto il sistema energetico e al paese. Questa transizione peraltro si sta verificando: i prosumer, consumatori che sono anche produttori di energia (ad esempio quelli che  hanno un impianto FV sul tetto), sono oltre 700mila, mentre erano solo una manciata solo 8-10 anni fa.

Se ne è discusso oggi a Pesaro, nell’ambito di una Conferenza internazionale dal titolo “Le comunità dell’energia”, organizzata da Legambiente, Comune di Pesaro e Provincia di Pesaro e Urbino. Un'occasione per illustrare e ragionare su diverse esperienze e buone pratiche nazionali ed estere orientate in questa direzione.

La sfida, o meglio la vera svolta nella diffusione delle fonti rinnovabili in Italia, è questa: sostenere e agevolare tutti coloro che riescono ad autoprodurre l’energia elettrica e termica di cui hanno bisogno, spingere i progetti che permettono a famiglie, imprese, distretti produttivi e condomini di produrre e scambiare energia con moderne smart grid, sistemi di accumulo, impianti efficienti.

A proposito di esperienze locali all’estero è interessante quella scozzese, dove alcune comunità di cittadini (Community Energy Scotland) sono riuscite a diventare autonome grazie alle fonti rinnovabili, con vantaggi per i territori; oppure quella in Germania con il piano del Distretto di Marburg-Biedenkopf che punta a diventare al 100% rinnovabile entro il 2040. Molte anche le iniziative in Italia: quelle dei comuni (vedi rapporto Comuni Rinnovabili 2015, presentato pochi giorni fa), come quelle di cooperative energetiche e imprese che stanno promuovendo investimenti in questa direzione.

Per dare un segnale su questi obiettivi, è stato presentato da Legambiente il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, in cui si chiede di scegliere in Italia la strada dell’innovazione, eliminando tutte le barriere esistenti all’autoproduzione e alla vendita di energia da fonti rinnovabili, semplificando le procedure di approvazione dei progetti e aiutando le amministrazioni pubbliche a promuovere interventi che vanno nella direzione di territori al 100% rinnovabili.

Si vuole costruire una campagna che possa coinvolgere i Sindaci di tutta Italia per spingere un cambiamento, difficile, ma quanto mai urgente: ripensare il sistema energetico in una direzione più moderna, pulita e democratica. Ecco le quattro indicazioni proposte nel Manifesto:

1. Spingere autoproduzione di energia da fonti rinnovabili da parte dei Comuni

Dare la possibilità agli Enti Locali di prodursi direttamente l’energia di cui hanno bisogno attraverso le rinnovabili, per rendere possibile così l’utilizzo della rete pubblica per scambiare energia tra edifici pubblici prodotta da fonti pulite, eliminando divieti e tasse per creare vantaggi nell’interesse generale.

2. Aprire alla produzione e vendita di energia prodotta da fonti rinnovabili da parte di cooperative e imprese ad utenze poste nello stesso ambito comunale

Oggi una piccola impresa o una cooperativa non ha la possibilità di produrre energia e distribuirla direttamente a più utenze presenti nelle vicinanze, neanche dentro un distretto industriale. Queste barriere vanno superate, consentendo la distribuzione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e in cogenerazione all’interno dello stesso Comune da impianti fino a 1 MW.

3. Muovere l’innovazione energetica nei condomini

Qui vivono oltre 20 milioni di persone che attualmente beneficiano in minima parte dei vantaggi che le rinnovabili possono portare. La proposta è quella di far valere per l’energia prodotta da rinnovabili le stesse regole che oggi valgono per il riscaldamento, ossia che questa possa anche essere distribuita agli appartamenti nel condominio oltre che utilizzata per gli usi comuni.

4. Semplificare e premiare l’autoproduzione da parte di cittadini e imprese

Tutte le opportunità di ridurre il prelievo dalla rete per autoprodurre l’energia da rinnovabili vanno incentivate, perché permettono di rendere il sistema meno dipendente dalle fonti fossili e dall’estero, perché è più sicuro e pulito. Vanno eliminati i limiti allo scambio sul posto dell’energia prodotta da rinnovabili con la rete, introdotti incentivi per sistemi di accumulo collegati a impianti fotovoltaici, semplificate le procedure che riguardano i progetti di piccola taglia e la tassazione.