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Rinnovabili non FV. MiSE: “in arrivo nuovi incentivi senza alzare costo in bolletta”

Il Ministero dello Sviluppo economico annuncia nuovi incentivi: seguiranno le nuove linee guida UE sugli aiuti di Stato e saranno finanziati dalle risorse che si libereranno dall'uscita dei vecchi impianti dai meccanismi previgenti. Lo ha spiegato il viceministro Claudio De Vincenti rispondendo ad un'interrogazione parlamentare.

“Il Ministero è orientato a confermare il sostegno al settore delle fonti rinnovabili e, in tal senso, sta già lavorando per dare continuità agli investimenti nel settore”. In arrivo nuove iniziative che sarà possibile finanziare “senza aumentare la spesa in bolletta”. Dal viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, giunge una nuova rassicurazione per gli operatori delle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, preoccupati dall'avvicinarsi del tetto di spesa cumulativa annuale di 5,8 miliardi, che secondo il decreto 6 luglio 2012 non potrà essere superato.

“In particolare – ha spiegato l'uomo del MiSE rispondendo a un'interrogazione parlamentare (allegato in basso) - è allo studio un meccanismo che sia anche di progressivo avvicinamento alle indicazioni date dalle nuove linee guida UE in materia di Aiuti di Stato, sfruttando i tempi transitori da esse previsti”.

“Il sistema, oltre che tendere al nuovo modello europeo, dovrà essere caratterizzato da una maggiore efficienza, anche visto l'avvicinamento alla grid-parity di alcune fonti: ciò è in linea con l'esigenza di inserire il settore delle rinnovabili nelle ordinarie regole di mercato e con la politica governativa di contenimento degli oneri per i cittadini, ivi inclusi quelli che gravano sulle componenti tariffarie dell'energia”.

Le risorse economiche per le nuove installazioni, continua, “saranno rinvenibili dall'uscita dei vecchi impianti dai previgenti meccanismi, spesso inefficienti da un punto di vista della spesa, e dalla proiezione dell'andamento del «contatore» nel medio termine, garantendo la maggior accuratezza possibile fra la previsione di spesa e gli oneri che i consumatori di energia elettrica saranno realmente chiamati a sostenere. In tal modo, sarà possibile finanziare nuove iniziative senza aumentare la spesa in bolletta”.

Come sappiamo il monte incentivi che va verso il tetto dei 5,8 miliardi è la stima dell’onere annuo potenziale (già impegnato anche se non ancora interamente sostenuto) degli incentivi riconosciuti agli impianti a fonti rinnovabili non FV in attuazione dei vari provvedimenti di incentivazione statali che si sono succeduti negli anni. Nel corso del 2015 dovrebbero liberarsi risorse per qualche centinaia di milioni di euro dovuti ad impianti che usciranno dal periodo incentivato con vecchi meccanismi come i certificati verdi e il Cip6.

L'interrogazione parlamentare (pdf)